L'aeroporto sul Tamigi spiegato da Lord Foster | Ingegneri.info

L’aeroporto sul Tamigi spiegato da Lord Foster

wpid-10098_.jpg
image_pdf

“Per realizzare una moderna infrastruttura per i trasporti e l’energia in Gran Bretagna abbiamo bisogno di riconquistare la lungimiranza e il coraggio polito dei nostri antenati del XIX secolo, attingere alle nostre tradizioni di ingegneria, design e paesaggio. Non abbiamo scelta. Se non lo facciamo è come impedire lo sviluppo delle generazioni future o affermare di non essere più competitivi in un mondo che, invece, è altamente competitivo”.

Con queste parole Norman Foster, fondatore della Foster + Partners, ha presentato nei giorni scorsi, insieme a Halcrow e Volterra, la sua visione per lo scalo londinese Thames Hub, frutto di uno studio dettagliato fondato su strategie intersettoriali e su una visione olistica per lo sviluppo delle future infrastrutture della Gran Bretagna.

Il nuovo scalo sul Tamigi, con un costo di 50 miliardi di sterline, consentirà di perseguire un triplice obiettivo. riqualificare Londra come scalo aereo internazionale, capitalizzando sulla sua tradizione di grandi opere architettoniche e rendendo edificabili grandi aree al momento a rischio di inondazioni del Tamigi.

Il titanico progetto di Lord Foster, posto su una penisola della Isle of Grain, nell’estuario del Tamigi, si sviluppa sull’integrazione tra trasporto aereo, ferroviario e marittimo, cui si uniscono un’infrastruttura energetica e un sistema di protezione dalle inondazioni.

L’aeroporto, dotato di quattro piste di atterraggio, potrà gestire 150 milioni di passeggeri l’anno e gli aerei viaggeranno esclusivamente sul mare. La nuova barriera sul Tamigi, oltre a proteggere dalle inondazioni una porzione considerevole di terreni, collegherà lo scalo alla capitale.

Sotto il terminal è prevista una stazione ferroviaria dalla quale transiteranno 300.000 passeggeri al giorno con collegamenti ad alta velocità tra Londra e le altre città del Regno Unito. Thames Hub comprenderà anche un porto sul lato nord del fiume, mentre quelli già esistenti di Felixtowe, Liverpool e Southampton saranno collegati tra loro da una nuova rete ferroviaria riservata ai treni merci. Non mancherà, ovviamente, nemmeno il lato “green” del progetto: tutta l’elettricità necessaria all’aeroporto e alle case vicine verrà prodotta da turbine azionate dalle maree poste nei pressi dello scalo.

Lord Foster chiede ora che il governo appoggi la sua idea e che spiani la strada alla realizzazione e all’arrivo dei finanziamenti da parte di fondi privati.

O.O.

{GALLERY}

Copyright © - Riproduzione riservata
L’aeroporto sul Tamigi spiegato da Lord Foster Ingegneri.info