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L’autobus più lungo del mondo: il Volvo Gran Artic 300

Con il suo Gran Artic 330, Volvo stabilisce il record di lunghezza per un autobus, e si inserisce nel BRT, il grandioso progetto di viabilità per le strade di Rio de Janeiro

© VOLVO GROUP
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Il trasporto pubblico è da tempo ormai l’ultima meta per le più spettacolari invenzioni ingegneristico-meccaniche e di design. Dal treno supersonico di Elon Musk al mastodontico autobus scavalca-auto cinese, tanti prototipi affollano le proposte per un servizio sempre più green oriented e ad altissima efficienza.

Gli ultimi a far mostra di sé sono gli svedesi della Volvo, che con Gran Artic 300 hanno stabilito il record di autobus più lungo del mondo, in grado di ospitare fino a 300 passeggeri.
Prodotto in Brasile dalla nota casa automobilistica scandinava, il Gran Artic 300 è stato pensato all’interno del progetto di viabilità (il BRT, Bus Rapid Transit) di Rio de Janeiro, per arginare il cronico e noto problema di traffico della metropoli sudamericana.

Lungo quasi 30 metri, è un mezzo bi-articolato, diviso cioè in tre unità connesse da giunture a fisarmonica, presenti nei comuni articolati, molto diffusi nelle grandi città di mezzo mondo.

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Inserito nel BRT, potenzierà l’offerta della TransBrasil, una via di comunicazione che si snoda per oltre 22 chilometri nel centro di Rio de Janeiro. Il corridoio per il Gran Artic 300 non è stato al momento completato, ma una volta a regime permetterà di far circolare gli autobus ad una velocità di 35 km/h (gli autobus a New York, ad esempio, viaggiano a poco più di 15 km/h), caricando e facendo scendere i passeggeri in apposite stazioni che ridurranno i tempi di percorrenza della tratta. Il paese sudamericano ha investito nel progetto circa 400 milioni di dollari, e quando sarà in funzione permetterà di trasportare 50 mila passeggeri all’ora, cioè più di 800 mila al giorno (sempre per restare a New York, l’affollatissima linea L della metropolitana ne trasporta circa 225 mila).

Tuttavia proprio la sua caratteristica specifica per Rio de Janeiro non permetterà a questo modello di poter essere esportato in alcuna altra grande città, poiché i sistemi viari pubblici degli altri paesi hanno storici ritardi evolutivi sugli standard di efficienza o semplicemente non ne hanno bisogno. Non solo, la sua straordinaria lunghezza comporterà l’impiego di conducenti specializzati e necessiterà di percorsi quasi esclusivamente lineari con curve molto ampie (appunto come previsto dal BRT).

Volvo conta comunque con Gran Artic 300 di contribuire non solo al raggiungimento delle promesse per il BRT, ma anche di essere pioniera nello sviluppo di nuovi ambiziosi progetti, che possano prendere piede pur in modi diversi in altre metropoli con gli stessi problemi di Rio.

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