L'autogrill a ponte di Novara è stato ristrutturato | Ingegneri.info

L’autogrill a ponte di Novara è stato ristrutturato

Il progetto di Iosa Ghini Associati per la ristrutturazione del ponte autostradale di Novara Chef Express, il più antico d'Italia, costruito più di cinquant’anni fa dall’imprenditore Pavesi

Come si presenta il nuovo Chef Express di Novara nord e sud; progetto di Iosa Ghini Associati (2017) © Iosa Ghini Associati
Come si presenta il nuovo Chef Express di Novara nord e sud; progetto di Iosa Ghini Associati (2017) © Iosa Ghini Associati
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Il più antico autogrill d’Italia rinnova il proprio look e il proprio layout funzionale. Si tratta dell’area di servizio di Novara nord e sud con la sua caratteristica struttura a ponte, completamente ristrutturata dal punto di vista architettonico ed energetico e completamente rivisitata in termini di offerta commerciale con l’introduzione di un innovativo format di ristoranti e market. Il progetto porta la firma di Iosa Ghini Associati e la nuova struttura è stata inaugurata e aperta al pubblico dal 5 luglio 2017. Simbolo storico della ristorazione autostradale italiana, l’area di sosta di Novara, gestita a partire da oggi dal gruppo Chef Express, affonda le sue radici nel marchio Pavesi, pioniere della ristorazione on the road.

Lo storico Autogrill Pavesi di Novara nord e sud; progetto dell’architetto Angelo Bianchetti (1962)

Lo storico Autogrill Pavesi di Novara nord e sud; progetto dell’architetto Angelo Bianchetti (1962)

La prima struttura realizzata all’altezza del casello di Novara nacque infatti nel 1947 su iniziativa dell’imprenditore dolciario Mario Pavesi, il quale decise di aprire uno spaccio per i famosi biscotti “pavesini” non distante dalla propria fabbrica, completo di un piccolo corner bar, qualche tavolino e un pergolato all’esterno. Un’idea semplice che divenne nel giro di pochi anni un business di successo con la costruzione del grande autogrill a cavallo delle due carreggiate con ingresso da entrambi i lati (anno 1962, progetto dell’architetto Angelo Bianchetti). Sono gli anni del boom economico italiano e Pavesi non si lascia sfuggire l’opportunità di costruire, tra gli anni cinquanta e sessanta, molte di queste aree di servizio, tra cui ricordiamo l’iconica struttura ad arco a Villoresi Ovest, accanto alla quale oggi sorge quella a forma di vulcano progettata dallo studio Total Tool nel 2013 e gestita dal gruppo Autogrill, all’uscita Villoresi Est.

Il rivestimento esterno in legno lamellare d’abete rappresenta la cifra stilistica del progetto di ristrutturazione dell’iconica struttura a ponte © Iosa Ghini Associati

Il rivestimento esterno in legno lamellare d’abete rappresenta la cifra stilistica del progetto di ristrutturazione dell’iconica struttura a ponte © Iosa Ghini Associati

Vista notturna del progetto © Iosa Ghini Associati

Vista notturna del progetto © Iosa Ghini Associati

Con l’intervento di Iosa Ghini Associati, il nuovo autogrill Chef Express (Gruppo Cremonini) di Novara si presenta come una piattaforma multiservizio innovativa distribuita su una superficie complessiva di 4.620 mq. All’interno i viaggiatori possono trovare market con prodotti di qualità, aree relax, spazi business nonché un ricco format culinario e commerciale che occupa una superficie di 1.370 mq con sette diverse proposte alimentari tra cui ristoranti gourmet, pizzerie, caffetterie e healthy food. La più grande novità in termini di layout risiede nello schema libero e multiplo in cui è il cliente a decidere dove andare, ribaltando completamente l’idea del percorso forzato (ormai obsoleto) che si trova abitualmente nei market autostradali.

Inaugurazione Chef Express di Novara – 5 Luglio 2017 (fonte Chef Express/Iosa Ghini Associati)

Inaugurazione Chef Express di Novara – 5 Luglio 2017 (fonte Chef Express/Iosa Ghini Associati)

Una particolare attenzione verso i temi di sostenibilità ambientale ha accompagnato gli architetti durante l’intero sviluppo progettuale, mentre la fase esecutiva e di engineering è stata affidata alla società Politecnica. La scelta del rivestimento esterno in legno lamellare di abete bianco è stata ad esempio determinante in termini di ecosostenibilità: i 1.000 mq di legno utilizzati per le facciate fungono infatti da ulteriore isolamento e hanno permesso di ridurre al minimo gli impianti di condizionamento; inoltre un materiale come il legno funge da assorbitore di anidride carbonica per l’atmosfera e riduce l’impronta di carbonio dell’edificio. Il saving energetico è completato dall’installazione di un impianto fotovoltaico, di dispositivi per limitare l’uso di elettricità, da un sistema di illuminazione con nuova tecnologia a led e da un impianto di riscaldamento e condizionamento ad alta efficienza. Il risparmio complessivo ammonta a 500.000 kWh equivalenti, pari a circa 210 tonnellate di CO2 annue non immesse nell’atmosfera.

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