L'Autostrada del Sole festeggia 50 anni | Ingegneri.info

L’Autostrada del Sole festeggia 50 anni

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L’Autostrada del Sole festeggia 50 anni. L’infrastruttura, tra le più imponenti e importanti opere in Italia, nonché uno dei motori che hanno permesso lo sviluppo del paese negli anni del boom economico, è stata infatti inaugurata il 4 ottobre 1964.

Impresa epica, è lo specchio di un paese in piena crescita che guarda al futuro con speranza: i suoi 800 km, che uniscono suddivisi per tratte Milano a Napoli, sono infatti stati costruiti dalla Società Autostrade in soli 8 anni di lavori (chiusi in anticipo sui tempi previsti) su progetto complessivo dell’ingegnere Francesco Aimone Jelmoni, che lo elabora tra 1953 e 1955.

La sua realizzazione, con i suoi tunnel ma soprattutto ponti e viadotti, è anche uno dei momenti più significativi della storia del cemento armato italiano, e il suo compleanno non poteva non essere festeggiato.

L’occasione è stata così colta da Federbeton, la federazione delle Associazioni che fanno parte della filiera del cemento e del calcestruzzo armato, e Saie 2014, il Salone internazionale dell’industrializzazione edilizia che raggiunge e festeggia (proprio insieme all’autostrada) il mezzo secolo di vita. Proprio gli spazi di BolognaFiere dal 22 al 25 ottobre 2014 ospitano una mostra celebrativa all’interno del padiglione che Federbeton ha elaborato in collaborazione con il Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori.

Curata da Tullia Iori, professore straordinario di Architettura tecnica all’Università Tor Vergata di Roma, e supportata anche da Università Tor Vergata, European Research Council (Erc) e progetto di ricerca Sixxi, racconta, esponendo belle fotografie d’epoca, la storia del cantiere dell’autostrada dalla posa della prima pietra il 19 maggio 1956 a San Donato Milanese. E, soprattutto, dei suoi ponti e viadotti, realizzati quasi tutti in cemento armato o cemento armato precompresso all’interno di cantieri a bassa meccanizzazione.

Pensata inizialmente per essere un tracciato con ponti e viadotti tipologicamente identici, gli appalti-concorso con cui Società Autostrade decide di gestire la costruzione portano alla divisione del percorso in piccoli lotti che vengono affidati a molte imprese aggiudicatarie. E ai loro progettisti, all’interno dei quali si ritrovano alcuni dei nomi più importanti della storia dell’ingegneria italiana del Novecento, ad ognuno dei quali viene affidato il compito della progettazione di uno o più passaggi sopraelevati.

Solo per ricordarne alcuni: Riccardo Morandi per il viadotto sul fiume Sambro vicino a Bologna e il ponte sul Tevere ad Attigliano; Carlo Cestelli Guidi per il viadotto di San Giuliano presso Nazzaro Romano; i sei viadotti di Silvano Zorzi; Giulio Krall (ponti sul torrente Gambellato e sul Merizzano nel tratto tra Bologna e Firenze); Arrigò Carè e Giorgio Giannelli per i viadotti Poggettone e Pecora Vecchia nel tratto transappenninico e il ponte sul Borro; Guido Oberti a cui si deve il viadotto sul torrente Aglio tra Bologna e Firenze.

L’appuntamento con questa parte di storia dell’ingegneria, per chi visiterà la cinquantesima edizione di Saie 2014, è quindi fissato presso il padiglione Federbeton.

L’autore


Laura Milan

Architetto e dottore di ricerca in Storia dell’architettura e dell’urbanistica, si laurea e si abilita all’esercizio della professione a Torino nel 2001. Iscritta all’Ordine degli architetti di Torino dal 2006, lavora per diversi studi professionali e per il Politecnico di Torino, come borsista e assegnista di ricerca. Ha seguito mostre internazionali e progetti su Carlo Mollino (mostre a Torino nel 2006 e Monaco di Baviera nel 2011 e ricerche per la Camera di Commercio di Torino nel 2008) e dal 2002 collabora con “Il Giornale dell’Architettura”, dove segue il settore dedicato alla formazione e all’esercizio della professione. Dal 2010 partecipa attivamente alle iniziative dell’Ordine degli architetti di Torino, come membro di due focus group (Professione creativa e qualità e promozione del progetto) e giurata nella nona e decima edizione del Premio architetture rivelate. Nel 2014 costituisce lo studio associato Comunicarch con Cristiana Chiorino e Giulietta Fassino.

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