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Lavori pubblici, stop alle opere incompiute in Italia: il piano

Nel triennio 2019-2021 priorità ai 752 cantieri fermi, con fabbisogno di 2,5 miliardi di euro. C'è lo schema di decreto approvato dal ministero per le Infrastrutture e i trasporti

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Dopo il parere positivo del Consiglio di Stato, anche la Conferenza delle Regioni ha approvato lo schema di decreto elaborato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) di prossima entrata in vigore. Il decreto prevede un programma triennale per terminare le opere incompiute e gli interventi di ricostruzione post calamità naturali, da considerare prioritari nell’elenco annuale dei lavori pubblici di importo superiore a 100mila euro, che le Amministrazioni dovranno redigere per il periodo 2019-2021.

Il Consiglio di Stato, con il Parere n. 351/2017, aveva chiesto al Governo di introdurre nel decreto misure adeguate per verificare il conseguimento degli obiettivi della programmazione. In particolare, era stata chiesta una maggiore chiarezza nella definizione delle opere incompiute, al fine di superare le incertezze che caratterizzano la disciplina vigente, ed era stato raccomandato un migliore coordinamento fra la programmazione triennale e la predisposizione dell’elenco delle stesse opere incompiute.

Accogliendo le indicazioni del Consiglio di Stato, per dar modo alle Amministrazioni di predisporre un censimento preventivo delle opere incompiute e stimare le risorse necessarie per il loro completamento, e lo stato del patrimonio edilizio esistente, le nuove regole sulla programmazione dei lavori e degli acquisti della Pubblica Amministrazione saranno applicate dal triennio 2019-2021.

Le opere incompiute in Italia

A livello nazionale, le opere incompiute monitorate dal Mit, a luglio 2017, erano 752; il fabbisogno per il loro completamento era di 2,5 miliardi di euro. Trai i casi più noti di opere rimaste incompiute, con relativo sperpero di risorse pubbliche: il nuovo Distretto Sanitario e poliambulatorio Pescara sud (1,3 miliardi di euro); la Città dello Sport di Tor Vergata (608 milioni di euro); il Palazzo degli Uffici di Taranto (33 milioni di euro); la nuova sede della Provincia di Siena (11 milioni di euro); l’Auditorium comunale di Aragona (2 milioni di euro); il Palazzo di Città di Nardò in Puglia (750mila euro).
Per ogni opera incompiuta, le Amministrazioni dovranno indicare le modalità e le risorse per il completamento, anche attraverso soluzioni alternative (come il cambio di destinazione d’uso o la cessione a titolo di corrispettivo per la realizzazione di altra opera). Nel caso di esigenze di pubblico interesse che non consentano l’adozione di soluzioni alternative, l’amministrazione può prevedere anche la vendita o la demolizione dell’opera.

Il programma triennale

Il programma triennale e i relativi aggiornamenti dovranno riportare i lavori di valore stimato pari o superiore a 100mila euro e indicare i lavori da avviare nella prima annualità, per i quali devono essere riportati i mezzi finanziari stanziati.

La priorità dei lavori da programmare per il 2019-2021 dovrà essere assegnata a:

  • lavori di ricostruzione, riparazione e ripristino conseguenti a calamità naturali, di manutenzione, di recupero del patrimonio esistente, di completamento delle opere incompiute, i progetti definitivi o esecutivi già approvati;
  • lavori cofinanziati con fondi europei;
  • lavori per i quali ricorra la possibilità di finanziamento con capitale privato maggioritario.

I lavori di completamento di opere incompiute costituiscono la massima priorità.

Elenco annuale

Gli interventi da avviare nel corso della prima annualità del programma costituiscono l’elenco annuale dei lavori pubblici. Sono inclusi in tale elenco i lavori che soddisfano le seguenti condizioni:

  • previsione in bilancio della copertura finanziaria;
  • avvenuta acquisizione del Cup;
  • previsione dell’avvio della procedura di affidamento nel corso della prima annualità del programma;
  • rispetto dei livelli minimi di progettazione (che saranno stabiliti con apposito decreto attuativo);
  • conformità dell’intervento agli strumenti urbanistici vigenti o adottati.

Le amministrazioni devono approvare, per i lavori di importo pari o superiore a 100mila euro e inferiore a 1 milione di euro, il Documento di fattibilità delle alternative progettuali, che costituisce la prima fase del progetto di fattibilità tecnica ed economica e contiene gli esiti della valutazione ex ante condotta secondo i principi di appropriatezza e proporzionalità tenuto conto della complessità, dell’impatto e del costo dell’opera. Per i lavori di importo pari o superiore a 1 milione di euro devono preventivamente provvedere alla redazione e approvazione dei progetti di fattibilità tecnica ed economica.

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