Linee guida per i Piani urbani di mobilità sostenibile (Pums) | Ingegneri.info

Linee guida per i Piani urbani di mobilità sostenibile (Pums)

Procedura uniforme e nuovo approccio strategico. Gli enti locali hanno 24 mesi di tempo per adottarli.

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Il Piano urbano di mobilità sostenibile (Pums) è uno strumento di pianificazione strategica istituito dall’art. 22 della legge n. 340 del 24 novembre 2000, che, in un orizzonte temporale di medio-lungo periodo (10 anni), sviluppa una visione di sistema della mobilità urbana, proponendo il raggiungimento di obiettivi di sostenibilità ambientale, sociale ed economica attraverso la definizione di azioni orientate a migliorare l’efficacia e l’efficienza del sistema della mobilità e la sua integrazione con l’assetto e gli sviluppi urbanistici e territoriali.

Il decreto 4 agosto 2017 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 233 del 5 ottobre 2017, contiene le linee guida per la redazione del Pums su tutto il territorio nazionale, secondo quanto previsto dall’art. 3, comma 7, del Decreto legislativo n. 257 del 16 dicembre 2016.
Gli enti locali, per poter accedere ai finanziamenti statali di infrastrutture per nuovi interventi per il trasporto rapido di massa, dovranno definire i Pums applicando le linee guida adottate con il decreto.

Le linee guida comprendono:
a) una procedura uniforme per la redazione ed approvazione dei Pums;
b) l’individuazione delle strategie di riferimento, degli obiettivi macro e specifici e delle azioni che contribuiscono all’attuazione concreta delle strategie, nonché degli indicatori da utilizzare per la verifica del raggiungimento degli obiettivi dei Pums.

Il nuovo approccio alla pianificazione strategica della mobilità urbana assume come base di riferimento il documento “Guidelines. Developing and Implementing a Sustainable Urban Mobility Plan (Linee Guida Eltis)”, approvato nel 2014 dalla Direzione generale per la mobilità e i trasporti della Commissione europea ed è in linea con quanto espresso dall’allegato “Connettere l’Italia: fabbisogni e progetti di infrastrutture” al Documento di economia e finanza 2017.

Aree di interesse e macro-obiettivi

Le quattro aree di interesse e i relativi macro-obiettivi minimi obbligatori:

A. Efficacia ed efficienza del sistema di mobilità

A1. Miglioramento del trasporto pubblico locale;

A2. Riequilibrio modale della mobilità;

A3. Riduzione della congestione;

A4. Miglioramento dell’accessibilità di persone e merci;

A5. Miglioramento dell’integrazione tra lo sviluppo del sistema della mobilità e l’assetto e lo sviluppo del territorio:

A6. Miglioramento della qualità dello spazio stradale ed urbano.

B. Sostenibilità energetica ed ambientale

B1. Riduzione del consumo di carburanti tradizionali diversi dai combustibili alternativi;

B2. Miglioramento della qualità dell’aria;

B3. Riduzione dell’inquinamento acustico.

C. Sicurezza della mobilità stradale

C1. Riduzione dell’incidentalità stradale;

C2. Diminuzione sensibile del numero generale degli incidenti con morti e feriti;

C3. Diminuzione sensibile dei costi sociali derivanti dagli incidenti;

C4. Diminuzione sensibile del numero degli incidenti con morti e feriti tra gli utenti deboli.

D. Sostenibilità socio-economica

D1. Miglioramento della inclusione sociale;

D2. Aumento della soddisfazione della cittadinanza;

D3. Aumento del tasso di occupazione;

D4. Riduzione dei costi della mobilità (connessi alla necessità di usare il veicolo privato).

Aggiornamento e monitoraggio
I Pums sono predisposti su un orizzonte temporale decennale ed è aggiornato con cadenza almeno quinquennale. L’eventuale aggiornamento del piano è comunque valutato nei dodici mesi antecedenti all’affidamento di servizi di trasporto pubblico locale.

I soggetti destinatari delle linee guida predispongono un monitoraggio biennale volto ad individuare eventuali scostamenti rispetto agli obiettivi previsti e le relative misure correttive, al fine di sottoporre il piano a costante verifica, tenendo conto degli indicatori.
I dati relativi al monitoraggio sono inviati all’Osservatorio nazionale per le politiche del trasporto pubblico locale che, biennalmente, informa le Camere in merito allo stato di adozione dei Pums ed agli effetti dagli stessi prodotti sull’intero territorio nazionale.
Entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del decreto, è istituito un tavolo tecnico istituzionale presso il Mit con il compito di monitorarne lo stato di attuazione ed al fine di proporre le eventuali modifiche.

I passi procedurali necessari alla redazione ed approvazione del Pums:

a) Definizione del gruppo interdisciplinare/interistituzionale di lavoro;

b) Predisposizione del quadro conoscitivo;

c) Avvio del percorso partecipato;

d) Definizione degli obiettivi;

e) Costruzione partecipata dello scenario di Piano;

f) Valutazione ambientale strategica (Vas);

g) Adozione del Piano e successiva approvazione;

h) Monitoraggio.

Le città metropolitane, gli enti di area vasta, i comuni e le associazioni di comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti, devono predisporre e adottare nuovi Pums secondo le linee guida, entro ventiquattro mesi dall’entrata in vigore del decreto. Sono però fatti salvi i Pums già adottati alla data di entrata in vigore del decreto che, se necessario, sono aggiornati entro il termine di ventiquattro mesi dall’entrata in vigore del decreto.

 

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