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Londra, un nuovo ponte mobile per Canary Wharf

Progettato da Knight Architects, ingegnerizzato da Cowi e movimentato da sistemi concepiti da Eadon Consulting, è lungo 36 metri e ha una parte mobile di 28 metri

© Cowi Uk & Victor Buyck Steel Construction
© Cowi Uk & Victor Buyck Steel Construction
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A Londra Canary Wharf ha un nuovo attraversamento che si protende sulle acque dei suoi canali: progettato nella sua architettura da Knight Architects, ingegnerizzato da Cowi e movimentato da sistemi concepiti dalla società di ingegneria Eadon Consulting, è un ponte pedonale e carrabile realizzato per la committenza di Canary Wharf Group, la società che gestisce il distretto che, a est della City, occupa parte dell’ansa del Tamigi corrispondente alla Isle of Dogs.

Analisi del progetto

Con la sua lunghezza complessiva di 36 metri, trova posto nella parte meridionale del piccolo Bellmouth Passage, il canale orientato nord-sud utilizzato ogni giorno da imbarcazioni di diverse dimensioni e funzioni (da diporto, trasporto passeggeri e commerciali) che navigano sulle acque di questa importante parte della città. Realizzando due ampi marciapiedi e una corsia veicolare, unisce Montgomery Square e Wood Wharf, parte del distretto in pieno sviluppo i cui masterplan e nuovi edifici sono stati progettati da grandi nomi dell’architettura britannica e internazionale tra cui Allies and Morrison, KPF e gli svizzeri Herzog & de Meuron ed entro il 2023 realizzeranno 3.300 abitazioni, 45.500 mq di aree commerciali e 190.000 mq di uffici.

L’architettura del nuovo ponte nasce per armonizzarsi all’area in cui si colloca piuttosto che realizzare un nuovo landmark urbano in un contesto che sarà sempre più denso di edifici estremamente caratterizzati. Sceglie di utilizzare materiali contemporanei e disegnare linee semplici a plasmare un impalcato dalla sezione variabile che, protetto lateralmente da una coppia di parapetti, rivela pienamente la sua geometria solo quando si solleva.

Un piccolo strategico ponte nel cuore di Londra

Nonostante le forme volutamente semplici e le dimensioni relativamente piccole, il ponte di Canary Wharf è una struttura che contiene diversi aspetti di interesse: la sua funzione richiede infatti una portanza elevata per il supporto sicuro del traffico, soprattutto veicolare, mentre il meccanismo per la sua movimentazione necessita di spostare elementi che siano il più possibile leggeri.

Il risultato è così raggiunto unendo disegno, meccanica e attenta scelta dei materiali. Il meccanismo di sollevamento, ideato dagli ingegneri di Eadon Consulting che a Canary Wharf sono anche progettisti del Great Wharf Road Bridge, ponte carrabile anch’esso mobile, è composto da un motore e da una coppia di grandi pistoni idraulici gemelli che, collocati nella sua parte orientale, sono visibili solo quando è alzata la parte mobile dell’impalcato. Questa è lunga 28 metri dei 36 metri complessivi del ponte, ha un peso complessivo di 185 tonnellate ed è realizzata in metallo ortotropo: è stata prefabbricata in Belgio dagli specialisti Victor Buyck Steel Construction (già impegnati nella stessa area nella realizzazione delle strutture portanti metalliche della torre residenziale Newfoundland) e poi trasportata a Londra via acqua, del Mare del Nord prima e del Tamigi poi.

Anche le spalle del ponte, sue parti ‘sulla terraferma’ realizzate in cemento armato in armonia con le slanciate linee del disegno complessivo, hanno dovuto essere attentamente progettate soprattutto nelle loro parti sotterranee: gli scavi e le fondazioni hanno infatti dovuto tenere conto del percorso della Jubilee Line della metropolitana, che, sottoterra, corre parallelo al suo asse.

Il nuovo attraversamento è l’ennesimo a essere collocato lungo i canali di un distretto che iniziò a svilupparsi a partire dagli anni ’80 con la creazione di un centro direzionale che iniziò a raggruppare alcuni degli edifici più alti di Londra. Canary Wharf ospita oggi gli uffici di importanti gruppi bancari, le sedi di testate giornalistiche e di uffici pubblici e, in risposta alla crisi di dieci anni fa, è riuscito ad affiancare alla tradizionale vocazione terziaria anche il retail e le residenze.

La piccola infrastruttura, esemplare di come anche interventi con impatti e dimensioni ridotti possano diventare importanti parti dei processi di rigenerazione urbana, è dotata di un sistema di illuminazione funzionale e integrato con il contesto che la circonda. Il suo progetto è stato affidato ai britannici Studio Fractal, basati nella vicina città di Gatwick e specializzati nella progettazione della luce in molti tipi di edifici e spazi aperti, e realizza punti luce sia diretti all’illuminazione del percorso di attraversamento che rivolti alla promenade meridionale della Water Square.

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