Eventi e manifestazioni pubbliche: nuove direttive per la Safety & Security | Ingegneri.info

Eventi e manifestazioni pubbliche: nuove direttive per la Safety & Security

La Circolare 18 luglio 2018 ha definito nuove strategie operative per la salvaguardia delle persone durante le manifestazioni pubbliche. Vediamo quali sono e l'iter normativo e procedurale che hanno seguito

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A seguito del tragico evento del 3 giugno 2017, avvenuto in piazza San Carlo a Torino, il Ministero dell’Interno ha inasprito la normativa in termini di sicurezza e prevenzione per la salvaguardia dell’incolumità delle persone durante eventi culturali, musicali, di intrattenimento e sportivi con elevato afflusso di persone. La circolare del 7 giugno 2017, detta “Circolare Gabrielli”, ha infatti promulgato nuove e rigorose disposizioni per la gestione delle pubbliche manifestazioni, indicando che senza lo scrupoloso rispetto del modello organizzativo di “Safety & Security” non sarebbe stato possibile consentirne lo svolgimento. Con il termini Safety si indicano le misure di sicurezza preventiva, attinenti a dispositivi e misure strutturali a salvaguardia dell’incolumità delle persone, mentre con il termine Security i servizi di ordine e sicurezza pubblica da attuare sul campo.

Un anno dopo, il 18 luglio 2018, lo stesso Ministero ha indicato alle Prefetture di dare comunicazione ai Sindaci riguardo alle nuove disposizioni di sicurezza da adottare in occasione di pubbliche manifestazioni. Le nuove linee guida rivedono i criteri di sicurezza e ricompongono in un quadro unitario le precedenti disposizioni, “per consentire l’individuazione di più efficaci strategie operative assicurando l’incolumità e la sicurezza dei partecipanti e, nel contempo, il rispetto delle tradizioni storico-culturali e del patrimonio economico-sociale delle collettività locali che costituiscono una risorsa da valorizzare”, come evidenziato da Nicola Molteni, sottosegretario all’Interno.

Il sollecito a rivedere la Circolare Gabrielli è arrivato dai Sindaci di Modena e di Carpi, sottolineando la difficoltà e i costi dovuti a misure di sicurezza che mettevano sullo stesso piano piccole iniziative culturali paesane a una partita della Nazionale in piazza. Si tratta di una vittoria per gli organizzatori di sagre, per le associazioni di volontariato e le parrocchie, poichè la direttiva ha permesso di salvare soprattutto quelle iniziative di dimensione ridotta, linfa per la vita delle comunità perchè occasioni di ritrovarsi e di creare un’attrattiva turistica.

Obiettivo delle nuove indicazioni operative è quello di ridefinire alcuni passaggi procedurali per favorire la miglior parametrazione delle misure cautelari rispetto alle vulnerabilità legate a ciascun evento, nell’ottica di un approccio flessibile alla gestione del rischio al fine di superare le criticità applicative delle precedenti direttive rendendo le prescrizioni maggiormente conformi alle peculiarità del territorio e delle manifestazioni programmate a livello locale. A tal proposito vengono definiti tre scenari, che contengono la distinzione tra eventi piccoli, medio e grandi. Tali scenari sono:

1. manifestazioni ed eventi pubblici (le pubbliche manifestazioni)
2. manifestazioni ed eventi di pubblico spettacolo
3. riunioni pubbliche e le celebrazioni religiose (processioni)

Per le pubbliche manifestazioni, il Comune può rilasciare direttamente il procedimento autorizzativo, indicando nello stesso le misure di sicurezza da adottarsi. Qualora nella fase istruttoria venissero in rilievo profili di safety e security complessi e delicati o si presentino condizioni di criticità connesse alla tipologia dell’evento, alla conformazione del luogo, al numero e alle caratteristiche dei partecipanti che richiedono un’analisi coordinata e integrata della prevenzione e della sicurezza, il Sindaco dovrà informare la Prefettura. La Prefettura, acquisita la documentazione prodotta dall’organizzatore può sottoporre l’argomento all’esame del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica e al Comandato provinciale dei Vigili del Fuoco, qualora ne constatino l’esigenza. In questo caso, nell’ambito del Comitato provinciale, facendo riferimento alle Linee guida per l’individuazione delle misure di contenimento del rischio in manifestazioni pubbliche con peculiari condizioni di criticità, vengono definiti i dispositivi di security e valutati quelli di safety, modificando o implementando le misure previste dall’organizzatore.

Per le manifestazioni di pubblico spettacolo, l’organizzatore invierà al Comune la richiesta per l’evento, corredata da documentazione necessaria, recante anche l’indicazione delle misure di sicurezza che si intende adottare. Il Comune acquisirà il parere della Commissione comunale o provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, secondo le previsioni dell’art. 80 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (Regio Decreto n. 773 del 1931). Normativa di riferimento per queste sono il D.M. 19 agosto 1996 e il D.M. 18 marzo 1996. Nel caso di peculiari condizioni di criticità, le linee guida della direttiva del 18 luglio 2018 sono un utile strumento integrativo degli aspetti non presenti nei decreti per la sicurezza.

Infine, per le “riunioni in luogo pubblico o aperto al pubblico” (art. 18 Regio Decreto n. 773 del 1931) e per le “funzioni, cerimonie o pratiche religiose fuori dai luoghi destinati al culto” ovvero “processioni ecclesiastiche o civili nelle pubbliche vie” (art. 25 Regio Decreto n. 773 del 1931), il Questore informerà il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblico solo se l’evento implica un livello di rischio tale da imporre una valutazione coordinata da parte delle autorità preposte, secondo le consolidate prassi amministrative. Coordinatamente con il Comandante provinciale dei Vigili del Fuoco è possibile valutare profili di security e misure di safety necessarie all’integrazione del generale dispositivo di sicurezza.

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Le nuove direttive stabiliscono che la regia in tutti gli scenari viene affidata ai Comuni, i quali decidono se l’evento può essere gestito con misure ordinarie o se è necessario coinvolgere le Prefetture, i Comitati e il Comandate dei Vigili del Fuoco provinciale.

Le “Linee guida per l’individuazione delle misure di contenimento del rischio in manifestazioni pubbliche con peculiari condizioni di criticità” sono lo strumento al quale il Comitato di Ordine e Sicurezza Pubblica farà riferimento. Nello specifico, facendo riferimento al D.M. 19 agosto 1996 e al D.M. 18 marzo 1996, integrano e approfondiscono i seguenti temi:

requisiti di accesso all’area: vengono indicati i parametri geometrici di accessibilità all’area, l’individuazione di aree di ammassamento dei soccorritori in caso di maxi-emergenze e di una viabilità dedicata dei mezzi di soccorso che non interferisca con i flussi di esodo degli occupanti;
percorsi di accesso all’area e di deflusso del pubblico: è consentito separare i flussi di accesso all’area e di deflusso del pubblico purchè anche i varchi di ingresso siano idonei ai fini dell’esodo oppure il sistemo di esodo sia completamente indipendente dai varchi di accesso;
capienza dell’area: viene calcolata tendo come massima densità di affollamento quella di 2 persone ogni m2 di area della manifestazione, verificando inoltre che la capacità di deflusso sia pari a 250 persone a modulo. Viene inoltre indicato il numero minimo di varchi di allontanamento, la posizione e la larghezza minima, i quali devono essere almeno 3, in posizioni contrapposte, larghi almeno 2,40 m. Per quanto riguarda gli ingressi, questi devono essere presidiati e devono essere contate le persone che entrano nell’area;
suddivisione in settori: richiesta, ai fini di safety, nel caso di affollamento superiore a 10000 persone. Fino a 20000 persone si deve prevedere la suddivisione in almeno due settori, oltre 20000 persone dovranno essere almeno tre, realizzati secondo precisi requisiti, esplicitati nello schema esemplificativo allegato;
protezione antincendio: richiede la previsione di un numero congruo di estintori e di un automezzo antincendio nel caso non fosse presente nell’area una rete di idranti. Inoltre, oltre 20000 persone viene richiesto il servizio di vigilanza antincendio con l’impiego di automezzi antincendio dei Vigili del Fuoco;
gestione dell’emergenza-piano di emergenza ed evacuazione: l’organizzatore è responsabile di redigere un piano di emergenza, il quale deve esaminare i possibili rischi prevedibili in relazione alle caratteristiche dell’area e dell’evento. Il piano viene redatto in base a scenari di livello diverso di gravità, e per ciascuno di questi deve indicare le azioni da mettere in atto, le procedure per l’evacuazione in modo sicuro della folla, le disposizioni per richiedere l’intervento dei soccorsi e le indicazioni da fornire, i sistemi per comunicare con i soccorritori e le misure per l’assistenza a persone diversamente abili. Deve essere prevista la possibilità di comunicare in tempo reale con il pubblico riguardo alle misure per mettersi in salvo, garantendo l’autonomia di funzionamento delle apparecchiature, e nell’area devono essere preventivamente evidenziati ostacoli, con segnaletica di sicurezza ordinaria e sistemi ad alta visibilità, posti in modo da essere visibili da ogni punto dell’area dell’evento;

Planimetria

Esempio di planimetria

individuazione degli operatori di sicurezza: gli operatori sono persone iscritte ad associazioni di protezione civile o personale in quiescenza delle Forze Armate, Forze dell’Ordine, dei Vigli del Fuoco, del Servizio Sanitario in buona salute e preparate all’assistenza dell’esodo e al monitoraggio e instradamento dell’evento, ovvero addetti formati alla lotto all’incendio e alla gestione dell’emergenza. Il numero di addetti dovrà essere almeno uno ogni 250 persone, con un coordinatore ogni 20 persone. Per eventi ad alta affluenza, invece, dovrà essere richiesto il servizio di vigilanza antincendio dei VV.F.

Al fine di meglio esplicitare le misure indicate nelle Linee guida, si fornisce un esempio di planimetria di un’area di festeggiamenti di piccola-media dimensione, nella quale vengono esplicitate tutti i parametri e le misure di sicurezza adottate. Nonostante la piccola dimensione della manifestazione, ma considerata la criticità dell’area, “incastrata” in una realtà montana, è stato scelto di tenere in considerazione il D.M. 19 agosto 1996 e le Linee Guida allegate alla Circolare del 18 luglio 2018.

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