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Metro C, a Roma apre la stazione San Giovanni

Operativa nella Capitale dal 12 maggio la nuova stazione della metropolitana. L'analisi dell'ingegnere Sandro Simoncini: "Bisogna fermare l'opera ai Fori Imperiali"

La stazione di San Giovanni della Metro C sarà in connessione diretta con la linea A e quindi con l'hub ferroviario di Roma Termini
La stazione di San Giovanni della Metro C sarà in connessione diretta con la linea A e quindi con l'hub ferroviario di Roma Termini
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Il 12 maggio 2018 la nuova stazione della metro C di Roma – San Giovanni sarà aperta e utilizzabile: un traguardo importante secondo il sindaco della Capitale, Virginia Raggi, che arriva comunque dopo un anno dalla sua presentazione e che si somma ai ritardi che hanno caratterizzato tutto l’iter di realizzazione di questa infrastruttura ferroviaria. Sandro Simoncini, ingegnere e docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’università Sapienza di Roma e presidente di Sogeea SpA, che in passato già si è espresso sulle criticità dell’impatto di opere come il nuovo stadio dell’AS Roma sul trasporto pubblico, spiega perché bisognerebbe fermare la realizzazione della linea C ai Fori Imperiali mentre un nuovo studio preliminare di Roma Metropolitane prevede di arrivare fino a piazzale Clodio e finanche alla Farnesina.

Con quasi sette anni di ritardo sull’iniziale cronoprogramma, la linea C della Metropolitana di Roma vedrà finalmente il suo percorso allungarsi fino alla stazione di San Giovanni. Difficile, nella storia trasportistica europea, rintracciare una infrastruttura che abbia avuto uno sviluppo tanto travagliato e che presenti un così elevato numero di criticità: un esorbitante costo di progettazione e realizzazione di quasi quattro miliardi di euro, ritardi a ripetizione nella esecuzione delle varie tratte, un sistematico ricorso alla formula dei subappalti e problematiche al limite del risibile come i binari che provocano un anomalo consumo del materiale rotabile. Un bagno di sangue che va necessariamente arrestato con la realizzazione della tratta fino ai Fori Imperiali, già interamente finanziata, e per la quale l’orizzonte è stato ripetutamente spostato in avanti arrivando al 2022. L’apertura della stazione di San Giovanni – prosegue Simoncini – consentirà lo scambio con la linea A, mentre la successiva tratta fino al Colosseo permetterà l’aggancio con la Metro B: si tratta dei due snodi fondamentali senza i quali l’idea stessa dell’opera perderebbe di qualunque senso. A quel punto, però, la cosa più saggia sarebbe quella di fermarsi, evitando lo sbocco al di là del Tevere che fu ipotizzato addirittura dal Piano Regolatore del 1962. Non solo si scongiurerebbero investimenti finanziari insostenibili nell’attuale congiuntura economica, ma sarebbe anche l’occasione per un ripensamento dell’idea stessa di mobilità nella Capitale.

Intanto l’attivazione della stazione di San Giovanni per la linea C della metropolitana di Roma, prevede la variazione dei percorsi delle linee di superficie, come ad esempio l’eliminazione del tratto della linea 81 tra Lodi e Malatesta: il dettaglio delle variazioni è disponibile sul sito dell’Atac, l’azienda di trasporto della Capitale. Sandro Simoncini invece spiega che per alleggerire il traffico romano bisognerebbe puntare di più sulla mobilità leggera,  “puntando in modo deciso e massiccio sull’implementazione della rete tranviaria, così come sperimentato con successo da tante grandi città europee. Si tratta di mezzi ecologici, che consentono un buon carico medio di passeggeri e che, grazie alle corsie dedicate, assicurano tempi di viaggio certi. Tra l’altro, per Roma si tratterebbe del ritorno a un passato di maggiore sostenibilità, visto che già agli inizi degli Anni 50, ad esempio, si contavano ben 30 linee di tram. Un’operazione, oltretutto, che potrebbe essere portata a termine con risorse finanziarie assai contenute e in un arco di tempo più che accettabile: in molti casi i binari sono ancora presenti sotto l’asfalto che è stato posato successivamente”.

Ma la metropolitana è il sogno trasportistico di tante realtà, piccole e grandi: ecco il progetto di collegamento metropolitano pensato per connettere Capri e Anacapri.

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