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Mobilità del futuro: il Mit presenta “Smart Road”

Il ministro delle Infrastrutture presenta "Smart Road", strategia di lungo raggio che punta a convertire il Paese verso un modello fortemente innovativo di reti infrastrutturali

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Lo scorso 22 giugno 2016 il ministro Graziano del Rio ha presentato “Smart Road”, nuova stagione del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti (Mit) che punta a dotare il Paese di un sistema infrastrutturale moderno ed efficiente, al fine di rendere l’Italia un paese accessibile per i mercati internazionali.

Gli obiettivi di questa visione nazionale sono:
1) accessibilità ai territori, all’Europa ed al Mediterraneo;
2) qualità della vita e competitività delle aree urbane;
3) mobilità sostenibile e sicura;
4) sostegno alle politiche industriali di fiducia.

Suddetti obiettivi, secondo il Mit, possono essere raggiunti attraverso le seguenti strategie:
1) infrastrutture utili, snelle e condivise;
2) integrazione modale e intermobilità;
3) sviluppo urbano e sostenibile;

4) valorizzazione del patrimonio esistente attraverso la digital transformation, che consiste nel processo di innovazione finalizzato a migliorare gli standard di sicurezza e qualità delle opere come previsto dal d.lgs. 35/2011.

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Le smart road corrispondono all‘insieme di infrastrutture strutturali, puntando alla sostenibilità ed al miglioramento della qualità della vita, utilizzando innovazione ed inclusione.

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L’ambito d’applicazione delle SMART ROAD sarà la rete stradale dello SNIT di primo ivello e delle reti TEN-T.

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Le funzioni che caratterizzano le smart road saranno:
1) raccolta, elaborazione e distribuzione dei dati sulla circolazione, sul traffico e sulla sicurezza strutturale;
2) raccolta, elaborazione e distribuzione dei dati inerenti l’infrastruttura;
3) gestione del traffico;
4) sorveglianza, sanzionamento e sicurezza;
5) pagamento transiti;
6) servizi abilitati dalla diffusione delle comunicazioni V2I.

La volontà quindi, almeno secondo quanto è stato espresso dal ministro durante questa presentazione, sembra quella di creare infrastrutture il cui progetto dovrà adeguarsi alle nuove dotazioni tecnologiche, ovvero optare per soluzioni integrate tra infrastrutture e veicoli.

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