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Ponti a rischio in Italia, l’allarme dell’UPI

Dall'Unione delle Province italiane un report sulle 5.931 opere viarie che necessitano di interventi urgenti, per una spesa stimata di oltre 2 miliardi di euro

Ponti attenzionati dall'Upi
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In Italia son ben 5.931 i ponti, i viadotti e le gallerie che necessitano di interventi urgenti, per una spesa totale che ammonta a 2 miliardi e 454 mila euro. È quanto emerge dal monitoraggio operato dall’Unione delle Province italiane sullo stato di conservazione delle infrastrutture viarie, presentato nei giorni scorsi dal Presidente dell’Upi, Achille Variati, e dal Vice Presidente Carlo Riva Vercellotti.

Il nostro è un Paese fragile – hanno detto Variati e Vercellotti –, non si può trascurare la manutenzione continua. Invece inseguendo l’assurda campagna contro le Provincie sono state cancellate tutte le risorse destinate proprio a questa funzione. Si è sospesa la cura di 100.000 chilometri di strade, di oltre 30.000 tra ponti e gallerie: si è risparmiato non investendo nella sicurezza dei cittadini. Non ce lo possiamo permettere”.

L’allarme nei numeri dell’UPI

La stima nazionale parla di un patrimonio di opere infrastrutturali pari a 30.000 unità, in particolare ponti, viadotti e gallerie. Di queste, dunque, più o meno il 20% sono bisognose di interventi importanti. Nell’indagine UPI però non sono presenti i rilievi relativi alle regioni a statuto speciale e delle ex province ora città metropolitane.

ponti-totale-001_upiDel totale – si legge in una nota Upi – 1.918 opere sono indicate in priorità 1, necessitano cioè, di interventi urgenti in quanto già soggetti a limitazione del transito o della portata, se non chiusi”, per una spesa pari a 730 milioni. Da un punto di vista geografico, è la Lombardia la regione che necessita di più interventi urgenti, con 334 opere a rischio. A seguire ecco il Piemonte con 328, la Calabria con 174 e la Campania con 171. E ancora: Puglia con 153, Emilia Romagna (136), Liguria (119) e Marche (117). Senza dimenticare che delle 30.000 unità censite, ben 14.089 sono opere che dovranno essere sottoposte ad indagini tecnico diagnostiche. Per questo monitoraggio, la stima dei costi totale ammonta a circa 566 milioni. Il totale delle risorse necessarie sale sino a 3.020.126.536. Cifre imponenti, che si scontrano con il trend degli ultimi anni, come ha sottolineato Achille Variati: “Nel 2009 le Province avevano a diposizione per investimenti 1 miliardo e 947 milioni. Nel 2013 siamo scesi a 1 miliardo e 328 milioni per arrivare nel 2015 a 981 milioni. Nel 20 17, per investire nella sicurezza di 100 mila chilometri di strade e di 5.100 scuole superiori italiane, avevamo appena 712 milioni: un crollo di oltre il 51%”.  “Le Province hanno svoto il compito assegnato: nonostante le risorse ridotte al lumicino e nonostante il personale tecnico quasi azzerato dallo svuotamento degli enti dopo la riforma del 2014, abbiamo completato il monitoraggio. Abbiamo dati certi: ora però chiediamo al Governo di stanziare i fondi”.

Le richieste di Upi

Il monitoraggio conferma le proposte e le richieste delle Province per la prossima Legge di Bilancio 2019 e per il Decreto-legge “Disposizioni urgenti per la città di Genova, la sicurezza della rete nazionale delle infrastrutture e dei trasporti”. Innanzitutto, nella prossima Legge di bilancio 2019, “lo stanziamento a regime di 280 milioni di euro per superare lo squilibrio di parte corrente, consentendo il ripristino dell’ordinaria capacità di programmazione finanziaria annullata dalle manovre finanziarie degli ultimi anni e assicurando la corretta erogazione dei servizi essenziali” Ma non è tutto, l’obiettivo è evidente: “L’incremento di 1,5 miliardi del fondo di investimenti per le opere di straordinaria manutenzione viaria (pari a 300 milioni annui per il periodo 2019/2023) previsto dai commi 1076-78 della legge di bilancio 2015, che oggi ammonta a 1 miliardo 620 milioni per 6 anni: considerato il patrimonio viario di 130 mila chilometri cui si riferisce, si tratta di una media di appena 2 mila euro a chilometro l’anno. Una cifra del tutto insufficiente, e assolutamente non paragonabile agli oltre 22 mila euro a chilometro di cui dispone Anas per la rete stradale, o ai 120 mila euro al chilometro per la rete autostradale”, spiegano i tecnici Upi.

Tra gli altri obiettivi, anche la costituzione di un Fondo pluriennale straordinario di 3 miliardi per le opere infrastrutturali viarie (ponti, viadotti, gallerie, etc.) di pertinenza delle Province, anche sulla base di quanto emerso a seguito del monitoraggio richiesto dal Ministero delle Infrastrutture all’indomani della tragedia del Ponte Morandi, correttamente completato dal tutte le Province. Di questi, almeno i 730 milioni necessari a coprire i 1.918 interventi urgenti risultanti dal monitoraggio in priorità 1, dovranno trovare spazio nel Decreto-legge “Disposizioni urgenti per la città di Genova, la sicurezza della rete nazionale delle infrastrutture e dei trasporti”.

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