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Piano di emergenza in eventi e manifestazioni: come gestire l’evacuazione da luoghi pubblici

Autorizzazioni nel rispetto delle normative, controllo e prevenzione di situazioni di rischio: su cosa basare un piano di emergenza per garantire la sicurezza in eventi e manifestazioni pubbliche?

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L’evento di Ancona ha riaperto una ferita già conosciuta in passato. Episodi come questo se non correttamente gestiti sono destinati a ripetersi.
La tutela della sicurezza ed incolumità del cittadino è un tema normato, ma ancora difficilmente applicabile. La prevenzione e protezione delle persone ha l’unico scopo di ridurre il rischio di incidenti, sempre in agguato, in ambienti spesso non idonei alle attività svolte.

Le conseguenze di un evento tragico, come quello verificatosi, erano forse già rilevabili e quindi prevedibili. Oltre alle autorizzazioni nel rispetto delle normative è fondamentale il controllo e la prevenzione di situazioni di rischio, prima, durante ed a seguito di un evento rovinoso.

Eventi con la presenza di pubblico sono realtà diversificate per tipologia e luoghi di svolgimento, ma il modus operandi è spesso erroneamente lo stesso. Tante persone in spazi non idonei, non sufficientemente capienti, con potenziali situazioni di rischio e conseguenze non previste, ne controllate. Le casistiche di crisi sono innumerevoli ed imprevedibili, ma possibili. Circostanze non calcolate possono svilupparsi al momento meno opportuno e provocare fasi di pericolo per i fruitori di questi luoghi di ritrovo, che da spazi di svago si trasformano in scenari disastrosi.

Ogni progetto deve avere un’analisi dettagliata di tutti i rischi, anche quelli considerati inimmaginabili, ma che possono accadere.

Se qualcosa può andare male lo farà. 1 – legge di Murphy

Se ci sono due o più modi di fare una cosa, ed uno di questi modi può condurre ad una catastrofe, allora qualcuno lo farà in quel modo.

2 – legge di Murphy

La pianificazione di emergenza è un processo evolutivo, che parte dall’ analisi di tutti i fattori di rischio che possono intervenire in uno sviluppo progettuale, attua delle strategie ed evolve con verifiche continue. Una precisa e completa scomposizione di tutti gli elementi, deve considerare ogni tipo di svolgimento dell’emergenza e soprattutto le azioni consequenziali. Ogni individuo ha una risposta diversa ad una situazione di pericolo, così come il comportamento di una massa di persone in panico. Il controllo e la gestione deve essere il risultato di un piano e la relativa simulazione ha lo scopo di rilevarne criticità, necessari adeguamenti e soprattutto una maggiore padronanza professionale di gestione. Operazioni che vanno ripetute nel tempo allo scopo di mantenere attiva l’operatività ed il controllo.

Quando la velocità del cambiamento al di fuori di un’organizzazione, supera la velocità del cambiamento interno, la fine è vicina. Jack Welch jr

La progettazione deve considerare ogni possibile sviluppo di un evento fortuito, che scateni una crisi con i relativi scenari fatali.

La preparazione a diverse situazioni e conseguenti strategie operative da adottare, permette di avere una maggiore capacità di gestione e di soluzioni.
In primis una precisa segnalazione dei percorsi di evacuazione, spesso non evidenziati correttamente, deve essere leggibile da tutti.

La paura, soprattutto nell’emergenza, non dà tempo di analisi, ma richiede risposte immediate. Cosa devo fare e soprattutto dove devo andare per mettermi in sicurezza? Il soggetto in pericolo deve recepire subito la risposta. La segnalazione dei percorsi deve avere un linguaggio immediato ed universale.

La progettazione deve prevedere percorsi di evacuazione, segnalazioni visive in modo esplicito, spazi liberi da ostacoli che impediscano la messa in sicurezza delle persone.
Le uscite di emergenza devono essere correttamente posizionate e dimensionate, chiaramente individuabili, senza creare situazioni di confusione. La presenza di ostacoli nelle vie di esodo impedisce l’uscita e soprattutto provoca un affollamento a ridosso delle stesse, con conseguente intralcio, cadute e ferimento delle persone o blocco dell’uscita stessa.

La volontà di contenere più persone in ambienti limitati, aumenta in modo esponenziale il rischio di fallimento del piano di emergenza con conseguenti situazioni tragiche.
Gli ambienti dove si svolgono eventi di spettacolo o sportivi sono spesso luoghi datati, che hanno subito modifiche nel tempo, senza aggiornare la pianificazione emergenziale e senza apportare correzioni ed integrazioni.
La sicurezza è prevenzione e la prevenzione anticipa o impedisce il verificarsi di un’ azione fatale, determinando una più efficace capacità di controllo e soluzione.

La gestione delle emergenze deve essere progettata e gestita da soggetti qualificati e preparati a rispondere a situazioni diversificate e non lasciata al casuale e non professionale impegno di una gestione occasionale.

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