Piano Invasi, arriva lo sblocco per 30 opere strategiche | Ingegneri.info

Piano Invasi, arriva lo sblocco per 30 opere strategiche

Intesa raggiunta all’unanimità in Conferenza Unificata delle Regioni sul Piano straordinario riguardante gli invasi multiobiettivo e il risparmio di acqua negli usi agricoli e civili

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È stata raggiunta all’unanimità, da parte delle Regioni, l’intesa sul Piano straordinario riguardante la realizzazione di invasi multiobiettivo, la diffusione di strumenti mirati al risparmio d’acqua negli usi agricoli e civili e la realizzazione di interventi volti a contrastare le perdite delle reti acquedottistiche.

Sono stati sbloccati quindi 250 milioni di euro (50 milioni per ciascuno degli anni 2018-2022) per finanziare 30 opere nel settore idrico in tutta Italia, così come previsto dall’art. 49 della Legge di Bilancio 2018.

Una decisione importante e di notevole responsabilità quella presa dagli enti territoriali e locali coinvolti nel processo, con l’intento di avviare iniziative volte alla realizzazione di nuove infrastrutture per la prevenzione idrogeologica, capaci di abbinare  la salvaguardia dagli allagamenti alla necessità di creare riserve idriche per i periodi di siccità.

Dei 30 interventi finanziati dal Piano, 19 opere sono dotate di progettazione esecutiva e 11 di progettazione definitiva.

Approfondisci il tema sul Piano Nazionale Invasi contro la siccità dal 2018 al 2022

L’adozione del piano e gli interventi già cantierabili

Il Piano verrà adottato con Decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, di concerto con il Ministro delle Politiche Agricole Alimentari, Forestali e del Turismo, Gian Marco Centinaio.

Solo in seguito alla firma di tale Decreto, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, procederà alla stipula delle convenzioni coi soggetti attuatori, dando priorità a quelli che hanno già a disposizione interventi cantierabili.

Tra quest’ultimi, vi sono ad esempio:

  • la cassa di espansione Baganza, cofinanziata per 6 milioni di euro su 61 milioni di costo totale, che proteggerà la città di Parma dalle inondazioni dell’omonimo torrente;
  • la nuova diga in Molise, destinata a contenere le piene, finanziata con 30 milioni di euro;
  • la diga di Lentini in Sicilia, per la quale sono previsti lavori di sistemazione del paramento di valle contribuendo oltre alla sicurezza complessiva anche all’erosione delle piogge, finanziati con 1,8 milioni di euro.

Gli interventi previsti per i territori con rilevante fabbisogno di acqua potabile

Fondamentale importanza, rivestono inoltre, gli interventi previsti per poter alimentare i territori importanti dal punto di vista agricolo o densamente abitati e, quindi, con un rilevante fabbisogno di acqua potabile.

Tra questi, facenti parte della prima fattispecie, vi sono:

  • la traversante di Mirafiori nel piacentino, finanziata con 8,7 milioni di euro;
  • il sistema idrico derivante dalla diga di Pianfei in Piemonte, finanziato per 7,3 milioni di euro;
  • interventi con funzione strettamente irrigua riguardanti la messa in sicurezza del canale LEB del Veneto, con un finanziamento pari a 20 milioni di euro e l’ottimizzazione delle condotte dell’impianto di Tavo-Saline in Abruzzo, per ulteriori 20 milioni di euro.

All’uso potabile invece, sono destinati:

  • l’intervento di adeguamento del sistema idrico nell’area Flegreo-Domiziana, finanziato con 31,5 milioni di euro;
  • il completamento della galleria di derivazione dell’invaso di Castagnara che permetterà di ottimizzare l’uso plurimo dell’acqua del fiume Metramo in Calabria, finanziato con 26,5 milioni di euro.

Gli interventi previsti per il contenimento della dispersione idrica e l’aumento della capacità d’invaso

Sono state infine, finanziate circa una ventina di opere di costo più contenuto (spesso non superiore a 5 milioni di euro) ma non per questo con funzione meno rilevante, ai fini sia del contenimento della dispersione idrica che dell’incremento della capacità d’invaso.

Tra questi citiamo:

  • il canale essiccatore principale nell’Alberese, finanziato con 1 milione di euro;
  • la derivazione della diga di Montedoglio in Toscana, finanziata per 1,1 milioni di euro;
  • il collettore padano in Veneto, finanziato con 2,5 milioni di euro;
  • l’interconnessione tra i bacini di Olai e Gavossai in Sardegna, finalizzata a incrementare la capacità complessiva dell’intero sistema attraverso il collegamento di bacini contermini, finanziata con 0,8 milioni di euro.

Particolare attenzione è stata inoltre riservata alle derivazioni principali e alle interconnessioni tra gli adduttori. In merito, svolgono un ruolo di indubbia valenza nel trasporto della risorsa idrica l’adduttore alimentato dalla diga del Liscia in Sardegna, finanziato con 19,5 milioni di euro, le opere di impermeabilizzazione del Canale Villoresi in Lombardia, finanziate con 20 milioni di euro e l’ammodernamento delle tratte ammalorate degli adduttori primari, finanziate dal Piano straordinario al Consorzio di bonifica della Capitanata in Puglia per complessivi 10,5 milioni di euro.

Guarda la Tabella con l’indicazione dei progetti esecutivi e quelli definitivi rigauardanti gli interventi previsti dal Piano Nazionale Invasi

La soddisfazione del Presidente dell’Associazione ANBI

Grande soddisfazione è stata inoltre, espressa dal Presidente dall’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque irrigue (ANBI), Francesco Vincenzi, che alla notizia dell’intesa raggiunta unanimemente in Conferenza Unificata delle Regioni riguardo il Piano Nazionale Invasi, commenta: “Dopo i 450 milioni sbloccati dal Piano Irriguo Nazionale e dal Fondo Sviluppo e Coesione è un ulteriore passo per migliorare la resilienza dei territori alle violente conseguenze dei cambiamenti climatici, costate 30 vite nelle settimane recenti. Anche in questo caso, i Consorzi di bonifica confermano l’efficienza delle proprie strutture tecniche, potendo contare su progetti con iter procedurali già svolti“.

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