Ponte Morandi, la corsa ad ostacoli della Commissione istituita dal Mit | Ingegneri.info

Ponte Morandi, la corsa ad ostacoli della Commissione istituita dal Mit

Una commissione nata zoppa, con le dimissioni di Brencich e Santoro e la revoca dell’incarico al presidente Roberto Ferrazza: si attendono i primi risultati del pool di esperti

Un'immagine del ponte Morandi dopo il crollo - Copyright Katherine Smale (ICE)
Un'immagine del ponte Morandi dopo il crollo - Copyright Katherine Smale (ICE)
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Il sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti, Edoardo Rixi, spera che già entro la metà di settembre, comunque prima della Legge finanziaria, possa essere varata una norma speciale per Genova, colpita dal crollo del ponte Morandi. Questo è un tentativo evidente, da parte del Governo, di snellire e velocizzare l’iter procedurale per gli interventi sul ponte. E intanto continua a muoversi ‘l’apparato burocratico’ incaricato per far fronte all’emergenza: la commissione di esperti che dovrà coadiuvare tutte le decisioni del commissario delegato per il superamento dell’emergenza Giovanni Toti e del sindaco di Genova Marco Bucci, è stata integrata con un nuovo profilo di assoluto spessore, il professor Pietro Croce, associato di Tecnica delle Costruzioni e Teoria di progetto dei ponti dell’Università di Pisa.

Obiettivo, risposte concrete, rapidi e veloci

L’obiettivo del sottosegretario Rixi è piuttosto chiaro: “Inserire in una legge attuale una norma esclusiva per Genova per fare in modo di avere ancora meno tempi morti. Noi speriamo entro metà di questo mese di essere in grado di dare risposte concrete”. Rixi ha inoltre allargato il discorso: “Genova deve rappresentare una chiave di volta per il sistema paese nel modo in cui si affrontano determinate situazioni. L’Italia è dotata di grandissime energie che devono essere in grado di sprigionarsi. Pubblico e privato devono lavorare assieme, come parte di una stessa comunità, e non uno contro l’altro”. Il sottosegretario ha detto inoltre che con la Finanziaria saranno sbloccati fondi, che “ci sono già, per mettere in sicurezza ponti e strade”. Bisogna inoltre “fare un monitoraggio, che non è mai stato fatto, sulle infrastrutture del paese. Useremo anche un sistema satellitare utilizzato finora solo per gli edifici storici. Il problema oggi è poter valutare in tempo reale la situazione di ogni singola opera”. Anche perché quella di Genova è una tragedia che “non deve più ripetersi. Oltre a creare un danno enorme alle vittime e alle loro famiglie crea anche un danno enorme di immagine alla nazione, che appare come non in grado di controllare in maniera remota lo stato delle proprie infrastrutture”.

La travagliata Commissione degli Esperti

Ha poche settimane di vita ma già una storia piuttosto travagliata la Commissione istituita dal Ministero delle Infrastrutture ‘per svolgere verifiche e analisi tecniche sul crollo’ del Viadotto Polcevera nel tratto dell’Autostrada A10 di collegamento con l’Autostrada A7. La Commissione, costituita con decreto del 14 agosto 2018, era composta originariamente dall’architetto Roberto Ferrazza, provveditore alle opere pubbliche per il Piemonte, Liguria e Val d’Aosta, con funzioni di Presidente; dai professori Ivo Vanzi, Componente esperto del Consiglio superiore dei lavori pubblici, e Antonio Brencich, professore associato dell’Università degli studi di Genova; dagli Ingegneri Gianluca Ievolella, Consigliere di supporto al Presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici; Michele Franzese e Bruno Santoro, Dirigenti tecnici della Direzione generale per la vigilanza sulle concessionarie autostradali.

C’è stato un vero e proprio terremoto – è proprio il caso di dirlo -, con le dimissioni di Antonio Brencich e la revoca, da parte del ministro Danilo Toninelli, dell’incarico di presidente della Commissione per l’architetto Roberto Ferrazza, “secondo ragioni di opportunità in relazione a tutte le istituzioni coinvolte in questa vicenda”, si legge in una nota ufficiale del Ministero. Ultimo a venir meno nella commissione è un altro tecnico nominato dal ministro Toninelli, Bruno Santoro, che ha presentato le sue dimissioni dopo essere stato informato dell’indagine a suo carico  da parte della Procura di Genova per omicidio colposo, disastro colposo e omicidio stradale per due consulenze a sua firma effettuate negli anni scorsi per Autostrade. Anche Brencich e Ferrazza risultano tra gli indagati.

Le ragioni di opportunità? Un possibile conflitto di interessi, in quanto Ferrazza era a capo della commissione del Provveditorato che lo scorso febbraio approvò, pur con alcuni rilievi, il progetto di ristrutturazione del ponte presentato da Autostrade. Al pm, Ferrazza ha ribadito quanto già detto nei giorni scorsi: “In nessuna circostanza ufficiale mi fu mai presentato un quadro di gravità tale che poteva fare pensare alla chiusura, totale o parziale, del Morandi”.

Un conflitto di interessi che riguarda anche Antonio Brencich. Nella Commissione, dunque, ecco entrare Alfredo Principio Mortellaro, a lungo ingegnere capo al Sisde, 66 anni, una laurea in ingegneria conseguita nel 1980 al Politecnico di Torino: guida l’ufficio del Mit che sorveglia le concessioni autostradali. Ma non è finita: il pool di tecnici ha oggi al suo interno il professore Pietro Croce, reclamato a gran voce direttamente dal presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, Massimo Sessa. Nato a Foggia nel 1957, Croce è membro di numerose commissioni e gruppi di esperti nazionali e internazionali ed è presidente (Convenor) dell’HGB (Horizontal Group Bridges) del CEN/TC250 che coordina tutti gli Eurocodici strutturali relativi ai ponti. Attualmente dirige la convenzione di ricerca tra il dipartimento di Ingegneria civile e industriale dell’Ateneo pisano e il Comune di Firenze relativa alla “Verifica di vulnerabilità sismica e delle condizioni di sicurezza strutturale del patrimonio immobiliare scolastico e di complessi sportivi”, che interessa circa 80 edifici scolastici, oltre al Pala Mandela e alla Piscina Costoli.

Nei prossimi giorni sono attese le prime risultanze dei controlli e delle verifiche effettuate dai tecnici ed esperti ministeriali.

Un Ponte con ‘larghe lesioni’

Una Commissione nata zoppa in seguito a quel verbale datato 1 febbraio 2018 e consegnato al Comitato tecnico amministrativo del Provveditorato interregionale O.O.P.P. (Opere Pubbliche) Piemonte-Valle d’Aosta-Liguria del MIT (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) nel quale si parla di larghe lesioni verticali con estese risonanze in quasi tutte le pile”. L’inchiesta in atto parte da una possibile accusa nei confronti di chi doveva prendere la decisione di chiudere il ponte: si parla di inerzia, di ritardi che hanno portato a decidere di ‘non decidere’. Una vicenda intricata e complessa, certamente con una burocrazia preoccupata innanzitutto delle proprie posizioni e che preferì la purtroppo nota ‘politica del rimando’ alla necessaria azione tempestiva di interessare organismi più in alto che avrebbero condotto accertamenti tecnici più approfonditi. Con la chiusura del ponte, naturalmente.

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