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Ponti e viadotti, in arrivo il monitoraggio digitale

La Commissione Trasporti approva la “Risoluzione Tullo”: nascerà un sistema computerizzato per raccoglie dati e informazioni su infrastrutture e cavalcavia

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I recenti crolli di ponti e viadotti nel nostro Paese, basti pensare a quello vicino ad Annone, nel Lecchese, o a Fossano, in Piemonte, senza dimenticare il cedimento del ponte sull’autostrada A14, nelle vicinanze di Ancona, hanno fatto emergere, in tutta la sua drammaticità, il cattivo stato in cui versa la maggior parte delle infrastrutture del nostro Paese, da tempo trascurate e con interventi manutentivi insufficienti.

Proprio per cercare di porre un freno ad un escalation preoccupante, di recente la Commissione Trasporti, poste e telecomunicazioni della Camera ha approvato la cosiddetta “Risoluzione 7-01218 Tullo”, dal nome del suo presentatore, il deputato Mario Tullo. Nel documento si impegna il Governo “a promuovere i tavoli tecnici in ambito regionale che coinvolgano gli enti territoriali interessati al fine di produrre entro un anno un sistema digitalizzato su base regionale, controllato dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che raccolga i dati del censimento delle infrastrutture viarie sospese, quali ponti viadotti e cavalcavia, in particolare prevedendo che sia riportato l’anno di costruzione, la portata dell’infrastruttura, lo stato e lo storico degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria”.

Una sorta di monitoraggio digitale, dunque, che dovrebbe essere utile per accorciare i tempi di intervento su quelle strutture con evidenti falle o addirittura in pericolo di crollo. Un sistema digitalizzato aggiornabile in ogni momento, in grado di permettere l’inserimento di informazioni “in tempo reale quali la possibilità di interventi emergenziali o programmati di manutenzione che riducano e temporaneamente la portata dell’infrastruttura, e consenta la consultazione e la condivisione delle medesime informazioni da parte degli enti territoriali e degli altri soggetti interessati”.

“Il ripetersi di questi tragici eventi – sottolinea l’onorevole Mario Tullo nel documento di presentazione della Risoluzione – è la dimostrazione che in materia autorizzativa si intrecciano competenze statali e locali che rendono poco chiara la normativa di riferimento e permettono trasporti sulle infrastrutture stradali ben al di sopra dei carichi di progetto e della loro resistenza”. Una Risoluzione importante anche perché, attualmente, sulla questione “autorizzazioni dei trasporti di veicoli eccezionali”, vi è un’eccessiva confusione, una tematica che ha creato non poche polemiche soprattutto sull’individuazione di responsabili e colpe per aver permesso il transito su strade piuttosto precarie e a rischio. Come ricorda Tullo, “attualmente sono gestite autonomamente dai vari enti competenti (l’ente proprietario o suo concessionario per le autostrade e le strade statali e dalle regioni, con facoltà di delega alle province, per la rimanente rete viaria; ogni provincia può a sua volta rilasciare l’autorizzazione sull’intero territorio regionale, previo nulla osta delle altre province), e non è previsto a norma di legge un archivio nazionale delle autorizzazioni, né un loro monitoraggio a livello centrale”.

Ecco perché nella Risoluzione si rammenta che “le attuali tecnologie renderebbero possibile un efficace sistema di controllo centralizzato delle istanze, anche considerato che allo stato attuale i comuni sono nella possibilità di utilizzare piattaforme digitali per la condivisione di dati a livello centrale”.

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