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Il primo ponte in cemento precompresso stampato 3d

È a Gemert, in Olanda, il primo ponte in cemento precompresso stampato 3d. Vediamo i dettagli di realizzazioni di questa passerella pedonale e ciclabile lunga 8 m, larga 3,5 m e alta 0,9 m costituita da 6 blocchi prefabbricati e armati

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Una collaborazione tra un privato, il costruttore BAM Infra, e un’università, la Technische Universiteit di Eindhoven, ha reso possibile la realizzazione del primo ponte pedonale e ciclabile precompresso realizzato in elementi di cemento armato stampati 3d. Si trova dalla fine di settembre a Gemert, nella provincia olandese del Brabant, e fa parte di un progetto avviato dalla municipalità per adeguare e riqualificare il Peelse Loop, 10 km di sentieri e percorsi pedonali e ciclabili situati nel verde a nord est dell’abitato, e i suoi corsi d’acqua.

Nata per permettere l’attraversamento di un piccolo torrente, la passerella è una piccola infrastruttura dall’aspetto non dissimile da quello di molte altri simili passaggi realizzati con tecniche più tradizionali, gettati completamente in opera o attraverso il ricorso a elementi prefabbricati. Lunga 8 m, larga 3,5 m e alta complessivamente 0,9 m ha un impalcato composto dall’accostamento e l’unione di sei blocchi prefabbricati di uguale fattura e dimensioni, la cui realizzazione ha richiesto complessivamente tre mesi. È stato finito superiormente con una pavimentazione in asfalto, trattato superficialmente per proteggerlo dall’azione degli agenti atmosferici (soprattutto l’acqua, particolarmente pericolosa per la porosità del cemento) ed è dotato di balaustre metalliche ancorate alla base a protezione dalle cadute.

È la tecnica costruttiva a renderla, per adesso, unica. I suoi elementi sono infatti stati prefabbricati nei laboratori della TU di Eindhoven attraverso l’utilizzo di una stampante 3d costituita da una grande struttura a cremagliera a cui sono stati collegati un braccio e una testina di stampa guidata da una macchina a controllo numerico. Questa è stata a sua volta collegata a un impianto di miscelazione del cemento attraverso un tubo flessibile che ha permesso di “gettare”, il successivo dopo l’indurimento del precedente, gli strati di cui gli elementi sono costituiti, alti 1 cm e tutti armati: lo scorrimento nella testina di 20 km di filo metallico ha infatti permesso di inserire un rinforzo continuo in ogni strato di cemento. Ogni elemento ha una sezione ad alveare, che ha permesso di mantenere la portanza risparmiando materiale e minimizzando il peso.

Una volta prodotti, i blocchi sono stati trasferiti direttamente sul luogo della loro messa in opera, dove si è proceduto all’assemblaggio e all’esecuzione della precompressione, realizzata, più tradizionalmente, attraverso una struttura di tiranti metallici ancorati a teste di cemento collocate ai due estremi della passerella. Il posizionamento finale, a completamento di uno dei percorsi del Peelse Loop, è infine avvenuto dopo il rinforzo delle scarpate sottostanti e la collocazione di due blocchi di cemento armato appoggiati su micropali.

Anche se l’utilizzo del ponte di Gemert è a sostegno di una mobilità “leggera”, fatta di biciclette e pedoni, le dimensioni e le caratteristiche dell’impalcato lo renderebbero in grado, secondo i calcoli dei progettisti, di sostenere pesi fino a quelli di 8 autocarri.

Il sistema sperimentato, nonostante debba ancora dimostrare le sue reali capacità, affianca ai vantaggi già noti della prefabbricazione, tra cui la precisione realizzativa, la gestione di cantieri a secco organizzati in modo più efficiente rispetto ai tradizionali per la riduzione delle lavorazioni, ulteriori benefici. L’assenza di casseri e casseforme e l’utilizzo di quantità estremamente controllate di materiale permettono di ridurre e tenere sotto controllo i costi, i tempi di costruzione e asciugatura del cemento e le emissioni di CO2. La riduzione dei tempi di costruzione, soprattutto del cantiere vero e proprio, nei casi di opere infrastrutturali si potrebbero riflettere anche in minori disagi in termini di gestione del traffico. La strada è ancora lunga, ma i passi avanti sono concreti.

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