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La riforma del Codice degli Appalti nella manovra del Governo

Il Documento di economia e finanza (Def) 2018 contiene disposizioni su appalti a chilometro zero, facilitazioni per le Pmi, investimenti pubblici e piano delle infrastrutture

Def Governo Conte
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In attesa del report del Governo sulla consultazione pubblica per la riforma del Codice degli Appalti, terminata lo scorso 10 settembre, la riforma è anticipata nel documento di economia e finanza appena presentato al Parlamento, con la  previsione di semplificazioni a favore delle piccole e medie imprese, l’istituzione di una task force per gli investimenti pubblici e un piano per le infrastrutture basato sulle piccole opere diffuse.

La riforma del Codice degli Appalti

Nel paragrafo IV.3 del Def, relativo alle principali linee di intervento, un sotto-paragrafo è dedicato agli investimenti pubblici e contiene indicazioni sulla riforma del Codice degli Appalti resa necessaria “per ridare slancio agli appalti pubblici e superare le incertezze interpretative che sono emerse… Il principio sarà quello di semplificare le procedure e, in tal modo, promuovere una maggiore trasparenza dell’amministrazione. La semplificazione riguarderà anche la fase di programmazione relativa alle delibere Cipe, con un collegamento più stretto con il lavoro progettuale delle stazioni appaltanti”.

Facilitazioni per le Pmi

Le piccole e medie imprese (Pmi) “beneficeranno anche della modifica della disciplina degli appalti pubblici, a cui potranno accedere più facilmente. Questo limiterà anche il fenomeno del subappalto. In particolare, verranno ridotte le possibilità di deroghe da parte delle stazioni appaltanti e verrà affermato il principio della territorialità (appalti a chilometro zero). I contratti sotto la soglia comunitaria verranno assegnati con una riserva di quote per le Pmi, contemplando una riserva anticipata di quote appaltabili. Le modifiche al Codice degli Appalti saranno anche orientate a rendere più efficienti i pagamenti della Pubblica Amministrazione e a facilitare l’estensione della compensazione tra crediti e debiti della Pa”.

Infrastrutture e investimenti pubblici

L’intenzione dell’Esecutivo è di riportare gli investimenti pubblici a livelli pre-crisi (circa il 3% del Pil), tramite l’abolizione del patto di stabilità interno e l’attivazione di un Fondo da 150 miliardi di euro consentirà il rilancio degli investimenti infrastrutturali nell’arco di 15 anni. Una task force governativa sugli investimenti pubblici, che  “offrirà assistenza tecnica e assicurerà il rispetto di determinati standard di qualità per la preparazione e la valutazione di programmi e progetti da parte delle amministrazioni pubbliche centrali e periferiche”, dando priorità a una rete di piccole opere diffuse per la manutenzione delle opere esistenti con particolare attenzione a viabilità e sicurezza di ponti, gallerie e strade interne, per cui è previsto uno stanziamento da 1,5 miliardi per l’anno 2019.

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