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Sicurezza ferroviaria: Conferenza Ue a settembre

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A seguito della gravissima sciagura di Viareggio, il vicepresidente della Commissione Europea Antonio Tajani, responsabile dei Trasporti, ha convocato una conferenza Ue a settembre sulla sicurezza ferroviaria, con la proposta di un vero sistema europeo dei controlli del settore, per evitare nuove tragedie come quella di Viareggio. L’obiettivo è quello di fare chiarezza nei controlli ferroviari e nel trasporto di merci pericolose  tramite un sistema europeo dei controlli.

La Conferenza, cui saranno invitati i Paesi Ue, le autorità responsabili della sicurezza e gli operatori del trasporto merci ferroviario, si legge nel comunicato ministeriale, che “farà chiarezza sul sistema attuale dei controlli, identificherà iniziative concrete per rafforzarne l’integrazione a livello europeo e proporrà iniziative per una più semplice e più chiara ripartizione delle responsabilità in materia”.

La normativa riguardante la sicurezza dei trasporti ferroviari si rifà, infatti,  a numerose fonti che, con la liberalizzazione del mercato del trasporto ferroviario merci, avvenuta il primo gennaio del 2007, derivano da disposizioni sia nazionali che internazionali.

Il trasporto ferroviario di merci pericolose in Europa è disciplinato dal regolamento RID, che fa riferimento alla Convenzione COTIF (Convenzione internazionale per il trasporto delle merci), adottata a Berna il 2 maggio del 1980 e ratificata dall’Italia con Legge 18/12/1984 n. 976.  Una convenzione che comprende due appendici, di cui la B, recante la sigla RU/CIM raggruppa le regole uniformi concernenti il contratto di trasporto. L’allegato 1 alle RU/CIM regola il trasporto delle merci pericolose e costituisce pertanto il regolamento tecnico comunemente noto con la sigla RID che viene aggiornato con cadenza biennale.
A livello internazionale esistono le “UN Raccomandations on the transport of Dangerous Goods”, conosciute anche come “Orange Book” o “Libro Arancio”, pubblicate per la prima volta dall’ONU nel 1957, periodicamente aggiornate, e attualmente disponibili nella tredicesima revisione del 2003. Scopo principale di queste raccomandazioni è facilitare la libera circolazione delle merci pericolose, garantendo nel contempo la maggior sicurezza possibile alle persone, ai beni e all’ambiente in relazione ai rischi che possono sorgere durante il trasporto delle stesse.

Sul territorio italiano, in materia sicurezza la vigilanza è affidata dall’Ansf, l’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria, istituita, con sede in Firenze, sulla base dell’articolo 4 del Decreto legislativo 10 agosto 2007, n.162 di recepimento della direttiva 2004/49/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 (direttiva relativa alla sicurezza delle ferrovie comunitarie). L’Agenzia riunisce in un unico soggetto una serie di competenze in materia di sicurezza precedentemente esercitate dal ministero dei Trasporti, attraverso la Direzione Generale del Trasporto Ferroviario e dalla Rete Ferroviaria Italiana, è soggetto tecnicamente indipendente rispetto a tutti gli operatori nel campo del trasporto ferroviario. I suoi principali compiti operativi sono: regolamentare in materia di sicurezza della circolazione ferroviaria; verificare l’applicazione delle norme adottate; promuovere processi autorizzativi e omologativi di sistemi, sottosistemi e componenti; rilasciare i certificati di sicurezza alle imprese ferroviarie e le autorizzazioni di sicurezza ai gestori dell’infrastruttura.

A livello europeo, esiste poi l’Agenzia europea per le ferrovie che ha il proprio quartier generale a Valenciennes, in Francia, cui compete il compito di facilitare la comunicazione tra le varie autorità nazionali competenti per lo sviluppo di standard di sicurezza comuni, fornire alla Commissione e agli stati membri assistenza tecnica, aumentare il livello di interoperabilità e la sicurezza del sistema ferroviario europeo. Compito dell’agenzia è inoltre quello di coordinare gruppi di esperti tecnici per l’individuazione di soluzioni comuni sulla sicurezza ferroviaria da trasmettere poi alla Commissione europea.

Secondo Tajani, “la liberalizzazione del trasporto merci per ferrovia è una realtà cui deve seguire una maggiore integrazione del sistema dei controlli”. Dunque, prosegue il responsabile Ue, “dobbiamo passare dai controlli nazionali ad un sistema di controlli veramente europeo”. Per questo, conclude Tajani, “l’Agenzia europea per la sicurezza ferroviaria dovrà avere più poteri sul modello di quelle per la sicurezza aerea (Easa) e marittima (Emsa) che stanno già dando ottimi risultati”.

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