Sicurezza ferroviaria, i mille interrogativi dopo Pioltello | Ingegneri.info

Sicurezza ferroviaria, i mille interrogativi dopo Pioltello

Con il rapporto Pendolaria 2017 Legambiente ha sempre tenuto alta l'attenzione sui problemi del trasporto ferroviario in Italia

L'incidente a Pioltello del 25 gennaio 2018 - Copyright Polizia di Stato
L'incidente a Pioltello del 25 gennaio 2018 - Copyright Polizia di Stato
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L’incidente ferroviario sulla linea Cremona-Milano riapre il doloroso libro della sicurezza ferroviaria in Italia. Tema complesso e controverso, sul quale è difficile trovare le responsabilità: in questo caso ad esempio Trenord, la società ferroviaria che gestisce buona parte dei treni regionali lombardi, è titolare del servizio, mentre la rete di binari è di proprietà di Rete Ferroviaria Italiana (Rfi). In queste prime frenetiche ore dopo l’incidente, che ha causato la morte di tre donne e il ferimento di 46 persone, la ricerca di una prima possibile causa del deragliamento del treno a pochi metri dalla stazione di Pioltello, è stata individuata in un pezzo di binario lungo 23 centimetri, non più in sede, ritrovato tra il fango.

Sul posto è intervenuto il Noif, il nucleo operativo per gli incidenti ferroviari della Polizia di Stato istituito dopo il disastro ferroviario di Viareggio e Rfi ha reso noto che sulla tratta lombarda protagonista dell’incidente e utilizzata da Trenord, “il treno diagnostico passa una volta ogni 15 giorni e una volta al mese vengono effettuati controlli a piedi”. Rete Ferroviaria Italiana ha anche dichiarato dopo il deragliamento di Pioltello che sulla rete ferroviaria lombarda ci sono stati nel “2017 per manutenzione straordinaria, interventi per la sicurezza e upgrading per circa 270 milioni di euro“.

In questi giorni continueranno i sopralluoghi e naturalmente la Magistratura avvierà un’inchiesta. Capire come e se il cedimento strutturale di un pezzo di binario è l’unica causa possibile di questa ennesima strage sui binari italiani, sarà un dovere e un obbligo prima di tutto morale nei confronti delle persone che ogni giorno usano il treno per recarsi a lavoro.

Legambiente da sempre ha messo in evidenza le pericolosità della rete ferroviaria italiana nel suo dossier Pendolaria, evidenziando non solo il mancato rispetto degli orari ma soprattutto le condizioni di viaggio vergognose,  dove non esistono le elementari regole di sicurezza,  e che ogni giorno oltre cinque milioni e mezzo di persone in Italia devono sopportare.

Pericoli sulle strade di ferro, dentro e fuori i vagoni, uguali da Nord a Sud. Il rapporto Pendolaria 2017 evidenzia come anche in Lombardia ci siano treni troppo vecchi, con un’età media di 17 anni, non più in grado di sopportare il peso di oltre diecimila pendolari.

L’incidente di Pioltello riporta la sicurezza ferroviaria all’attenzione nazionale: è un tema però che non può prescindere da una riflessione seria sulla necessità di sorvegliare e manutenere le infrastrutture del nostro Paese con massima attenzione. Qualcosa si è rotto, e non è solo un pezzo di binario.

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