Terzo Valico dei Giovi: il Corridoio Reno-Alpi “unirà” Genova e Rotterdam | Ingegneri.info

Terzo Valico dei Giovi: il Corridoio Reno-Alpi “unirà” Genova e Rotterdam

La nuova linea ferroviaria, inserita nel Corridoio Reno-Alpi del TEN-T Core Network, collegherà i porti del Mare del Nord da Rotterdam col porto italiano di Genova attraversando la valle del Reno, Basilea e Milano

Il Terzo Valico dei Giovi - Fonte: Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, COMMISSARIO Terzo Valico
Il Terzo Valico dei Giovi - Fonte: Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, COMMISSARIO Terzo Valico
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Procedono i lavori sul Terzo Valico dei Giovi, nello specifico prende forma il Corridoio Reno-Alpi, uno dei quattro del TEN-T Core Network. La nuova linea ferroviaria fa parte delle reti transeuropee per i trasporti, l’energia e le telecomunicazioni collegherà i porti del Mare del Nord di Anversa, Rotterdam ed Amsterdam col porto italiano di Genova attraversando la valle del Reno, Basilea e Milano. In questo articolo, dopo alcuni cenni storici sul Terzo Valico dei Giovi, si parlerà di:

Il Terzo Valico dei Giovi: un pò di storia

La storia del Terzo Valico dei Giovi inizia negli anni ’90, con l’avvio della politica nazionale relativa alla realizzazione di nuove linee ferroviarie ad alta velocità, da allora note come Tav dal nome della società delle Ferrovie dello Stato che si occupava della progettazione.

Un asse su cui si prevede al 2030 un aumento dell’85% del trasporto merci su ferro e facente parte dei nove core corridors che costituiscono le reti Trans European Network-Transport (TEN-T), il Terzo Valico dei Giovi comprendendo ferrovie, strade, aeroporti, porti, terminali ferroviario-stradali e il Reno come via navigabile interna, è uno dei quattro corridoi che interessano l’Italia da nord a sud e da ovest ad est,  col quale sarà connessa la città di Genova ed il sistema portuale ligure con un’area che include oltre ai più importanti porti del nord Europa (Rotterdam, Anversa, Amburgo, Amsterdam Zeebrugge) i principali centri economici europei: da Friburgo e Francoforte a Colonia e Bruxelles oltre alle regioni industriali del Reno e della Ruhr al triangolo Genova-Torino-Milano.

Reti core e comprehensive: cosa sono e quali obbiettivi hanno?

La politica europea per le reti transeuropee (TENs) per i trasporti, l’energia e le telecomunicazioni nasce nel 1993 sulla base del Titolo XVI, articoli 170.172, del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea.

Con l’obiettivo di integrare i sistemi di trasporto nazionali in un sistema di trasporto europeo che colleghi i diversi paesi tra loro e l’Europa con il resto del mondo, la politica europea per le reti transeuropee di trasporto Ten-T, rappresenta un’opportunità di collegamento sostenibile dell’Italia al continente europeo, integrato a una rete infrastrutturale e portuale moderna, favorendo, attraverso la libera circolazione di persone e merci, il mercato unico in quanto necessario presupposto per la crescita economica e per la competitività della Unione Europea.

Con la creazione e lo sviluppo delle reti TEN si mira infatti all’interconnessione delle reti infrastrutturali nazionali con l’obiettivo di assicurare l’interoperabilità tramite interventi basati sulla definizione di standards comuni per la rimozione di barriere tecniche.

Di recente ridefinite dal Regolamento n. 1315/2013 del Parlamento Europeo e dell’11 dicembre 2013 che ne ha stabilito gli orientamenti di sviluppo secondo una struttura a “doppio strato”:  una rete globale “comprehensive (da completare entro il 2050), e una rete centrale “core”, di maggior rilevanza strategica per il mercato interno UE (da completare entro il 2030), le reti trans europee sono costituite da corridoi transnazionali multimodali (ferro, strada, vie navigabili) che si intersecano tra loro per creare un fitto tessuto connettivo tra le diverse regioni europee e tra i grandi terminali portuali e aeroportuali con l’obiettivo di innalzare efficienza e sostenibilità dei sistemi di trasporto del continente così come la loro capacità di contribuire alla coesione dei territori e delle collettività col fine di migliorare i servizi di mobilità e la loro accessibilità ai viaggiatori e alle merci.

Il suddetto Regolamento n. 1315/2013 prevede inoltre, per ogni corridoio core la nomina da parte della Commissione di un Coordinatore Europeo con l’incarico di sostenere la realizzazione coordinata del corridoio della rete centrale curando la tempestiva attuazione del relativo piano di lavoro, redigere il piano di lavoro relativo al corridoio di concerto con gli Stati membri   controllandone l’attuazione e col compito principale di produrre un “Corridor work plan” d’intesa con quest’ultimi, essendo assistito da forum consultivo (CorridorForum) rappresentativo dei soggetti  portatori di interesse del corridoio.

Il Terzo Valico dei Giovi: la linea, le gallerie, i costi e i tempi

Il Terzo Valico dei Giovi si sviluppa in direzione sud-nord fra Genova e Tortona, vantando una lunghezza complessiva di 53 Km, di cui 37 in galleria ed i restanti 16 all’aperto con quest’ultimi principalmente all’estremità nord, dalla piana di Novi Ligure a Tortona.

Iniziata nell’aprile 2012 ed essendo prevista la conclusione dei lavori per il 2021 con relativa messa in esercizio per il 2022, la realizzazione del Terzo Valico dei Giovi divisa in 6 lotti costruttivi non funzionali, avrà un costo complessivo di 6,2 miliardi di euro, di cui 4,8 miliardi di euro stimati per il costo dell’intervento, comprensivo di adeguamento monetario, assicurazioni e fideiussioni, 659 milioni di euro utili a coprire le attività pregresse, i costi interni RFI quale committente dell’opera, l’Alta sorveglianza da parte di Italferr ed il costo del supporto tecnico concordato svolto da enti terzi (Arpa e Osservatorio Ambientale) ed i restanti 739 milioni di euro per accantonamenti a disposizione per la gestione delle terre, dell’amianto e per imprevisti.

Attraversando il territorio di 11 comuni delle province di Genova e Alessandria, la nuova linea si snoda tra Genova, Ceranesi, Campomorone, Fraconalto, Voltaggio, Gavi, Arquata Scrivia, Serravalle Scrivia, Novi Ligure, Pozzolo Formigaro e Tortona, connettendosi con le linee ferroviarie esistenti:

– a sud, con gli impianti ferroviari dell’area di Genova, i bacini portuali di Prà (antistante l’ambito urbano di Genova-Prà) ed il Porto storico e con la linea per Savona;

– a nord, a Novi Ligure con le linee in direzione di Alessandria, Torino e Novara ed a Tortona con le linee in direzione di Milano.

Con l’approvazione della variante per l’interconnessione della nuova linea ferroviaria con la linea storica Torino-Genova a seguito della seduta del 22 Dicembre 2017 del Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) inoltre, si è stabilita l’eliminazione del cosiddetto Shunt di Novi, risparmiando 7 Km di nuova linea su terreno agricolo sfruttando la linea ferroviaria attuale che attraversa l’abitato di Novi. La soluzione alternativa, elaborata sulla base delle richieste pervenute dalle amministrazioni locali e dalla Regione Piemonte, risulta infatti, essere meno costosa dello Shunt (con un risparmio di 42 milioni di euro), e comporta una minore occupazione del suolo (60% di superficie in meno da espropriare o asservire), una riduzione dei volumi di scavo (da circa 3,4 milioni di metri cubi a 760mila) e una riduzione degli impatti idrogeologici anche nella fase di cantierizzazione.

Gallerie Terzo Valico dei Giovi

Le gallerie della linea del Terzo Valico dei Giovi – Fonte: Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, COMMISSARIO Terzo Valico

I 37 Km in galleria del Terzo Valico dei Giovi sono costituiti principalmente da tre gallerie naturali e due artificiali. Le tre gallerie naturali, si articoleranno dal territorio Ligure in provincia di Genova sino al Piemonte nella provincia di Alessandria e saranno locate a Campasso con lunghezza di 716 m, a Valico con lunghezza di circa 27 Km e Serravalle con una lunghezza complessiva di circa 7 Km.

Costituite “a doppia canna” (realizzate da tunnel a semplice binario affiancati, uno per ogni senso di marcia, uniti tra loro ogni 500 metri da collegamenti trasversali), le due gallerie più lunghe (Valico e Serravalle), consentiranno di raggiungere il tunnel parallelo in caso d’incidente, ed in particolare, in corrispondenza della galleria di Valico,  per esigenze costruttive e di sicurezza (mezzi di soccorso e vie di fuga), saranno previsti quattro punti intermedi di accesso (le cosiddette finestre).

Gli unici tratti all’aperto, si troveranno fra le gallerie di Valico e Serravalle, in corrispondenza della frazione di Libarna e Serravalle, con uno spazio attrezzato per le manovre di soccorso, e tra l’uscita nord della galleria Serravalle e Tortona con l’eccezione di una galleria artificiale  (realizzata con uno scavo a cielo aperto con la cosiddetta tecnica cut and cover, taglia e copri) nel comune di Pozzollo.

Gli ulteriori interventi di potenziamento della rete esistente in direzione di Novara e Milano, attualmente allo studio, potranno assicurare che il corridoio europeo Reno-Alpi abbia le stesse caratteristiche e prestazioni in tutto il tratto compreso tra Genova e i nuovi trafori ferroviari svizzeri. La nuova linea infatti, una volta completata, con pendenza massima del 12,5 per mille e modulo (ossia la massima lunghezza del treno) di 750 metri, permetterà sia la circolazione di treni merci a standard europeo, che l’aumento di produttività del treno e risparmio energetico essendo possibile trasportare una maggiore quantità di merce con un solo locomotore.

Le sfide e i pericoli incontrati per la realizzazione del Terzo Valico

Durante gli studi condotti in fase progettuale, dal modello geologico di riferimento del Protocollo di amianto, era risultata la presenza di rocce costituite da materiale di tipo sedimentario con basse concentrazioni di amianto (pari a circa 120 mg/kg che non fa scattare la qualifica di rifiuti pericolosi in quanto molto inferiori al valore di oltre 1.000 mg/kg) e gas metano.

Con la previsione dell’apertura di 20 fronti di scavo,si è prevista dunque la realizzazione della maggior parte delle tratte in maniera tradizionale con macchinari in assetto antideflagrante (a causa della presenza del gas metano) e per la realizzazione della galleria Serravalle e di parte della galleria di base del Terzo Valico la tecnica dello scavo meccanizzato tramite 5 frese a piena sezione TBM (Tunnel Boring Machine) EPB (Earth Pressure Balance) della Herrenknecht  con diametro di 9,73 m, denominate Giulia, Paola, Giovanna, Elisa e Daniela garantendo maggiore sicurezza per gli operai riguardo l’eventuale inalazione delle fibre sottili di amianto in quanto la terra scavata esce dal nastro trasportatore già bagnata con la conseguente diminuzione di dispersione in aria delle fibre di amianto.

Leggi anche il nostro articolo su: Infrastrutture in Liguria, 20 milioni di investimenti dal Mit

La misurazione delle fibre in aria, inoltre, è monitorata 24 ore su 24 alla sorgente (area di scavo), nella prima cintura (lungo il perimetro del cantiere) e nella seconda cintura (nell’ambiente di vita).

I 20 fronti di scavo aperti (i due imbocchi Sud a Genova e i due Nord in Piemonte, e quattro fronti, due verso Nord e due verso Sud, in ciascuna delle quattro finestre) e la realizzazione delle tratte sovraesposte, costituiscono ad oggi circa il 22% del costo complessivo dell’intervento.

Essendo ancora in corso i lavori su tutta la linea sia per quanto riguarda le interconnessioni che le gallerie e le quattro finestre, la realizzazione del Terzo Valico dei Giovi costituisce oggi un’opera utile e volta al miglioramento dei collegamenti a scala europea, strettamente connessa ai benefici che porta al territorio attraversato ed allo sviluppo che genera, conferendo alla rete transeuropea dei trasporti un’importanza capitale per l’Unione Europea, fondamentale per creare crescita, impiego e competitività favorendo l’interconnessione dell’Europa senza frontiere ed con un mercato unico e prospero.

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