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Un ponte ciclopedonale resiliente in Olanda: il ponte Zalige a Nijmegen

Il ponte Zalige ha reso resiliente alle inondazioni il territorio di Nijmegen e fa parte di un piano di protezione delle acque che include un canale di derivazione del fiume Waal, un’isola artificiale e un parco urbano

© Jan Daanen
© Jan Daanen
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Il ponte Zalige, pedonale e ciclabile, attraversa il fiume Waal a Nijmegen, città nella parte meridionale dell’Olanda. È un’infrastruttura progettata dagli studi olandesi Next Architects e H+N+S Landscape Architects e costruita nel 2016 che a inizio 2018 ha completato il suo informale “collaudo” reagendo positivamente anche alla prima importante inondazione, che ha portato il livello delle acque al loro massimo degli ultimi 15 anni.

La particolarità di questa infrastruttura, che la rende differente dalle molte simili realizzate in Olanda, è il modo in cui riesce a rendere resiliente, più che resistente, un territorio delicato rispetto alla presenza di grandi quantità d’acqua. Creando un attraversamento il cui impalcato è impostato su una successione di pilastri di cemento armato che definiscono un andamento sinuoso, completa un percorso che riesce a essere utilizzabile anche in caso di innalzamento del livello delle acque: su un lato delle strade di accesso al ponte è stato infatti creato un camminamento alternativo formato da una fila di blocchi di cemento alti fino a 75 cm e distribuiti a intervalli regolari in modo che si possano percorrere a piedi, camminando o correndo, anche con l’acqua alta, rendendo il ponte accessibile, e siano elementi di arredo urbano nelle condizioni normali.

Il ponte Zalige s’inserisce all’interno di un piano più ampio di protezione del territorio di Nijmegen dalle acque che, inserito all’interno del programma nazionale “Room for the River” (“spazio per il fiume”), ha coinvolto Next Architects e H+N+S Landscape Architects, insieme ad altri studi locali, nell’impostazione di un progetto che ha creato un canale di derivazione per le acque del fiume, un’isola artificiale e numerosi nuovi collegamenti, carrabili e pedonali.

Il piano ha anche creato un nuovo parco sulle rive del Waal e del canale laterale, aperto alla popolazione e allo svolgimento di differenti attività.

I cambiamenti climatici stanno minacciando un numero sempre maggiore di territori nel mondo, colpiti da siccità prolungate o da piogge e uragani sempre più intensi, ondate di calore un tempo anomale o alluvioni dagli effetti disastrosi. I Paesi Bassi hanno da sempre un rapporto simbiotico con il mare e la loro fitta rete di fiumi: la presenza dell’acqua è diventata una fondamentale fonte di ricchezza economica che oggi è anche una minaccia sempre più grande da cui proteggersi attraverso azioni di prevenzione a tutte le scale che modificano i territori rendendoli più resistenti e resilienti e aumentano la conoscenza e la consapevolezza della popolazione.

Il programma “Room for the River”, che è anche capofila dei due progetti europei FloodResilienCity (FRC) e Adaptive Land Use for Flood Alleviation (ALFA), è stato avviato nel 1995 ed è arrivato a tipizzare differenti modalità di approccio preventivo e avviare azioni concrete di intervento a protezione del territorio.

Sul piano delle possibilità di prevenzione, le azioni prevedono di agire sul fiume o sul suo letto o sui sistemi di contenimento delle acque: tra questi, l’abbassamento della quota delle aree di esondazione o di quella del letto del fiume in estate, la posizione dei tradizionali argini, più vicini o più lontani alle rive, o il rafforzamento della loro struttura, quando possibile, la rimozione degli ostacoli che l’acqua può trovare sul suo cammino o la modifica della loro forma e il posizionamento di frangiflutti.

Sul piano degli interventi, Room for the River sta lavorando su 30 siti distribuiti sul corso del Reno, che, arrivando dalla Germania, si divide in rami (il Waal a sud e il Lek e l’IJssel a nord), con l’obiettivo di rendere più sicuri i 4 milioni di persone che vivono lungo le sue sponde.

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