Viadotto Himera, l'emergenza è risolta: apre la 'bretella' | Ingegneri.info

Viadotto Himera, l’emergenza è risolta: apre la ‘bretella’

Terminati in tempo i lavori per la realizzazione del tratto provvisorio che consentirà di ristabilire la viabilità sulla A19. Intanto l'Anas e il ministero fanno il punto sul maxi-piano di manutenzione dell'intera autostrada

La nuova bretella di collegamento A19 “Palermo – Catania”, direzione Palermo (fonte: Anas)
La nuova bretella di collegamento A19 “Palermo – Catania”, direzione Palermo (fonte: Anas)
image_pdf

L’emergenza Himera, almeno per quanto riguarda i suoi aspetti immediati, è stata risolta: in Sicilia è stata aperta questa settimana la bretella stradale che supera il tratto del viadotto sulla A19 “Palermo-Catania” che era stato chiuso a causa di una frana. Un evento, quello di aprile scorso, che aveva messo in ginocchio l’intero sistema di viabilità regionale, e che aveva richiesto un piano di emergenza rapido.

Il tratto realizzato da Anas è lungo 2 km e comprende l’adeguamento della viabilità esistente, tra cui la Strada Provinciale 24, dallo svincolo di Scillato sino al viadotto, e la costruzione di una nuova rampa di accesso all’autostrada. Secondo il progetto questa bretella consentirà di ripristinare il collegamento tra Palermo e Catania lungo il percorso provvisorio più breve e con caratteristiche adeguate al traffico autostradale anche dei mezzi pesanti, senza limitazioni di sagoma e portata, riducendo a 10 minuti i maggiori tempi di percorrenza dell’itinerario autostradale, rispetto ai 45- 50 minuti attuali del percorso alternativo (come è noto, questa soluzione aveva incontrato non pochi scetticismi, tanto che in Regione era stata portata anche un’altra proposta, rifiutata, articolata qui).

I lavori sono stati avviati il 7 agosto per un importo globale di 5,7 milioni di euro. E’ stato pertanto rispettato il cronoprogramma, che prevedeva la realizzazione dell’opera in tre mesi. Nei cantieri le due imprese (“Truscelli” per i lavori di adeguamento della Bretella e dello Svincolo) e (“Gecob” per i lavori di costruzione della rampa), hanno impiegato complessivamente 40 operai, 34 mezzi di cantiere (escavatori, trivelle, ruspe, gru, etc..), ed hanno utilizzato 2.400 mc di calcestruzzo, 5.300 mc di conglomerati bituminosi e circa 750 tonnellate di acciaio. L’impresa Mazzei, attualmente impegnata nei lavori di demolizione e ricostruzione del viadotto Himera, fino ad oggi ha impiegato 20 operai, 18 mezzi di cantiere, 1.600 mc di calcestruzzo e 350 tonnellate di acciaio.

Subito dopo il movimento franoso dello scorso 10 aprile, che ha provocato gravi danni al viadotto Himera, è stato attivato un sistema di monitoraggio finalizzato al controllo di eventuali spostamenti degli impalcati e del fronte di frana. Attualmente è in esercizio un sistema di monitoraggio integrato topografico e geotecnico, basato su una stazione totale robotizzata di alta precisione per il controllo topografico di prismi riflettenti fissati sui cordoli degli impalcati e strumentazione geotecnica per le letture di 9 inclinometri e 9 piezometri a tubo aperto. Il controllo topografico è in corso di ulteriore implementazione con l’installazione di altre 2 stazioni totali robotizzate di alta precisione. Infine sono in corso di affidamento un monitoraggio geomorfologico con interferometri radar terrestri, un’estensione del monitoraggio geotecnico che prevede ulteriori 22 perforazioni sui versanti e una piattaforma informatica Web per la lettura delle strumentazioni (stazioni robotizzate, interferometri radar terrestri, inclinometri e piezometri) e verifica in tempo reale delle mappe interattive con posizione delle strumentazione e mappe di spostamento. Il sistema di monitoraggio integrato servirà al controllo della bretella provvisoria e dei versanti su questa prospicienti durante il suo esercizio.

Nel frattempo è partita il 10 ottobre scorso la demolizione delle sei campate del viadotto direzione Catania danneggiate dalla frana, per un importo di 2,3 milioni di euro. Le operazioni di demolizione saranno completate entro dicembre.

Il 2 dicembre saranno avviate le procedure di autorizzazione ambientale del progetto di ripristino definitivo dell’autostrada. Il nuovo tratto di viadotto Himera sarà in acciaio, con tre campate di grande luce per uno sviluppo complessivo di 270 metri. La campata centrale di luce 130 metri consentirà di scavalcare tutta la parte centrale del corpo di frana, mentre le due pile e le relative fondazioni, posizionate ai margini della frana, saranno dimensionate per resistere al complesso quadro geomorfologico esistente sui versanti. Il progetto esecutivo sarà ultimato entro il giugno 2016 per il successivo appalto dei lavori, della durata di 18 mesi. Entro la primavera del 2018 il tratto autostradale sarà nuovamente disponibile a due corsie per senso di marcia, senza interruzioni. L’intervento è compreso nell’ambito del piano di riqualificazione da 842 milioni di euro dell’intera A19.

Realizzata tra gli anni 1965/75, la A19 conta 219 opere, tra ponti e viadotti, per uno sviluppo complessivo di circa 59 km, pari al 31% dell’intero tracciato, 28 gallerie di lunghezza complessiva di circa 8 km, pari al 12% del tracciato e 19 svincoli. Oggi l’arteria risente dei 40 anni di esercizio e dei mutati volumi di traffico, da cui la necessità di intervenire con un maxi-piano di manutenzione straordinaria.

L’intervento complessivo prevede:

  • per tutte le gallerie l’adeguamento degli impianti tecnologici, tra cui: i sistemi di illuminazione, che saranno trasformati con nuovi impianti a LED, i sistemi di ventilazione, di segnaletica e comunicazione dati e radio. Saranno anche ammodernati gli impianti di illuminazione di tutti gli svincoli e quelli presenti lungo l’asse da Palermo fino allo svincolo di Bagheria.
  • interventi di totale rifacimento della pavimentazione stradale per l’intero tracciato, il rifacimento della segnaletica orizzontale, la sostituzione e l’adeguamento delle barriere stradali, laterali e spartitraffico. Interventi che consentiranno l’innalzamento degli standard di sicurezza e comfort della circolazione stradale.
  • risanamento strutturale di tutti i ponti ed i viadotti, in entrambe le carreggiate. Tra gli interventi più rilevanti vi sono i lavori di ripristino del transito veicolare tra gli svincoli di Scillato e Tremonzelli con la costruzione di un nuovo viadotto Himera in acciaio a tre campate di grande luce, con uno sviluppo complessivo di 270 m. La campata centrale, di estensione 130 m, consentirà di scavalcare tutta la parte centrale del corpo di frana, mentre le due pile e le relative fondazioni, posizionate ai margini della stessa, saranno dimensionate per resistere al complesso quadro geomorfologico esistente sui versanti.
  • installazione di una nuova cartellonistica in corrispondenza degli svincoli dell’A19 per gli itinerari turistici e culturali.
  • implementazione di sistemi tecnologici ad alto contenuto innovativo per la gestione del traffico veicolare e per l’informazione agli utenti.

In tema di dissesto idrogeologico, Anas e Ispra hanno siglato il 23 ottobre scorso un Protocollo d’intesa finalizzato all’utilizzo dei dati relativi ai fenomeni di dissesto idrogeologico nella disponibilità di ISPRA, tra cui l’Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia, sia per la Regione Sicilia sia per tutto il territorio nazionale, al fine di verificarne e monitorare l’eventuale impatto sulla rete stradale di competenza Anas.

Copyright © - Riproduzione riservata
Viadotto Himera, l’emergenza è risolta: apre la ‘bretella’ Ingegneri.info