Ingegneri e Avcp su irregolarita' nei bandi e decreto parametri | Ingegneri.info

Ingegneri e Avcp su irregolarita’ nei bandi e decreto parametri

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Si è tenuto lo scorso 5 aprile l’incontro del Consiglio nazionale degli ingegneri (Cni) con i responsabili delle Commissioni bandi e servizi degli Ordini provinciali degli ingegneri. Il convegno ha visto la partecipazione dell’Ing. Sergio Santoro, presidente dell’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici (Avcp). Al centro del dibattito, tra l’altro, le violazioni presenti nei bandi per i servizi di ingegneria e lo stato di applicazione del cosiddetto “decreto parametri”.

“C’è bisogno di un’attenta regolazione e di controllo in questo settore – ha affermato nell’intervento che ha aperto i lavori Armando Zambrano, presidente del Cni -. Sulla base delle nostre rilevazioni, il 70-80% dei bandi risulta ancora non conformi. C’è una modalità diffusa di mancato rispetto delle regole”. Il presidente degli ingegneri ha sottolineato come il trend delle irregolarità faccia segnare un certo miglioramento, ma che resta ancora moltissimo lavoro da fare. In particolare, Zambrano ha sottolineato la necessità di aprire tavoli di lavoro sulla semplificazione delle procedure e sul difficile reperimento delle risorse.

“Sul Piano Scuola del presidente del Consiglio Renzi – ha poi aggiunto – come Rete delle professioni tecniche abbiamo chiesto di collaborare alla definizione delle linee guida che saranno affidate a Renzo Piano. È necessario stabilire il livello si sicurezza che vogliamo impostare, quello energetico e soprattutto che tasso di semplificazione procedurale. Gli ingegneri non chiedono commissariamenti ma tempi e procedure umani”. Quanto al ruolo dell’Autorità di vigilanza, Zambrano ha così concluso: “Può svolgere un ruolo decisivo ma vanno superati i limiti ai suoi interventi. È necessario che abbia reali poteri di controllo e di intervento”.

Il presidente dell’Autorità di vigilanza Santoro nel corso del suo intervento ha manifestato vicinanza e identità di vedute rispetto al Cni. “Non sono venuto qua oggi per difendere l’Autorità che presiedo ma per comprendere i vostri problemi. La mia posizione, che ribadirò anche al Governo, è che la migliore spending review è la qualità dei progetti e la corretta esecuzione dei servizi. Detto questo, abbiamo di fronte alcuni problemi reali. Il decreto parametri, ad esempio, nella visione di molti doveva rappresentare una conquista e invece rischia di trasformarsi in un’occasione persa. Poi bisogna assolutamente aggredire il fenomeno degli eccessivi ribassi, anche attraverso l’introduzione di una soglia di ribasso minima. Infine, ritengo fondamentale rimuovere gli ostacoli che impediscono l’ingresso dei giovani professionisti e dei piccoli studi. Bisognerà lavorare sull’abbassamento del numero minimo di dipendenti richiesti e della soglia di fatturato”.

Michele Lapenna, Consigliere del Cni referente per i servizi di ingegneria, ha illustrato il lavoro del gruppo dedicato a questo tema. In particolare, ha commentato i dati raccolti dal Centro studi del Cni nel suo monitoraggio dei bandi. Oltre a mettere in evidenza il forte calo degli importi messi a gara e la patologica tendenza al ribasso, si è soffermato sulla questione del personale richiesto per partecipare ai bandi. “Nel 2013 – ha rilevato – la media del personale minimo richiesto è stata di 5,8 addetti. Se consideriamo che il 99,3% delle imprese attive in Italia ha meno di cinque addetti, possiamo concludere che la quasi totalità degli studi di ingegneria sono fuori dal mercato”.

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