Ingegneri, la mozione del 59° Congresso nazionale | Ingegneri.info

Ingegneri, la mozione del 59° Congresso nazionale

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Pubblichiamo integralmente la mozione approvata 59° congresso nazionale degli ingegneri chesi è concluso venerdì 12 settembre 2014 a Caserta.

PREMESSO

che l’Italia continua ad attraversare una situazione di grave crisi economica e sociale;

Che, nonostante gli annunci ed i propositi delle Autorità di Governo, non si è ancora assistito all’auspicato cambio di marcia in merito alle azioni da mettere in campo per affrontare la crisi economica;

che il CNI, in conformità con la mozione dell’ultimo Congresso degli Ingegneri di Brescia, ha intensificato i rapporti con i Ministeri di riferimento e la Presidenza del Consiglio presentando idee e contributi concreti per giungere alla formulazione di normative di semplificazione e sburocratizzazione, nonché per avviare piani di prevenzione dei rischi ambientali;

PRESO ATTO

– delle discussioni, proposte e dibattiti congressuali, anche nelle conferenze di settore, che hanno visto la numerosa ed attiva partecipazione di delegati, di rappresentanti politici e delle istituzioni, dai quali sono emerse importanti proposte, ampiamente condivise, da affidare all’attività del Consiglio Nazionale;

– che il Congresso valuta positivamente l’avvenuta attuazione della riforma delle professioni implicante, tra le altre cose, la separazione della funzione amministrativa da quella disciplinare, l’avvio dell’obbligo di aggiornamento professionale inteso come occasione di crescita professionale e di sviluppo di nuove competenze, l’attivazione, con la collaborazione degli Ordini territoriali, dell’Albo unico nazionale;

– che il CNI e gli Ordini territoriali hanno attuato in poco più di un anno la riforma, adeguando le proprie strutture e la propria organizzazione con spirito collaborativo e facendosi carico, insieme agli iscritti, dei relativi costi ed oneri;

– che è necessario impegnarsi per ampliare il mercato dei servizi professionali, anche grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie ed in particolare di quelle dell’informazione;

CONFERMATO

– che un sistema ordinistico rinnovato e moderno garantisce la società attraverso la qualità della prestazione professionale, il rispetto dei principi etico-deontologici e il controllo sull’aggiornamento professionale degli iscritti;

RICONOSCIUTA

– l’attività svolta dal CNI in esecuzione della precedente mozione, che ha consentito di raggiungere importanti risultati;

CONSAPEVOLI

– di essere essi stessi protagonisti dell’attuazione del contenuto della mozione, supportando il Consiglio Nazionale in ogni attività conseguente;

IMPEGNANO

Il Consiglio nazionale degli ingegneri

1. A proseguire nell’attività di valorizzazione della Rete delle Professioni Tecniche, soggetto fondamentale per l’interlocuzione con il Governo, il Parlamento e le istituzioni pubbliche, in tutti i settori;

2. A mettere in comune, tramite la Rete delle Professioni Tecniche, strutture (Centri Studi, Fondazioni, ecc.), energie e risorse, per rendere più efficace e visibile l’azione di supporto e collaborazione alla predisposizione e definizione di progetti e programmi per lo sviluppo del Paese, nonché per la definizione, già avviata, di un regolamento comune per il mutuo riconoscimento dei Crediti Formativi;

3. A consolidare il rapporto con le altre professioni, non soltanto dell’area tecnica, per conseguire maggiore attenzione dalla politica e dalle istituzioni pubbliche e far sì che le proposte della categoria, attraverso la condivisione, ottengano pieno riconoscimento;

4. Ad intensificare i rapporti e le occasioni di confronto e scambio, anche culturale (v. Prima Conferenza degli Ingegneri del Mediterraneo), tra le diverse organizzazioni internazionali degli ingegneri, non solo europee, per promuovere la figura dell’Ingegnere ed il riconoscimento della sua peculiarità all’interno del sistema economico e sociale;

5. A lavorare per la definizione delle modalità che consentano ai professionisti, mediante il riconoscimento delle loro specifiche capacità e responsabilità, di intervenire in funzione sussidiaria della P.A. nell’ambito del rilascio di pareri e attestazioni, allo scopo di ridurne i tempi di rilascio ed i relativi oneri economici, anche promuovendo corsi di formazione comuni tra professionisti e dipendenti degli enti locali;

6. A incentivare i processi di semplificazione e ammodernamento della pubblica amministrazione nelle sue articolazioni nazionali, regionali e locali, sostenendo il progetto di riforma del titolo V della Costituzione, partecipando attivamente all’attuazione dell’Agenda Digitale nonché promuovendo la diffusione dei dati della P.A. (Open Data) al fine di consentire la creazione di opportunità di lavoro nei tre settori;

7. A ribadire in tutte le sedi la centralità del progetto ed il valore dell’idea progettuale, stimolando il ricorso ai concorsi di progettazione e lavorando per ottenere il giusto riconoscimento – anche economico – di tale specifica e rilevante attività intellettuale;

8. A promuovere l’istituzione di un Fondo di Rotazione per sostenere le attività di progettazione finalizzate ad utilizzare i finanziamenti dei programmi e degli interventi europei 2014-2020;

9. A rivendicare presso il Governo ed il Parlamento l’assoluta necessità, a tutela della qualità della prestazione, e quindi, della collettività e della committenza pubblica, della piena applicazione del Decreto Ministeriale 143/2013 per la determinazione dei corrispettivi da porre a base d’asta per l’affidamento dei servizi di ingegneria ed architettura, privilegiando i sistemi di aggiudicazione non riferiti al solo criterio del prezzo più basso;

10. Ad agire per promuovere e valorizzare i giovani professionisti attraverso una modifica del mercato del lavoro basata sulla piena affermazione dei principi di libera concorrenza, trasparenza e par-condicio; la rimozione delle storture normative che ancora oggi consentono rendite di posizione, situazioni di vantaggio per la parte pubblica a danno del sistema della libera professione; il supporto alla ricerca e alle azioni a favore dei temi legati alla sharing economy e alle smart cities;

11. A sviluppare iniziative atte a promuovere il riconoscimento delle competenze e delle professionalità degli ingegneri dell’informazione, con particolare riferimento al settore degli appalti pubblici ICT, affermandone il ruolo per l’innovazione digitale della Nazione e per la tutela della sicurezza dei cittadini;

12. Ad impegnarsi ulteriormente per la revisione della disciplina delle Società tra Professionisti (STP), mediante la definizione di un inquadramento fiscale e previdenziale coerente con il modello societario adottato e attraverso l’estensione, a tutti i modelli societari antecedenti (v. società di ingegneria), dell’obbligo d’iscrizione all’Albo, con conseguente sottoposizione alla potestà disciplinare dell’Ordine professionale, nonché dell’assolvimento degli obblighi assicurativi;

13. A lavorare per l’accoglimento delle proposte fiscali, elaborate dal CNI e dalla Rete delle Professioni Tecniche, che – non comportando oneri per le casse dello Stato – permettono una rimodulazione del concetto di autonoma organizzazione ai fini dell’assoggettabilità dei professionisti all’IRAP e all’estensione al 100% della deducibilità delle spese sostenute per l’aggiornamento professionale, nonché a proporre misure di detrazione dei costi sostenuti dai soggetti privati per le prestazioni di ingegneria connesse ad interventi in materia di sicurezza e sostenibilità;

14. A sviluppare l’attività di certificazione dei corsi di studio in ingegneria svolta dall’Agenzia QUACING, per l’accreditamento EUR-ACE, nell’ottica dell’armonizzazione con i processi in campo europeo nonché per il rilascio dell’attestazione EUR-ING;

15. A dare concreto avvio all’attività dell’Agenzia per la Certificazione Volontaria delle Competenze;

16. A potenziare la produzione di norme tecniche volontarie prestazionali;

17. Ad affidare alla normativa cogente solo le disposizioni direttamente connesse alla sicurezza, coinvolgendo nella loro formazione tutti gli attori del processo edilizio, del sistema scientifico e della ricerca, nonché di quello imprenditoriale;

18. A porre in essere tutte le iniziative necessarie per dare piena attuazione all’accordo concluso con UNI che ha permesso a tutti gli iscritti di accedere alle norme, tramite modalità informatiche e a costi bassissimi, grazie alla convenzione cui stanno aderendo e aderiranno i rispettivi Consigli degli Ordini, estendendo queste attività anche ad altri enti di normazione, tra i quali in particolare il CEI;

19. Ad agire per far sì che il Ministero della Giustizia accolga le richieste degli ingegneri per il completamento della riforma delle professioni per quanto concerne la riorganizzazione su base territoriale degli Ordini professionali, la modifica del DPR 328/2001 in tema di esame di stato e competenze professionali, rimediando ad alcune lacune ed ambiguità ancora oggi presenti, nonché introducendo l’attribuzione ai Consigli Nazionali della potestà di emanazione e aggiornamento dei Codici Deontologici di Categoria;

20. A proseguire nel lavoro di diffusione, conoscibilità e concreta applicazione del nuovo Codice Deontologico e della Carta Ecoetica in funzione di sviluppo della cultura della legalità, riconoscendo che essa è requisito imprescindibile per elevare la competitività di un territorio;

21. A favorire le condizioni perché l’ingegnere possa esplicare a pieno la propria attività verso la sostenibilità ambientale, l’efficienza energetica, la costruzione di città intelligenti;

22. Ad attivarsi nei confronti del Governo e delle istituzioni comunitarie affinché tutti gli investimenti degli enti locali, finalizzati alla mitigazione dei rischi (sismico, idrogeologico, idraulico, incendio, ecc.) per la tutela della pubblica incolumità, siano esclusi dal rispetto del vincolo del Patto di Stabilità;

23. A porre in essere il massimo sforzo perché le autorità pubbliche, unitamente alla società e alle imprese, prendano coscienza dell’importanza della prevenzione e della programmazione, a tutela della sicurezza e della salute dei cittadini, per evitare il ripetersi di emergenze e calamità naturali; obbiettivo da raggiungersi anche mediante la realizzazione di una aggiornata mappatura, sotto il profilo del rischio sismico ed idrogeologico del territorio nazionale, generata attraverso l’uso di strumenti informatici innovativi per le segnalazioni in tempo reale dei dissesti e delle situazioni di rischio verificabili sul territorio, con rinnovata attenzione all’ambiente e alla sostenibilità di ogni intervento;

24. A proseguire i rapporti di collaborazione con la Protezione Civile anche al fine di far crescere cultura e competenza nell’ambito delle emergenze territoriali;

25. Ad agire in accordo con la Conferenza Per L’Ingegneria (CoPI) per l’introduzione di attività di formazione formale in materia di europrogettazione (progettazione connessa all’utilizzo dei fondi e dei programmi europei) e promuovere analoga formazione informale per gli iscritti attraverso una collaborazione tra CNI, Scuola Superiore di Formazione e Ordini territoriali;

26. A continuare ed incentivare il confronto con l’Università, affinché l’insegnamento accademico mantenga o recuperi gli standard della nostra tradizione ingegneristica, e l’avvio di iniziative ed attività culturali che palesino ogni dove la forza del sapere, non solo disciplinare, della nostra ingegneria;

27. A dare attuazione a processi che facciano di “OFFICINA CITTÀ” un momento importante di rivalutazione del ruolo degli ingegneri e degli Ordini per l’innovazione, pianificazione territoriale e gestione dei sistemi complessi;

28. A procedere nell’attività di riorganizzazione del Consiglio Nazionale e degli Ordini Territoriali per accrescerne la capacità di erogare con efficacia ed efficienza servizi agli iscritti;

29. Ad individuare, per i successivi congressi, opportune modalità per consentire la partecipazione delle altre componenti del mondo ingegneristico.

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