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Ingegneri: una professione in crescita ….almeno nel numero degli iscritti

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Pubblicato recentemente un interessante rapporto del Centro Studi nazionale del CNI  dal titolo “Gli iscritti all’Ordine degli ingegneri al 31 dicembre 2008”. Il rapporto rivela la costante crescita degli iscritti all’Ordine degli ingegneri. Al 31 dicembre 2008, gli ingegneri iscritti all’albo erano  complessivamente 213.399, oltre 6.300 in più di quelli rilevati nel 2007. In particolare, gli iscritti alla sezione A dell’albo sono 208.318 (con un incremento del 2,7% rispetto all’anno precedente) mentre quelli alla sezione B 5.081 (+20,9% rispetto al 2007). In tre anni il numero degli iscritti alla sezione A dell’albo è cresciuto del 13% (erano 184.345 nel 2005) e quello degli iscritti alla sezione B di oltre il 130% (erano 2.202 nel 2005).

In costante crescita appare anche la componente femminile  tanto che, al 31 dicembre 2008, il numero di laureate in ingegneria  iscritte all’ordine supera le 21mila unità, pari al 10,4% degli iscritti (nel 2007 era il 10%).  Ancora una volta il numero più elevato di professionisti si concentra nelle regioni del Nord e del Sud. Più dettagliatamente, il 39,6% degli ingegneri iscritti alla sezione A appartiene agli Ordini provinciali delle regioni settentrionali, il 39,2% è iscritto ad un Ordine delle regioni meridionali, mentre gli ordini provinciali del centro-Italia  annoverano il restante 21,2% . Il quadro degli ingegneri iuniores evidenzia invece una forte  concentrazione nel sud Italia e nelle isole: poco meno della metà  (47,8%) appartiene infatti ad un ordine meridionale, mentre la componente “settentrionale” si riduce al 30,7%.

A livello provinciale, l’Ordine degli ingegneri che vanta il maggior numero di iscritti nella sezione A dell’albo è quello di Roma (19.630), seguito da Napoli (12.035) e Milano (11.373). Per quanto attiene la distribuzione  degli iscritti tra i tre settori dell’albo: civile ed ambientale, industriale e dell’informazione è bene ricordare che, in base a quanto disposto dal Dpr. 328/2001, i laureati quinquennali del vecchio ordinamento hanno la  possibilità di optare per l’iscrizione a tutti i tre settori mentre i laureati di  ciclo breve e lungo del nuovo ordinamento possono invece accedere ad un unico settore.

Al 31 dicembre 2008, dunque, il 91,1% degli iscritti alla sezione A (nel 2007 era il 92,4%) risultava aver optato per il settore civile ed  ambientale, l’88,5% per quello industriale (quota praticamente  invariata rispetto all’88,7% del 2007) e l’80,2% (76,9% nel 2007) per quello dell’informazione. Aumenta dunque la quota di ingegneri che si  iscrive al settore dell’informazione, mentre seppur di poco, cala quella  attinente al settore civile ed ambientale.

Nella sezione B, invece aumenta ulteriormente la già rilevante quota di iscritti al settore civile ed ambientale (54,2% contro il 53,8% del 2007) e anche la fetta di ingegneri iuniores dell’informazione (16,8%  contro il 15,2% del 2007), mentre risulta in calo la “componente”  industriale (30% laddove nel 2007 era il 31,5%).

Fonte: Centro Studi nazionale del CNI

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