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Da Act&Sorb una concreta possibilità di riciclo dell’MDF

Tra i derivati del legno più diffusi, l’MDF è anche uno dei materiali più difficili da recuperare e viene smaltito in discariche e inceneritori. Una start up belga ha ideato un processo che lo trasforma in carbone attivo e syngas

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È possibile riciclare i pannelli in MDF (medium-density fibreboard), diffusissimi nell’edilizia e nell’arredamento ma con un breve ciclo di vita? Secondo Kenny Vanreppelen, ingegnere industriale belga che ha acquisito il suo dottorato di ricerca con un lavoro sullo sviluppo di prodotti rinnovabili a partire dai rifiuti industriali, la risposta è positiva. Fra i pochi che finora sembrano essere riusciti a trovare una via possibile a un problema poco noto fra i non addetti ai lavori ma estremamente impattante in termini di costi ambientali del ciclo di un’edilizia produttrice di materiali ad alto carbon footprint e scarsamente riciclabili, ha fondato a Limburg nel 2014 la start up Act&Sorb con cui ha messo a punto un processo di recupero di un materiale che oggi viene smaltito quasi esclusivamente nelle discariche o negli inceneritori ad alti costi.

MDF, conifere e colla insieme: come riciclare?

L’MDF è un derivato del legno composto da fibre di conifera pressate e riscaldate, tenute insieme da colla, cere e resine. Il colore uniforme e la superficie liscia offrono gradi possibilità di personalizzazione che li rendono particolarmente utilizzati dal settore dell’arredamento: ad esempio quasi tutta la produzione di Ikea è costituita da mobili fatti di pannelli di MDF ma questo materiale è anche utilizzato in progetti di architettura di interni, che necessitano spesso di pannelli grezzi per realizzare arredi su misura. La loro vita media è breve, di circa dieci anni, perché sono facilmente attaccabili dall’umido e dal calore.

Sommata alle grandi quantità prodotte ogni anno (le stime parlano di circa 9 milioni di tonnellate nella sola Europa), la composizione mista rende l’MDF un materiale che utilizza una delle risorse più sostenibili e rinnovabili, il legno, in un modo che ha ridottissime possibilità di riciclo, perché è estremamente difficile separare le sue componenti, il legno da colla, cera e resine, e dagli elevati costi di smaltimento.

Il processo sviluppato da Act&Sorb, per cui la start up ha avviato a febbraio 2017 il percorso per il brevetto, si basa sulla carbonizzazione e, in attesa dell’avvio della costruzione di uno stabilimento in Europa previsto per il 2019, è stato finora sperimentato con successo in Australia dove, grazie a un cofinanziamento dell’Unione Europea, è stato possibile dimostrare l’efficacia di un processo che è stato in grado di trasformare 150 kg di materiale in un’ora.

L’idea della Act&Sorb

I pannelli di MDF da smaltire vengono portati a elevate temperature in un ambiente privo di ossigeno, la cui assenza ne impedisce la combustione, e separati in due componenti. Da una parte si crea il syngas, miscela di gas alla base di svariati processi chimici e fonte riciclata per la produzione di energia che può anche alimentare lo stesso processo di smaltimento dell’MDF. Dall’altra è prodotta della cenere, che, ulteriormente trattata ad alte temperature, viene trasformata in un materiale oggi estremamente richiesto dal mercato, un carbone attivo di alta qualità, che, grazie alla sua grande porosità, ha capacità adsorbenti che possono essere impiegate in tutti i numerosi e tradizionali campi di utilizzo, tra cui i sistemi di filtraggio e depurazione di aria e acqua.

Il progetto della start up belga è ambizioso e vuole sfruttare un doppio trend di crescita. Da un lato, fissandosi l’obiettivo di produrre dall’MDF 23.000 tonnellate di carbone attivo entro il 2022, vuole inserirsi in un mercato continentale che, alimentato dalla sempre maggiore necessità di creare una circolarità di processi in grado di produrre riducendo progressivamente i rifiuti non recuperabili, nei prossimi tre-quattro anni prevede una richiesta supplementare di carbone attivo di 170.000 tonnellate. Dall’altro s’inserisce, alimentandosi e alimentandola, nel piano nazionale di sostegno al recupero dei rifiuti provenienti dal legno che ha fissato l’ambizioso obiettivo di recuperare entro il 2020 il 50% degli scarti di prodotti lavorati e non, oggi destinati alle discariche.

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