Astronomia gravitazionale: verso il lancio del satellite di Lisa Pathfinder | Ingegneri.info

Astronomia gravitazionale: verso il lancio del satellite di Lisa Pathfinder

E' pronto il satellite cuore del progetto Lisa Pathfinder, base per sviluppare il primo osservatorio spaziale di onde gravitazionali. Il progetto, il cui lancio è previsto a fine novembre, vede l'Italia in prima linea

Test del satellite Lisa Pathfiner - ©IABG
Test del satellite Lisa Pathfiner - ©IABG
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E’ stato presentato il satellite cuore del progetto LISA Pathfinder, che a fine novembre sarà lanciato nello spazio dalla base di Kourou (Guinea francese). La missione dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), vede la collaborazione con le agenzie spaziali di sette Paesi europei, tra cui l’Agenzia spaziale italiana, Asi, in un ruolo di primo piano. Nel dettaglio la missione che partirà a fine novembre dovrà verificare le tecnologie che saranno impiegate per l’osservatorio di onde gravitazionali, noto in ambito scientifico come missione Lisa (Laser Interferometer Space Antenna). Recentemente inserito dall’Esa nei suoi prossimi programmi, sarà il primo osservatorio spaziale di onde gravitazionali:  l’obiettivo è permettere un’osservazione dell’Universo completamente inedita, che apra la strada alla cosiddetta “astronomia gravitazionale”.

L’importanza dell’Italia nella missione è espressa prima di tutto dalla leadership scientifica della missione, affidata con il ruolo di principal investigator al professor Stefano Vitale, ordinario di Fisica sperimentale all’Università di Trento e membro del Trento Institute for Fundamental Physics and Applications (Tifp) dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) – insieme a quella tedesca con il ruolo del co-principal investigator Karsten Danzmann, direttore del Max Planck Institute for Gravitational Physics (Albert Einstein Institute).

Tra i componenti cuore della missione ci sono i sensori inerziali prodotti in Italia dalla Compagnia Generale dello Spazio (CGS spa) con il finanziamento dell’Asi e su progetto degli scienziati dell’Università di Trento, supportati dall’Infn. La progettazione dei sensori ha visto in prima linea proprio il team del Gruppo di Gravitazione Sperimentale del Dipartimento di Fisica trentino, coordinato dallo stesso professor Vitale. “Le onde gravitazionali sono il messaggero ideale per osservare l’Universo”, spiega Vitale.

Vista esterna di Lisa Pathfinder - ©ESA–P

Vista esterna di Lisa Pathfinder – ©ESA–P

“Esse attraversano indisturbate qualunque forma di materia o energia, sono emesse da tutti i corpi, visibili o oscuri, ne registrano il moto e portano l’informazione sino a noi dalle profondità più remote dell’Universo. Possiamo paragonarle al suono: arrivano da sorgenti nascoste dietro altri oggetti, come suoni di animali nascosti in una foresta, e ci permettono di individuarle, riconoscerle, valutarne la distanza e seguirne il movimento. Ci raggiungono da sorgenti che non emettono luce, come suoni di notte. Ascoltare l’Universo attraverso le onde gravitazionali promette una profonda rivoluzione in astrofisica, astronomia e cosmologia come quelle dovute all’invenzione del telescopio o dei radiotelescopi”.

Complessivamente la missione Lisa punta a verificare la possibilità di mettere delle masse di prova in caduta libera nello spazio interplanetario, con la precisione senza precedenti necessaria all’osservatorio gravitazionale. Questo risultato è ottenuto attraverso un insieme di tecnologie innovative che comprende, fra le altre, i sensori inerziali, un sistema di metrologia laser e un sistema di controllo inerziale del satellite attraverso un sistema di micro-propulsori. Queste tecnologie sono alla base del disegno più avanzato dell’osservatorio spaziale, disegno noto come Lisa (Laser Interferometer Space Antenna) la cui più recente evoluzione è nota come eLISA. La spedizione verso la base di lancio ESA di Kourou, nella Guyana francese avverrà il 3 settembre, mentre alla fine novembre avverrà il decollo su un vettore Vega. La fase operativa della missione comincerà, dunque, non appena il satellite avrà raggiunto la sua destinazione: sarà allora che gli scienziati metteranno alla prova le strumentazioni ad altissima precisione completate in questi giorni. Un passo decisivo verso un nuovo metodo di ricerca astronomica basato sull’osservazione diretta delle onde gravitazionali, la cui esistenza fu prevista da Albert Einstein aveva dedicato una parte delle sue ricerche.

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