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Banda ultra larga, ecco i progetti vincitori per la sperimentazione della tecnologia 5G

Il Mise ha pubblicato la graduatoria e le città coinvolte: Milano al Nord, L’Aquila e Prato al Centro, Bari e Matera al Sud

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Banda ultra larga in dirittura d’arrivo con l’approvazione dei progetti vincitori del bando pubblicato nel 2016 lo scorso 22 settembre il Ministero dello Sviluppo Economico ha concesso le autorizzazioni per l’assegnazione del diritto d’uso di 100 Mhz nella porzione di spettro 3.6-3.8Ghz per la sperimentazione del 5G. Le città che saranno interessate dalla sperimentazione sono Milano al nord, Prato e L’Aquila al centro e Matera e Bari per il sud, aree geografiche destinate ad essere capofila della fase di sperimentazione della tecnologia 5G.

In particolare, al termine della procedura ministeriale, partita il 16 marzo con la pubblicazione dell’avviso pubblico, risultano aggiudicatarie: Vodafone Italia Spa (con un punteggio di 92,6 su 100) per l’area metropolitana di Milano, Wind3 spa e Open Fiber spa (con 74,3 punti su 100) per Prato e L’Aquila, Telecom Italia spa, Fastweb spa e Huawei Technologies Italia srl (86,6 punti su 100) per Bari e Matera.

La graduatoria finale era stata approvata il 2 agosto e agli inizi di settembre il Mise aveva avviato la procedura negoziata, “finalizzata all’affinamento delle proposte progettuali collocatesi al primo posto della graduatoria in ciascuna delle aree territoriali scelte per la sperimentazione”. Ad ogni raggruppamento collocatosi al primo posto sono stati richiesti alcuni correttivi e miglioramenti inseriti nelle relativa “proposta progettuale definitiva”. La sperimentazione andrà avanti fino al 2020 e questo passaggio è un’ulteriore tappa del percorso che porterà l’Italia a dotarsi di una tecnologia per reti mobili di quinta generazione.

Il 5G non è semplicemente un’evoluzione del 4G, ma è una piattaforma che apre nuove opportunità di sviluppo perché rappresenta una tecnologia in forte discontinuità con il passato sia per quanto riguarda la velocità che il tempo di latenza. La banda ultralarga 5G ha potenzialità enormi sul fronte dei servizi che potranno essere sviluppati e sarà volano di crescita per il nostro sistema produttivo. E proprio il nostro Paese è uno dei primi al mondo a sperimentare una tecnologia 5G “massive mimo” (ossia un elevato numero di antenne, in genere sedici) con le frequenze 3.5 GHz, finora utilizzate solo per il fixed wireless access (banda larga fissa).
In generale, è stata la stessa Commissione Europea, con una comunicazione del 14 settembre 2016, ad individuare il 5G come “un’opportunità strategica per l’Europa, evidenziando la necessità di un approccio coordinato e di un calendario comune per l’introduzione del 5G”.

Ecco dunque la necessità della messa in opera della nuova tecnologia attraverso azioni concrete, tra le quali la promozione di sperimentazioni preliminari nell’ambito degli accordi 5G-PPP a partire dal 2017, e sperimentazioni pre-commerciali con una chiara dimensione transfrontaliera dell’UE a partire dal 2018. Ma non solo: la Commissione Europea sta incoraggiando gli Stati membri a sviluppare, entro la fine del 2017, tabelle di marcia nazionali per il dispiegamento del 5G, come parte dei piani nazionali per la banda larga. L’obiettivo è far sì che entro il 2020 ogni Paese sia in grado di designare almeno una città “abilitata al 5G”.

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