Big Data: sei vantaggi per la competizione, per aziende e privati | Ingegneri.info

Big Data: sei vantaggi per la competizione, per aziende e privati

Il fenomeno dei Big Data, pur controverso per l'intrinseca difficile controllabilità, racchiude svariati possibili vantaggi competitivi per aziende e privati

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Il volume Big Data: privacy, gestione, tutele edito da Altalex –  e scritto dallo Studio Legale Mondini-Rusconi – analizza in profondità origini, dinamiche, prospettive future e profili normativi del complesso fenomeno dei Big Data. Il manuale è aggiornato alle recenti novità legislative introdotte dal GDPR e si avvale di un ampio comparto di esempi, casi studio, schemi e specchietti illustrativi per sviscerare uno dei temi cardine dell’Internet 4.0. Il contenuto seguente, tratto dal volume, è focalizzato sui vantaggi competitivi – per aziende e privati – correlati all’utilizzo dei Big Data. 

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Big Data: aumento delle informazioni disponibili e trasparenza dei mercati

Un primo benefico risultato si avrebbe in termini di aumento delle informazioni disponibili per i consumatori e, conseguentemente, della trasparenza dei mercati. Attraverso una semplice ricerca su Internet il consumatore può individuare rapidamente i prodotti che gli interessano, comparare i prezzi a cui essi vengono venduti (questo servizio viene reso da una quantità di piattaforme quali Google, Bing, Amazon, Expedia, Booking, Alibaba, eBay, Trivago, ecc.), acquistarli rapidamente e riceverli a domicilio in poco tempo.

Le grandi piattaforme, elaborando attraverso i propri algoritmi i dati relativi al singolo consumatore, sono poi in grado di selezionare, tra la congerie sterminata di informazioni disponibili, le offerte che più lo possono interessare – ad esempio quelle relative agli accessori di un prodotto appena acquistato – con una varietà ed estensione che nel mondo analogico il consumatore mai avrebbe potuto avere, consentendogli quindi decisioni di acquisto più razionali e convenienti.

Si consideri che il flusso di informazioni è bidirezionale: ad esempio con i sistemi di rating – salvo i ben noti problemi legati alla affidabilità degli stessi e alla manipolabilità dei dati su cui essi si fondano – sia i consumatori sono in grado di ottenere valutazioni sulla affidabilità di un determinato imprenditore che viceversa.

Big Data: incentivazione della concorrenza

È evidente che il fenomeno sopra illustrato, visto dal lato dell’offerta dei prodotti e servizi, si traduce complessivamente in un deciso incentivo alla concorrenza: ad esempio la trasparenza dei prezzi e la chiara e completa nozione del loro andamento in una determinata area e per determinati prodotti può tradursi in una spinta al ribasso; ma ciò vale in genere per quanto riguarda tutti gli altri numerosi aspetti che possono rendere l’offerta di un determinato bene o servizio più appetibile per i consumatori.

Così ad esempio uno studio condotto negli Stati Uniti ha evidenziato che alla nascita ed estensione dei siti che offrivano ai consumatori una comparazione dei premi richiesti dalle varie compagnie per l’assicurazione sulla vita ha corrisposto, negli anni ‘90, un calo dei premi dall’8 al 15%, con un risparmio complessivo per i consumatori dai 115 ai 215 milioni di dollari per anno.

Big Data: abbassamento delle barriere all’entrata

Sotto un terzo punto di vista i mercati online, strutturati sulla disponibilità di dati e potentemente alimentati da questi, possono favorire un abbassamento delle barriere di entrata per i nuovi competitori, che non necessitano più dei tradizionali canali “brick-and-mortar” per operare.

Si pensi ad esempio a piattaforme quali Airbnb o Booking.com che facilitano l’entrata sul mercato dei privati che intendano offrire un servizio di bed and breakfast come alternativa a strutture più organizzate quali hotel e locande, abbattendo o addirittura azzerando i costi pubblicitari.

Big Data: miglioramento dell’offerta di beni e servizi

Passando ad altro aspetto ancora, i Big Data possono favorire le imprese consentendo una più accurata e precisa offerta dei loro beni o servizi.

Si pensi ad esempio al settore assicurativo dove è essenziale graduare i premi sulla base dell’entità del rischio volta a volta assicurato. Così nel settore della RC Auto i clienti venivano tradizionalmente segmentati sulla base di variabili quali i pregressi sinistri, l’età, la zona di residenza, l’anzianità della patente, la composizione del nucleo familiare, il tipo e potenza del veicolo, i chilometri percorsi, ecc.

I Big Data consentono, e sempre più consentiranno in futuro, di utilizzare informazioni molto più ampie e personalizzate, spesso disponibili a basso costo, quali quelle provenienti dai social media, dagli smart phone, ecc., estendendosi alla geolocalizzazione dell’interessato, ai suoi comportamenti di guida, all’entità di utilizzo e allo stato del mezzo assicurato.

Big Data: incentivo all’innovazione

Il complessivo quadro sopra delineato, e in particolare la riduzione dei costi di ricerca, l’abbassamento delle barriere di entrata sul mercato e l’aumento esponenziale nel flusso delle informazioni disponibili, può inoltre tradursi in un forte incentivo all’innovazione.

Big Data: riduzione del rischio di pratiche concordate o di cartelli

Infine, la prassi di fissazione dei prezzi tramite algoritmi alimentati dalla disponibilità dei Big Data si ritiene possa ridurre il rischio di pratiche concordate o di cartelli, rendendo altresì meno probabili pratiche di discriminazione sui prezzi.

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