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Biomedicina: realizzato il primo impianto bioassorbibile per la rigenerazione dei nervi

Un team di ricercatori americani ha ideato un device che sfrutta gli impulsi elettrici per favorire il recupero dei nervi motori lesionati. Particolarità: quando il dispositivo - posizionato direttamente sui nervi - cessa la propria funzione, scompare da sé senza lasciare tracce.

Il dispositivo su un modello di fascio di nervi
Il dispositivo su un modello di fascio di nervi
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Una ricerca di Northwestern University (Chicago) e della Scuola di Medicina della Washington University di Saint Louis ha portato allo sviluppo del primo impianto medico bioassorbibile a impulsi elettrici. Un dispositivo wireless – impiantabile all’interno del corpo umano – in grado di rigenerare i nervi danneggiati, per poi ‘scomparire’. Le sperimentazioni sono state effettuate sui ratti. Si prevedono impieghi a medio termine su pazienti umani nell’ambito della medicina rigenerativa.

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Biomedicina: impulsi elettrici per la medicina rigenerativa dei nervi

I risultati dello studio effettuato dall’equipe americana, guidata dal chimico-fisico di fama internazionale John A. Rogers, sono stati pubblicati l’8 ottobre scorso sulla rivista Nature Medicine. Il team di Rogers ha realizzato un dispositivo di piccole dimensioni – grande come una moneta e spesso come un foglio di carta – che, una volta posizionato sui nervi danneggiati, rilascia impulsi elettrici a intervalli regolari, con un meccanismo gestito tramite un comando wireless. L’elettrostimolazione prosegue per alcuni giorni. Al termine del proprio lavoro il dispositivo – e qui sta l’ulteriore innovazione – viene assorbito dal corpo e si dissolve (dopo circa due settimane dall’innesto).

La bioassorbibilità dell’ideazione di Rogers e soci è una novità assoluta nell’ambito del trattamento di malattie dei nervi motori. I ratti utilizzati nei test soffrivano di infiammazione del nervo sciatico (che svolge il compito di diffusore di impulsi agli arti inferiori). Gli animali sono stati divisi in gruppi: alcuni sono stati elettrostimolati un’ora al giorno per uno, tre o sei giorni; altri non hanno ricevuto impulsi elettrici.

I ricercatori hanno monitorato il recupero fisico dei ratti per dieci settimane, constatando come quelli trattati col dispositivo elettrostimolante avessero rigenerato più rapidamente la risposta nervosa delle aree danneggiate e di conseguenza il tono muscolare e la forza degli arti inferiori. Non sono stati rilevati effetti collaterali per tutta la durata del processo e neppure al momento del bioassorbimento del device.

Questo il commento del Professor Rogers:

Il sistema sfrutta la bioingegneria per fornire un’azione terapeutica attiva, in modo programmabile e regolato dall’esterno; poi scompare nel corpo, senza lasciare traccia. È un approccio innovativo alla medicina rigenerativa: una terapia che permette di andare oltre i consueti trattamenti con medicinali“.

Bioingegneria per il futuro della biomedicina

Il dispositivo non è ancora stato testato su esseri umani.  Al momento si elettrostimolano gli operati ai nervi durante il processo di chirurgia vero e proprio; gli impulsi favoriscono il recupero successivo. Mancano però soluzioni in grado di fornire stimolazione elettrica ai nervi lesi nel periodo post-operatorio. Il device sviluppato dal team americano va proprio in questa direzione.


Non solo: la comunità scientifica concorda sul fatto che i dispositivi bioassorbibili – non solo quelli elettrici e impiegati per la rigenerazione dei nervi – possano col tempo costituire un’alternativa sempre più credibile all’utilizzo di medicinali. Questo perché operano direttamente, per un periodo di tempo limitato, sulla parte del corpo danneggiata/bisognosa di terapia, senza gli effetti collaterali associati alla somministrazione di medicinali e senza la gestione più complessa connaturata all’innesto di impianti “statici”.

Il Dottor Wilson Ray, coautore dello studio, commenta così:

Sappiamo che la stimolazione elettrica somministrata durante le operazioni chirurgiche è in grado di accelerare il recupero fisico; appena l’intervento finisce, però, la finestra utile si chiude. Il nostro dispositivo dimostra come l’elettrostimolazione calendarizzata ed estesa sia in grado di fornire ulteriore capacità rigenerativa ai pazienti con problemi ai nervi motori.

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