Con l'algoritmo del Mit il drone vola libero come un uccello - Video | Ingegneri.info

Con l’algoritmo del Mit il drone vola libero come un uccello – Video

Un gruppo di ricerca del Mit ha sviluppato due algoritmi ispirati al volo degli uccelli. Permetteranno ai droni leggeri di volare evitando anche gli ostacoli intricati come una foresta

© Benoit Landry
© Benoit Landry
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La complessità delle traiettorie aeree ha rappresentato finora un limite al grosso potenziale dei droni. Alcuni ricercatori del Mit di Cambridge (MA) hanno però messo a punto un paio di soluzioni che consentono a queste macchine di procedere nelle loro attività senza incorrere nel rischio di collisioni ambientali in volo.

In uno dei due progetti il sistema di navigazione di un aeroplanino ad ala fissa viene fornito di una libreria capace di contemplare un numero infinito di ostacoli codificati. Grazie a una scansione continua della libreria si arriva a un’associazione con gli impedimenti rilevati e all’elaborazione del percorso da seguire, che contempla sempre il peggiore dei casi (quindi anche imprevisti come vento o qualsiasi disturbo atmosferico), individuando la migliore soluzione (nonché la più sicura, e in tempo reale).

Il ricercatore del Mit Anirudha Majumdar con il prototipo dotato del sistema rileva-ostacoli – © Anirudha Majumdar

Il ricercatore del Mit Anirudha Majumdar con il prototipo dotato del sistema rileva-ostacoli – © Anirudha Majumdar

L’idea alla base del secondo software, invece, è un algoritmo immaginato cambiando la prospettiva del problema: anziché mappare una rete di ostacoli, traducendola in un elenco incalcolabile di dati riconoscibili, i ricercatori del Mit hanno pensato di trasformare in un preciso percorso lo spazio libero rilevabile da un sensore. Il drone quindi non evita gli ostacoli, ma segue semplicemente le rotte individuate ricostruendo lo spazio accessibile. Il calcolo della traiettoria libera da ostacoli è tuttavia molto lenta, e nei casi più difficili può impiegare fino a diversi minuti prima che venga assegnato il migliore dei percorsi.

La “foresta” di cavi e tubi attraverso la quale sono stati fatti passare i droni di Benoit Landry del Mit – © Benoit Landry

La “foresta” di cavi e tubi attraverso la quale sono stati fatti passare i droni di Benoit Landry del Mit – © Benoit Landry

Il video di seguito mostra un drone avventurarsi, in un comportamento molto simile a quello di un uccello, in un garbuglio di cavi e tubi, che attraversa incolume alla velocità di un metro al secondo (seguendo le sei direzioni di posizione di volo: rollio, imbardata e beccheggio; avanzo, deriva e sussulto).

Entrambi di rilevante importanza, benché in fase naturalmente ancora embrionale (pur risalendo a studi di diversi anni), e con finalità diverse, i due progetti del Mit aprono scenari fantastici all’utilizzo dei droni e della robotica aerea in generale, il cui alto livello di sicurezza potrà garantire un ampio utilizzo nei campi più diversi, da quello infrastrutturale a quello medico, a quello ludico.

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