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Contratti pubblici, accordo tra AgID e Anac per migliorare l’accesso alle procedure d’appalto

Avviato un percorso informativo per esporre ad imprese ed operatori i risultati del progetto Italian Interoperable eProcurement” (IIeP)

Anac e AgID insieme
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Un percorso condiviso, la necessità di gettare le basi per il miglioramento dell’iter d’accesso alle procedure d’appalto per quanto concerne i contratti pubblici. È questo il senso dell’accordo tra l’AgID, l’Agenzia per l’Italia Digitale, e l’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione. E proprio per esporre alle pubbliche amministrazioni, piccole medie imprese e operatori del settore i risultati del progetto “Italian Interoperable eProcurement” (IIeP), nel mese di settembre in varie parti d’Italia si sono tenuti una serie di incontri che – fanno sapere dall’AgID – potranno ripetersi periodicamente.

L’importanza del progetto IIeP

Eventi che sono serviti soprattutto ad approfondire le novità introdotte dal Codice dei Contratti con un focus particolare sull’e-Procurement, sulla strategia digitale e sui servizi previsti dall’Unione europea per l’implementazione del Single Digital Market. Focus – come già sottolineato – sul progetto Italian Interoperable eProcurement – IIeP, co-finanziato dalla Commissione europea attraverso il programma CEF, a cui hanno partecipato ANAC, AgID, Consip Intercenter ed InVerso.

IIeP nasce con l’obiettivo di integrare il servizio europeo e-Certis con il Sistema di monitoraggio delle gare (SIMOG), gestito da Anac e le piattaforme di eProcurement nazionali, in conformità agli indirizzi di innovazione dei contratti pubblici dettati dalle Direttive europee 2014/25/UE, 2014/24/UE e 2014/23/UE.

Il principale risultato del progetto è l’aggiornamento del sistema di certificazione italiano SIMOG per lo scambio di informazioni relative ai criteri di ammissione, in conformità a quanto previsto dalle Direttive europee sugli appalti pubblici 2014/25/UE, 2014/24/UE e 2014/23/UE che impongono agli Stati membri di applicare progressivamente gli appalti elettronici, con l’obiettivo di migliorare le possibilità degli operatori economici di partecipare alle procedure di appalto in tutto il mercato interno.

In tal modo SIMOG estenderà la sua portata, consentendo da un lato agli operatori economici stranieri di partecipare alle procedure di gara italiane; e dall’altro alle amministrazioni aggiudicatrici italiane di allineare i criteri di ammissione per le procedure di gara per tutti i Paesi europei.

Il masterplan per lo sviluppo dei sistemi di eProcurement italiani include anche l’integrazione di SIMOG con TED. Implementando l’accesso interoperabile a e-Certis, l’azione proposta assicurerà accessibilità, connettività e interoperabilità trans-europee.

Questa estensione avverrà tramite l’integrazione in SIMOG del Requirements Mapper Framework. L’infrastruttura nazionale sarà collegata alla piattaforma e-Certis, implementando un protocollo di scambio di messaggi standardizzato che garantisce uno scambio di dati sicuro e affidabile e l’interoperabilità transfrontaliera.

La guida e-Certis

e-Certis è una guida ai documenti e ai certificati che devono essere presentati dalle imprese che intendono partecipare ad appalti pubblici in qualsiasi paese dell’Unione Europea. Sono davvero notevoli i vantaggi della guida: grazie a e-Certis, infatti, le imprese possono sapere quali documenti e certificati devono presentare a corredo della loro offerta per un appalto.

Allo stesso tempo, le amministrazioni aggiudicatrici hanno la possibilità di sapere quali documenti devono chiedere – o possono accettare – quando un’azienda presenta un’offerta per un appalto. Disponibile in 22 lingue ufficiali nell’ambito europeo, e-Certis non copre tutti i documenti che possono essere chiesti dalle amministrazioni aggiudicatrici, ma solo i documenti richiesti più frequentemente.

Le imprese che presentano offerte per appalti in un paese dell’UE diverso dal proprio possono essere invitate a presentare dei documenti che dimostrino che sono qualificate a partecipare all’appalto (articolo 4 della direttiva 2004/18/CE), ad esempio: che non sono state oggetto di sanzioni penali o inflitte da un organo professionale; che sono in regola dal punto di vista legale e finanziario; che dispongono di risorse sufficienti per l’esecuzione del contratto, e altro ancora.

Solitamente, la prova è costituita da un certificato rilasciato da un’amministrazione nazionale o da una dichiarazione del rappresentante legale dell’impresa, ufficializzata di fronte a un notaio o un giudice.

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