Controllo visivo automatico dello pneumatico: Pirelli vince il Premio Airi 2016 | Ingegneri.info

Controllo visivo automatico dello pneumatico: Pirelli vince il Premio Airi 2016

Pirelli Tyre ha vinto il Premio Oscar Masi per l'innovazione industriale, assegnato dall'Airi, con la sua tecnologia per il controllo visivo automatico dello pneumatico

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Pirelli Tyre ha vinto il Premio Oscar Masi per l’Innovazione industriale, il riconoscimento assegnato annualmente dall’Airi, l’associazione italiana per la ricerca industriale, durante la Giornata per l’innovazione industriale svoltasi a Roma il 24 maggio presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Il premio Oscar Masi, quest’anno dedicato al tema “Processi o prodotti innovativi in linea con il manufacturing intelligente del futuro”, è stato assegnato a Pirelli Tyre la tecnologia CVA – Controllo visivo automatico dello pneumatico, “Sistema automatico di analisi del prodotto finito mediante sistemi innovativi di visione artificiale”. Ha ricevuto il Premio l’Ing. Gianni Mancini, responsabile di “Processes and Equipment” per Pirelli Tyre, con lui i ricercatori coinvolti nello sviluppo dell’innovazione.

L’innovazione CVA è un robot che utilizza la visione artificiale per riconoscere, in modo automatico e senza interruzione del ciclo produttivo, eventuali difetti di ogni zona del pneumatico, garantendo risposte in tempi compatibili con il ciclo di produzione. Le metodologie di calibrazione e auto-diagnosi poggiano su avanzati algoritmi necessari all’elaborazione delle immagini e la conseguente individuazione dei difetti. Inoltre CVA integra robotica, visione artificiale 2D e 3D e Big Data, ed è interconnesso ad una infrastruttura IT di fabbrica ad elevate prestazioni, basata su comunicazioni ultraveloci nonché sistemi di storage dei dati che consentono la produzione e archiviazione di enormi quantità di dati (Big Data), interpretabili mediante tecniche di machine learning e data mining, con la finalità di monitorare e controllare il processo produttivo.

Gli aspetti innovativi tecnologici si riscontrano nell’utilizzo di telecamere ad alta velocità e nell’applicazione di metodi di visione artificiale per l’identificazione dei possibili difetti, mediante algoritmi di autoapprendimento, e il loro riconoscimento, con lo sviluppo di algoritmi ad elevata precisione che condividono risorse HW in maniera efficiente che consentono la riduzione del tempo ciclo di controllo.

Questa tecnologia si candida quale efficiente soluzione nell’ambito dei criteri di Industria 4.0 in alternativa all’attuale controllo visivo umano un lavoro ripetitivo, faticoso e usurante. Potenzialmente il Controllo Visivo Automatico può essere adattato ad altri settori industriali che richiedono il controllo visivo umano nei propri cicli produttivi con benefici sociali connessi al superamento di alcuni aspetti di lavoro usurante.

Marco Tronchetti Provera, ad di Pirelli ha dichiarato:
Ringrazio l’AIRI ed il Prof. Renato Ugo per avere assegnato il prestigioso premio OSCAR MASI 2016 al Gruppo Pirelli. Il Progetto Pirelli CVA – Controllo Visivo Automatico – che oggi viene premiato, ha l’obiettivo di superare il processo di controllo visivo manuale attraverso l’introduzione di tecnologie innovative basate sulla visione artificiale e l’automazione più spinta, ed è stato implementato dai nostri ricercatori prima della concorrenza”.

La giornata dell’Airi è stata l’occasione per fare il punto anche sulle misure fiscali recentemente varate per il sostegno alla ricerca industriale e allo sviluppo tecnologico del Paese. Per Airi il credito di imposta incrementale può aiutare a sostenere l’attuale trend positivo di crescita nell’industria degli addetti qualificati o specializzati, che dal 2010 al 2013 ha visto più di 12.000 nuovi addetti alla R&S, di cui 4.800 ricercatori, con una previsione in Italia di circa 46.000 ricercatori industriali. Inoltre questo provvedimento può favorire in Italia la ripresa degli affidamenti in outsourcing delle attività di ricerca e sviluppo tecnologico delle aziende, affidamenti che dal 2011 sono crollati del 26% attestandosi a 1.8 miliardi di euro nel 2013, con particolare riferimento a commesse affidate a centri di ricerca privati (-56%), a università (-53%), ad altre imprese del gruppo o esterne (-39%). Riattivare questa rete virtuosa di collaborazioni è condizione necessaria per ottimizzare le risorse del Paese nel campo della ricerca industriale e dello sviluppo tecnologico.

Più problematica, per Airi, è la situazione degli affidamenti di attività di ricerca da parte di imprese all’interno dello stesso gruppo, con particolare rilevanza per le quelle multinazionali che operano in Italia anche con strutture dedicate alla R&S. Questi affidamenti sono diminuiti del -29% nel triennio 2011-2013 e rischiano di essere non coperti dalla attuale normativa sia del Credito d’Imposta sia del Patent Box. Al riguardo si è messo in evidenza da parte di AIRI la necessità di pronti interventi migliorativi che tengano anche conto dell’importante apporto in Italia delle aziende multinazionali.
Secondo AIRI nel medio periodo occorrerà equilibrare, con maggiori componenti volumetriche e con più ampie disponibilità finanziarie, il sostegno fiscale agli investimenti in ricerca intra-muros, e non solo extra-muros, delle aziende. Senza questo riequilibrio c’è il rischio, infatti, che lo strumento fiscale possa creare effetti potenzialmente distorsivi, incentivando troppo la ricerca extra-muros rispetto a quella intra-muros.

E’ stato messo in evidenza inoltre che il Patent Box, premiando la valorizzazione dei risultati della ricerca svolta nel Paese, sia in termini di brevetti che di marchi, è in grado di attrarre in Italia attività da parte di multinazionali e di incentivare il già buon andamento della crescita delle invenzioni e delle innovazioni, frutto della ricerca e dell’innovazione tecnologica delle imprese italiane, incluse le multinazionali con sede in Italia e che svolgono attività di ricerca in Italia. Al riguardo i brevetti italiani depositati in Europa nel 2015 apportano un aumento dello 0,10% sul totale mondiale rispetto all’anno precedente (3.979 domande all’Ufficio Europeo Brevetti e 2.476 concessioni).

La misura può favorire inoltre la bilancia tecnologica per quanto riguarda lo scambio di licenze, marchi, modelli e disegni, che oggi ha un saldo negativo per -887 milioni.

Credito d’imposta per la ricerca e Patent Box sono iniziative politiche e misure ministeriali sulle quali è possibile costruire una valida architettura fiscale a sostegno della ricerca industriale delle imprese.” – ha commentato il Prof. Renato Ugo, Presidente di AIRI. “Si deve constatare, però, che sta sorgendo il pericolo di introdurre approcci interpretativi restrittivi o disincentivanti verso le attività di ricerca e sviluppo svolte da aziende innovative che operano in Italia in una dimensione di gruppo industriale, in particolare se multinazionale. Si potrebbe creare un precedente che è contrario allo spirito delle misure stesse che mirano a sviluppare il potenziale tecnologico del Paese nel suo insieme e ad attrarre in Italia investimenti non solo immateriali, ma anche strutturali dedicati alle attività di R&D di aziende multinazionali operanti in Italia”.

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