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Dall’Enac il nuovo regolamento sui droni

Pubblicato il nuovo regolamento Enac sugli aerei a pilotaggio remoto, elaborato per far fronte all'esplosione del mercato e alle relative problematiche di sicurezza

during the France Test Series Australian Wallabies squad announcement at the ARU HQ on May 22, 2014 in Sydney, Australia.
during the France Test Series Australian Wallabies squad announcement at the ARU HQ on May 22, 2014 in Sydney, Australia.
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Con il documento pubblicato il 16 luglio 2015 l’Enac, l’ente nazionale per l’aviazione civile, ha aggiornato il regolamento italiano per gli aerei a pilotaggio remoto, altrimenti detti droni. L’atteso nuovo regolamento va a fornire una serie di risposte certe agli operatori del settore, che ha conosciuto in brevissimo tempo un’esplosione notevole, ma che si è dovuto scontrare con limitazioni di vario genere – in particolare riferite alla sicurezza – considerate minacce per la crescita economica del comparto. La necessità di aggiornare il regolamento deriva anche dalla Commissione Europea, che con la Comunicazione 8 aprile 2014 ha assunto forti impegni per il sostegno allo sviluppo di questo settore, evidenziando il beneficio che ogni singolo paese può derivare da esso sia in termini di sviluppo economico sia per l’impatto positivo sui livelli occupazionali.

“I mezzi a pilotaggio remoto costituiscono oggi una forte innovazione nello scenario dell’aviazione civile e pongono notevoli sfide al sistema regolatorio, nell’individuazione di regole adeguate a fornire da un lato le necessarie garanzie di sicurezza ai cittadini che si servono del trasporto aereo ed ai cittadini sorvolati e dall’altro certezze nell’uso di tali mezzi per gli operatori economici che intendono farne uso”, si legge nella relazione introduttiva al  nuovo regolamento, a firma dell’ing. Alessandro Cardi, direttore dell’Enac.

“Il Regolamento”, aggiunge Cardi, “intende fornire le risposte alte tematiche sotlese alto sviluppo delle attività condotte con APR, proponendo un approccio bilanciato ai temi della sicurezza che tenga conto delte caratteristiche tecniche ed operative dei sistemi a pilotaggio remoto, delte modalità di occupazione dello spazio aereo, del contributo conferito dalla capacità di gestione dell’operatore e dalla qualificazione dei piloti di tali mezzi”.

Tra le novità principali, viene introdotta una classificazione per peso da cui deriva una differenziazione sulla criticità delle operazioni specializzate. Vengono definite due classi di APR con un limite di peso fissato a 25 kg, in linea con similari scelte fatte da altre Autorità dell’aviazione civile europee e dalla Aeronautica Militare che fissa attualmente a 20 kg detto limite. La seconda importante differenziazione si basa invece su aspetti operativi legati alla capacità del pilota di avere o meno in vista l’APR, operazioni VLOS o BLOS.

Il Regolamento introduce un nuovo titolo aeronautico per i piloti degli APR riconoscendo che la sicurezza delle operazioni dipende in modo sostanziale dalla capacità di essi. In tal senso viene ritenuto fondamentale il riconoscimento del ruolo dei piloti mediante un titolo aeronautico personale che ne attesti il percorso formativo e la capacità di conduzione.

Per tutti i sistemi di aeromobili a pilotaggio remoto di massa massima al decollo inferiore a 25 kg i livelli di sicurezza delle operazioni sono stabiliti assumendo quale riferimento sia la componente umana, pilota e operatore, che il mezzo aereo ed attribuendo alla affidabilità di quest’ultimo un contributo marginale per le operazioni non critiche e significativo ma non esaustivo per le operazioni critiche.

In altri termini se per le operazioni più semplici, operazioni non critiche condotte in condizioni VLOS , è accettabile conseguire un livello di sicurezza basato essenzialmente sulla capacità del pilota remoto, titolare di un titolo aeronautico in corso di validità, e semplici procedure operative, predisposte dall’operatore ed oggetto di sola dichiarazione, per le operazioni più critiche i requisiti tengono in maggior conto sia i mezzi aerei con livelli di affidabilità crescenti, che l’operatore mediante un sistema di autorizzazioni più pregnante.

In merito alla possibilità per un APR di massa operativa inferiore a 25 kg di sorvolare centri abitati nel contesto delle operazioni specializzate critiche, il Regolamento presuppone che le operazioni avvengano con livelli di sicurezza equivalenti a quelli dell’aviazione generale, che costituisce al momento il segmento maggiormente ad essi assimilabile.

Il regolamento in forma integrale è scaricabile di seguito o nella sezione Documenti.

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