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Digitale versus carta

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Il sindaco di Roma Alemanno e l’assessore Cavallari (Personale, Decentramento, Innovazione, Reti Informative) hanno presentato il programma di “dematerializzazione” dei documenti amministrativi del Comune che consisterà nella graduale sostituzione della carta con il digitale informatizzando gli atti, collegandosi ai diversi data base degli enti pubblici e sviluppando l’e-government (interattività tra cittadini e uffici con i servizi on line).

Il programma di digitalizzazione verrà avviato nel primo trimestre 2010, a partire da due Dipartimenti (Patrimonio-Casa e Risorse Economiche) e due Municipi (XII e XVIII), per un volume complessivo di circa 675.000 documenti. Nei 18 mesi successivi il processo interesserà l’intero Comune. Oggi il “ciclo” delle pratiche e dei documenti su carta, in entrata e in uscita, costa al Campidoglio – tra invio, protocollo, copie, deposito e conservazione – circa 85 milioni di euro l’anno.

Con la digitalizzazione si aboliscono gli archivi cartacei, qualsiasi documento può essere trovato subito da ogni postazione di lavoro e lo spazio occupato dagli archivi si può reimpiegare per funzioni attive eliminando la spedizione dei documenti con i corrieri.

Questo aumento d’efficienza è stimato – in base a studi del Politecnico di Milano – in circa 10 milioni di euro dopo il primo trimestre 2010 e in 50 milioni annui nel 2011, a processo ultimato. Con la “dematerializzazione” a regime, si diminuisce il consumo di carta in ragione di un milione 540 mila chili ogni anno, pari a 22 mila alberi non abbattuti.

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