Drex, l'antenna made in Veneto pronta al lancio stratosferico | Ingegneri.info

Drex, l’antenna made in Veneto pronta al lancio stratosferico

Un progetto in collaborazione con l'Agenzia spaziale europea: verificare l'espansione della membrana di questo grande ombrello a sei bracci è il cuore dell'esperimento

Il team del progetto Drex
Il team del progetto Drex
image_pdf

Pronti a volare, a 25 mila metri nella stratosfera con Drex, il prototipo di antenna per le comunicazioni subspaziali progettato da sette tra studenti di Ingegneria aerospaziale dell’Università di Padova e giovani ingegneri elettronici veneti, al quale si aggiunto un barese ma veneziano d’adozione, Vittorio Netti, responsabile della logistica e del fundraising del progetto.

Con il nostro prototipo Drex puntiamo a fare un esperimento sulla tecnologia di apertura di questa antenna – spiega Vittorio Netti – quello che è nuovo del nostro ombrello spaziale è l’apertura passiva, non ci sono motori. Con questo lancio che avverrà con un pallone stratosferico, avremo la possibilità di tentare un’apertura con una tecnologia di molle precompresse che hanno un sistema in tensione ed una ritenzione di cavo”. Questi tipi di antenne sono già utilizzate nell’ambito ingegneristico aerospaziale, ma l’esperimento del team veneto punta ad un’analisi del deployment che potrebbe avere, se verificata con successo, una lunga serie di utilizzi nel prossimo futuro.

“Sulla carta questa tecnologia ha un maggiore affidabilità rispetto alle aperture a motore – sottolinea Vittorio Netti – la nostra antenna ha una parabola fissa e un sistema di backup quando è chiusa. Ad esempio il rover su Marte è soggetto a coni d’ombra nello spazio: con questo sistema invece si potrebbero inviare dei palloni aerostatici su Marte che costerebbero meno e avrebbero minori problemi di interazione con la Terra. Questo è un primo utilizzo possibile di Drex una volta verificata la sua tenuta, ma quest’antenna sarebbe utile in caso di disastri naturali, per ripristinare i collegamenti delle comunicazioni e di Internet nelle zone colpite. Inoltre potrebbe essere utilizzata come pannello solare oltre l’atmosfera, ma lì andrebbe studiata una modalità per trasferire l’energia prodotta a terra”.

LA NASCITA DEL PROGETTO DREX

L’antenna Drex sarà lanciata in atmosfera il 18 ottobre dalla base di Esrange in Svezia al circolo polare artico: tutto nasce a dicembre del 2015 al primo Symposium on Space Educational Activities, organizzato dal Cisas di Padova. Durante il seminario il team leader Cristian Ambrosini e Stefano Di Marco scoprono il programma REXUS/BEUS, che mette a disposizione di gruppi di studenti la struttura logistica delle agenzie spaziali europee per il test di tecnologie innovative per l’aerospazio. Il primo step è stato presentare il progetto agli ingegneri dell’Agenzia spaziale europea, l’Esa, che ha avuto il compito di selezionare le migliori candidature arrivate da studenti di tutta Europa. A dicembre del 2016 è arrivato il benestare al progetto, che nel frattempo si è arricchito di professionalità ingegneristiche che rispondono ai nomi di Alessandra Bellina di Conegliano, unica ragazza del gruppo, studentessa di ingegneria elettronica in Danimarca, il veneziano Giorgio Tesser, il bellunese Loris Bogo, e due veronesi Filippo Marconi e Denis Soso ed ha trovato la sponda di 25 aziende, soprattutto venete, che hanno fornito ai giovani ingegneri aerospaziali la componentistica per realizzare l’antenna.

Antenna_Drex

I bracci dell’antenna sono in alluminio aeronautico 2024, mentre i frame sono di acciaio ma ci sono anche giunzioni di membrana siliconica per Drex. “Il nostro esperimento è costato 40mila euro – conclude Vittorio Netti – ed abbiamo attivato una campagna di crowfunding su indiegogo per raccogliere i fondi ma soprattutto abbiamo avuto il supporto di molte aziende che lavorano nel campo metalmeccanico, elettronico e ingegneristico”. Per loro il vantaggio è stato di aver partecipato ad una ricerca aerospaziale con dietro l’Esa. Il nostro gruppo di lavoro invece ha potuto godere di servizi di alto livello, con materiali e lavorazioni di alto livello, come le coperture termiche in carbonio. Le aziende che hanno supportato Drex hanno investito numerose ore lavoro, un’attenzione al valore del progetto e il segno di una lungimiranza aziendale nel credere nelle nuove generazioni.

DELLO STESSO AUTORE La Sonda Cassini si è spenta: dalla storia al tuffo finale

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
Drex, l’antenna made in Veneto pronta al lancio stratosferico Ingegneri.info