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Droni e sicurezza: approvate le nuove norme europee

Il Parlamento europeo dà il via libera a una serie di modifiche al regolamento sulla sicurezza per droni e operatori di droni. L’obiettivo: superare le diversità tra i Paesi per dare una spinta a un settore promettente

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Bando al far west delle normative, via libera a un livello di sicurezza comune a tutti gli Stati membri dell’Ue. Lo scorso 12 giugno 2018 il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva le nuove norme per i droni e gli operatori di droni, nate sulla scia dell’accordo raggiunto nel novembre 2017 con l’obiettivo di garantire un livello comune di sicurezza e superare le diversità a livello nazionale così da rimuovere gli allo sviluppo del mercato.
Oggi i droni di peso inferiore a 150 kg sono di competenza delle autorità nazionali e pertanto i fabbricanti e gli operatori sono soggetti a requisiti di progettazione e di sicurezza differenti da Paese a Paese. Questo elemento comporta naturalmente un limite allo sviluppo di un mercato che viene indicato da più parti come vivissimo e promettente: si stima infatti che la tecnologia del drone civile potrebbe rappresentare circa il 10% del mercato dell’aviazione dell’UE nei prossimi 10 anni, per un valore di circa 15 miliardi di euro all’anno e circa 150 mila posti di lavoro nell’UE entro il 2050 generati da questo sviluppo.

Cosa prevedono le nuove regole

Con il nuovo pacchetto di norme i droni dovrebbero essere progettati in modo da poter essere utilizzati senza mettere a repentaglio le persone. In base al rischio connesso, ad esempio al peso del drone o all’area operativa, il drone avrà bisogno di dotarsi di caratteristiche specifiche, come l’atterraggio automatico, nel caso in cui l’operatore perda il contatto con il drone, o i sistemi anticollisione.
Gli operatori dei droni avranno l’obbligo di essere a conoscenza di tutte le regole in vigore e essere in grado di operare in sicurezza. Ciò significa che alcuni di loro dovranno seguire un corso di formazione prima di poter utilizzare un drone.
Per favorire l’identificazione in caso di incidente, gli operatori di droni dovranno essere iscritti in registri nazionali e i loro droni contrassegnati per l’identificazione. Ciò non si applicherà agli operatori di droni più piccoli.

Sulla base di questi principi fondamentali, la Commissione europea ha il compito di elaborare norme più dettagliate a livello UE, quali i limiti massimi di altitudine e di distanza per il volo dei droni, e di stabilire quali operazioni e quali tipi di droni dovrebbero essere certificati in base al rischio che comportano. Le norme determineranno inoltre quali operatori dovranno seguire una formazione supplementare ed essere registrati e quali droni dovranno essere dotati di dispositivi supplementari di sicurezza.
Naturalmente le norme dovranno ora essere formalmente approvate dai ministri dell’UE, prima che la legislazione possa entrare in vigore.

Le novità per la sicurezza aerea

Oltre a stabilire le regole comunitarie sui droni, il pacchetto di modifiche aggiorna la legislazione UE sulla sicurezza aerea. In particolare, sarà rafforzata la cooperazione tra l’Agenzia dell’UE per la sicurezza aerea (AESA) e le autorità nazionali per quanto riguarda la valutazione dei rischi in relazione al sorvolo delle zone di conflitto. Inoltre, la Commissione sarà incaricata di elaborare norme per ottenere in tempo reale i dati dai registratori di volo (“scatola nera”) in caso di emergenza di un aeromobile, così da accelerare gli interventi di emergenza.

Il testo approvato è disponibile qui

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