Edifici stampati in 3D: Aecom si allea con i cinesi di WinSun | Ingegneri.info

Edifici stampati in 3D: Aecom si allea con i cinesi di WinSun

La multinazionale basata a Los Angeles ha firmato un accordo con l’emergente società cinese specializzata nella realizzazione di edifici stampati 3d che nei prossimi anni realizzerà 1.500 abitazioni in Arabia Saudita

© ChinaFotoPress
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Fra i primi esperimenti europei, che vedono la Francia all’avanguardia a livello continentale, e i grandi progetti in partenza a livello internazionale, la realizzazione di costruzioni attraverso processi di produzione additiva si sta progressivamente allontanando dagli ambiti della sperimentazione pura e dei prototipi per entrare nella pratica di tutti i giorni, anche se molta strada deve essere ancora fatta. Lo sta facendo promettendo costi inferiori e tempi ridotti, maggiore attenzione alla sostenibilità del costruito e dei suoi processi e cantieri più semplici e puliti rispetto a sistemi che in centinaia di anni hanno ormai costruito una solida tradizione.

Mentre a Nantes Bouygues Construction, uno dei principali operatori economici d’Oltralpe, sta lavorando alla realizzazione del primo prototipo di abitazione sociale stampata 3d, Casa YHNOVA, la multinazionale basata a Los Angeles Aecom, attiva a scala planetaria nella fornitura di alto livello di servizi di progettazione, ingegnerizzazione e gestione di cantieri complessiha stipulato un accordo di programma con la società cinese WinSun che dà il via a una collaborazione triennale per lo sviluppo congiunto delle tecnologie di stampa 3d applicate al mondo delle costruzioni e la loro migliore integrazione nei processi progettuali e costruttivi.

Yingchuang Building Technique, più conosciuta come WinSun, è più giovane e meno nota. Basata a Shanghai, è balzata agli onori delle cronache di settore nel 2014, quando in un giorno solo realizzò, nel quartiere Qingpu di Shanghai, 10 case indipendenti stampate 3d dimostrative della tecnica da loro sviluppata. Basata su una prefabbricazione che si realizza attraverso una stampante lunga più di 30 m, alta più di 6 m e larga 10 m, produce in laboratorio gli elementi costitutivi degli edifici, progettati con sistemi Bim, per poi trasportarli e assemblarli in cantiere. Il punto di partenza di un processo più ecologico che promette di ridurre l’utilizzo dei materiali del 60%, diminuire del 30% i tempi di realizzazione della costruzione e impegnare l’80% in meno di una manodopera decisamente più qualificata (positività ma anche rischio per il futuro), è un impasto che, potendo anche utilizzare materiali di recupero, mischia cemento, sabbia, fibra di vetro e un agente indurente.

L’anno successivo al Suzhou Industrial Park sono arrivati un edificio residenziale di sei piani e oltre 1.000 mq e una villa, entrambi realizzati ricorrendo alla stessa tecnica che stampa tridimensionalmente pareti e componenti, dando loro resistenza e portanza attraverso il disegno di rinforzi diagonali interni, per poi assemblarli in cantiere, sorretti da un telaio di travi e pilastri metallici, e isolarli adeguatamente.

Particolarmente attiva in Cina e in Medio Oriente, nel 2016 WinSun ha realizzato a Dubai il suo primo ufficio stampato 3d. Con i suoi 250 mq e le sue avveniristiche forme, è stato sede temporanea della Dubai Future Foundation, che sta curando lo sviluppo di un progetto molto ambizioso, la “Dubai 3d printing strategy”, attraverso la quale la città emiratina vuole diventare entro il 2030 il principale hub per lo sviluppo delle tecnologie di stampa 3d per il mondo delle costruzioni ma anche nei settori medicali e della produzione di oggetti. La Printing strategy consolida anche il ruolo della città fra le avanguardie della sperimentazione in molti campi, considerando anche che, insieme ad Abu Dhabi, è anche luogo in cui si sta lavorando alla realizzazione di un collegamento a velocità supersonica affidato a Hypeloop One e BIG.

L’attività di WinSun continua la sua espansione anche per questo 2017. A inizio anno ha infatti firmato un contratto da oltre 1 miliardo di euro con Al-Mobty Contracting per la realizzazione di 1,5 milioni di case stampate 3d in Arabia Saudita, che dovrebbero essere costruite nei prossimi anni per assorbire l’incremento di popolazione in previsione e mantenere le promesse di nuove abitazioni fatte per smorzare le proteste di piazza scoppiate anche nel paese nel 2011. E, da adesso in poi, può contare anche su AECOM.

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