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ENEA inaugura CRESCO6, il supercomputer più potente del Mezzogiorno

CRESCO6, che effettua 700mila miliardi di operazioni matematiche al secondo, è uno dei fiori all'occhiello di ENEA nel settore HPC

Il supercomputer dell'ENEA a Portici
Il supercomputer dell'ENEA a Portici
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CRESCO6 è il nuovo supercomputer sviluppato da ENEA presso il centro ricerche di Portici in provincia di Napoli, ormai da tempo casa di questi dispositivi di calcolo. Il computer, inaugurato ufficialmente il 31 maggio scorso, è – con una capacità di computazione pari a a 700mila miliardi di operazioni matematiche al secondo (700 TeraFLOPS) – il più potente del Mezzogiorno italiano. La ricerca è l’esito della partnership tra ENEA e CINECA, il maggiore centro di calcolo in Italia: CRESCO6 sarà impiegato insieme ad altri due supercomputer (da 125 TeraFLOPS complessivi) già operativi nel Centro ricerche ENEA di Portici.

Presenti all’inaugurazione rappresentanti delle aziende Eni e Avio e il professor Jack Dongarra dell’università del Tennessee, luminare della supercomputazione. Il team di ricerca che ha realizzato CRESCO6 punta a impiegare il supercomputer in attività di ricerca e sviluppo a supporto di enti pubblici, aziende e università.

CRESCO6, supercomputer al servizio del Paese

Con CRESCO6 miriamo a diventare un punto di riferimento nazionale per enti pubblici, università e imprese ad alto contenuto tecnologico – spiega Silvio Migliori, responsabile della divisione ENEA Sviluppo Sistemi per Informatica e ICT –fornendo strumenti di simulazione e modellistica di ultima generazione”.

Così invece Giovanni Bracco, responsabile del laboratorio ENEA Infrastrutture per il Calcolo Scientifico: “Grazie a una potenza di calcolo 7 volte superiore alle precedenti versioni, saremo in grado di effettuare in poche settimane elaborazioni dati che prima richiedevano un anno di lavoro, come creare modelli predittivi per lo studio del cambiamento climatico e previsioni dell’inquinamento dell’aria con un dettaglio territoriale molto accurato”.

I possibili settori d’impiego del supercomputer, oltre a clima e qualità dell’aria, sono:

  • studio di nuove soluzioni e materiali per la produzione di energia pulita;
  • simulazioni per la gestione delle infrastrutture critiche;
  • biotecnologie;
  • chimica computazionale;
  • fluidodinamica per il settore aerospaziale;
  • sviluppo di codici per la fusione nucleare.

L’obiettivo è ora di completare l’infrastruttura con una connessione di rete a 10 Gb/s e di potenziare le attività di elaborazione dei big data nei settori energia, mobilità sostenibile, smart city e tutela dei beni culturali, ma anche garantire la nostra partecipazione a centri di eccellenza a livello internazionale, come l’Energy oriented Centre of Excellence for computing applications (EoCoE), di cui ENEA è partner”, dichiara Massimo Celino, esperto di ENEA in scienza dei materiali computazionale.

EoCoE – centro di eccellenza sulle applicazioni del supercalcolo – è uno degli otto centri di ricerca europei finanziati dal programma UE Horizon 2020, che ha l’obiettivo di garantire e migliorare il posizionamento europeo nel settore strategico dell’HPC (High Performance Computing) e accelerare la transizione energetica verso un’economia low carbon. 

Questi i principali campi in cui si muove la ricerca dell’EoCoE: nuovi materiali, cambiamenti climatici, ricerca sulla fusione nucleare, gestione dell’acqua e sviluppo di nuovi modelli numerici. CRESCO6, con le sue super-capacità computazionali, rientra nelle infrastrutture HPC in grado di imprimere una netta accelerazione al lavoro svolto dai centri di eccellenza europei e dai partner, come ENEA.

 

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