Eni avvia la produzione del pozzo ad olio di Goliat - gallery | Ingegneri.info

Eni avvia la produzione del pozzo ad olio di Goliat – gallery

Avviata l'estrazione dal giacimento ad olio di Goliat, nel Mare di Barents al largo della Norvegia. L'attività è stata realizzata tramite quella che Eni definisce l'unità galleggiante di produzione e stoccaggio cilindrica (FPSO) più sofisticata al mondo

Fonte: ENI
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Eni annuncia di aver avviato l’estrazione dal giacimento di Goliat, il giacimento off shore più a Nord del mondo. Goliat è situato a 85 km a nord ovest di Hammerfest, nella Licenza 229 (PL 229), in una zona priva di ghiacci del Mare di Barents, al largo della Norvegia.

Primo giacimento a olio ad entrare in produzione nel Mare di Barents, è stato sviluppato attraverso quella che Eni annuncia come la più grande e sofisticata unità galleggiante di produzione e stoccaggio cilindrica (FPSO) al mondo. La Fpso ha una capacità di 1 milione di barili di olio ed è stata costruita con avanzate tecnologie per affrontare le sfide tecnico-ambientali legate all’operatività in ambiente Artico.

Operare nell’Artico significa lavorare in un contesto molto complesso dal punto di vista ambientale, data la ricchezza di biodiversità e la particolare sensibilità degli ecosistemi locali. Le attività devono essere condotte con l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia, norme ad hoc per garantire la sicurezza degli operatori e una collaborazione continua con le comunità locali. Il progetto ha impiegato sistemi tecnici a basso rischio per l’ambiente e per le persone impiegate, pur considerando le condizioni estreme che caratterizzano l’area:

  • l’inverno artico, con bassissime temperature e lunghi mesi di oscurità
  • le mutevoli e a volte pessime condizioni del mare
  • il fragile ecosistema presente
  • la costruzione di impianti sottomarini.

Secondo le previsioni Eni la produzione giornaliera raggiungerà 100.000 barili di olio al giorno (65.000 barili di olio al giorno in quota Eni). Si stima che il giacimento contenga riserve pari a circa 180 milioni di barili di olio.

La produzione avverrà attraverso un sistema sottomarino composto da 22 pozzi (17 dei quali già completati), di cui 12 sono pozzi di produzione, 7 serviranno a iniettare l’acqua nel giacimento e tre per iniettare gas. Goliat, inoltre, utilizza le soluzioni tecnologiche più avanzate per minimizzare l’impatto sull’ambiente. Goliat riceve energia elettrica da terra per mezzo di cavi sottomarini, il che permette di ridurre le emissioni di CO2 del 50% rispetto ad altre soluzioni, mentre l’acqua e il gas prodotti sono re-iniettati nel giacimento.

“L’avvio di Goliat rappresenta una tappa importante nel piano di crescita di Eni e contribuirà in modo significativo alla generazione di cash flow” afferma la nota stampa Eni. “Nella Licenza 229, Eni detiene una quota del 65% (operatore), mentre la norvegese Statoil detiene il rimanente 35%.”

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