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Etichette energetiche: negli elettrodomestici stop a “A++” “A+++”…

In vigore le nuove etichette sull’efficienza energetica di apparecchi di uso comune, come frigoriferi, lavatrici, aspirapolveri. Spariscono le tre categorie energetiche oltre la A: A+, A++, A+++

etichetta energetica 2017
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Stop a “A++” A+++” o ad altre sigle criptiche: sull’efficienza energetica di apparecchi di uso comune, come frigoriferi, lavatrici, aspirapolveri, televisori, arrivano nuove etichette più chiare: è in vigore  la nuova classificazione degli elettrodomestici secondo il consumo energetico approvata dal Parlamento europeo. Il testo, di cui è stato relatore l’europarlamentare italiano Dario Tamburrano, introduce una nuova scala per determinare l’efficienza energetica degli elettrodomestici.

Si tratta del regolamento 4 luglio 2017, n. 2017/1369/UE che introdurrà, a partire dal 2019, nuove etichette energetiche per consentire ai consumatori di scegliere  prodotti a basso consumo riducendo così i costi per famiglie e imprese.

Etichettatura energetica: dopo il rodaggio, arrivano i miglioramenti

Le etichette relative all’efficienza energetica delle apparecchiature che consumano energia esistono ormai da vent’anni.

Obbligare i costruttori ad apporre agli elettrodomestici più diffusi (frigoriferi, congelatori, lavatrici, lavastoviglie ecc.) un’etichetta energetica ha lo scopo di informare i consumatori sul loro consumo di energia.  L’etichetta energetica riporta anche altre informazioni: il consumo medio annuo dell’apparecchio, il volume disponibie per gli alimenti freschi e quelli congelati nel caso dei frigoriferi, il consumo di energia per ogni ciclo di lavaggio nel caso di lavatrici e lavastoviglie, il consumo di acqua, il livello di rumorosità…

Con un’informazione chiara sui consumi delle apparecchiature, i consumatori possono optare per elettrodomestici che consumano meno.

Ed è questa la tendenza che si è verificata nel mercato europeo da quando vige l’obbligo dell’etichettatura energetica degli elettrodomestici: l’acquisto si è orientatato sempre più verso elettrodomestici efficienti.

I produttori, dal canto loro, sono indotti a migliorare le prestazioni energetiche dei loro prodotti in modo da soddisfare la tendenza della domanda: fino al 2000 il modello medio sul mercato era di classe D (una classe energetica di medio consumo); dopo 10 anni, la maggior parte dei grandi elettrodomestici presenti sul mercato è in classe A (la classe più efficiente).

Le vecchie norme hanno dunque raggiunto un  ottimo risultato, ma tutto è perfettibile.

L’Unione europea si è infatti impegnata a dar vita all’Unione dell’energia con politiche volte a moderare la domanda di energia e limitare le emissioni di gas a effetto serra. E’ in questo quadro si inserisce la nuova disciplina

“L’etichettatura dell’efficienza energetica consente ai consumatori di procedere a scelte informate in merito ai prodotti connessi all’energia efficienti e sostenibili e apporta quindi un contributo di rilievo al risparmio energetico e alla riduzione degli importi delle fatture energetiche. Parlamento europeo, 6 luglio 2016

Il regolamento Ue subito applicabile (senza recepimento…)

Le nuove regole sull’etichettatura del consumo energetico degli elettrodomestici, che abrogano la storica direttiva 2010/30/Ue, sono in vigore dal 1° agosto 2017.

Infatti, al fine di rendere le nuove regole uniformi e subito operative in tutta la Ue, Parlamento europeo e Consiglio hanno scelto lo strumento del regolamento (regolamento 4 luglio 2017, n. 2017/1369/Ue) che si applica senza recepimento.  E’ tuttavia previsto un regime transitorio.

I nuovi obblighi informativi a carico di produttori e distributori scattano dal 1° gennaio 2019.

Per gli elettrodomestici immessi sul mercato dal 1° agosto 2017 al 1° gennaio 2019 il fornitore inserisce le informazioni nella banca dati delle informazioni creata dalla Commissione Ue.

 Piú tutele per i consumatori

Le etichette saranno apposte sui prodotti in formato stampato e consultabili online.

Nel caso di aggiornamenti che incidano sull’efficienza energetica di un prodotto già acquistato, il fornitore dovrà informare il cliente.

Qualsiasi annuncio visivo o materiale promozionale tecnico dovrà far riferimento alla classe di efficienza energetica e alla scala disponibile sull’etichetta. Saranno inoltre lanciate campagne di informazione per i consumatori, al fine di evidenziare le versioni appena introdotte delle etichette.

Infine, la Commissione dovrà creare un database di prodotti, con informazioni tecniche per aiutare le autorità nazionali a monitorare la loro conformità, e un portale online per il pubblico.

Dovrà inoltre aiutare le autorità di vigilanza del mercato e fornire ai consumatori informazioni aggiuntive sui prodotti, oltre a elaborare le linee guida per l’applicazione del regolamento e le migliori pratiche da attuare per il test dei prodotti.

 Etichette aggiornate allo sviluppo tecnologico

Attualmente nell’Unione europea ci sono nove tipi di etichette energetiche che vanno da A+++   a D, oppure da A a G, o ancora da A++ a E: un vero labirinto.

Questa confusione è stata prodotta dai progressi nell’efficienza energetica degli elettrodomestici, non previsti dalle etichette precedenti. Un frigorifero di oggi, ad esempio, consuma il 70% in meno di uno di venticinque anni fa: per questo motivo si sono dovuti inserire uno o più simboli + davanti alla classe.

Con la nuova normativa il consumo dell’elettrodomestico è riportato utilizzando una scala di sette livelli, dalla A sino alla G. La lettera A indica la classe energetica più efficiente (consumi bassi), la lettera G la meno efficiente (consumi più alti).

etichetta scala consumi

Sparisce dunque la classificazione che prevedeva tre categorie energetiche oltre la A: A+, A++, A+++.

etichetta a+++

Per tenere il passo con i miglioramenti tecnologici sull’efficienza energetica, ogni volta che il 30% dei prodotti venduti sul mercato Ue rientrerà nella classe A, o quando il 50% dei prodotti rientrerà nelle prime due classi di efficienza energetica A e B, la scala sarà aggiornata.

Database online: in un link il confronto prodotti/ consumi

Per la prima volta in Europa, tutti i prodotti che verranno messi sul mercato dovranno essere registrati anche in una banca dati online, che avrà diverse funzioni utili e fruibili da parte di autorità di sorveglianza,  fabbricanti, negozianti, installatori, ma anche e soprattutto cittadini.

Una sezione del database sarà infatti pubblica e trasparente  e conterrà diversi dati e informazioni sia per chi deve fare un acquisto, sia per  eventuali applicazioni e software sviluppabili in futuro.

A questo fine l’etichetta dovrà contenere uno strumento (QRcode, link o simile)  per accedere alle informazioni online nel database.

Ebbene –spiega Dario Tamburrano– insieme alle nuove etichette nascerà un database in open data cui sarà possibile collegarsi direttamente attraverso un telefonino ed un QR code, un link o simili presente sull’etichetta e potrà fornire agli acquirenti nelle 24 lingue dell’Unione non solo una serie di informazioni impossibili da stipare su un pezzo di carta, ma consentirà anche di sviluppare applicazioni per smartphone che permetteranno a cittadini e imprese di fare confronti immediati fra i diversi modelli e di scegliere quello che offre il miglior risultato tra l’investimento iniziale e il risparmio nel tempo rispetto non ad una media generica ma in rapporto alle abitudini personali di utilizzo.

Il database sarà operativo (sarà la Commissione a doverlo creare) a partire dal 1 gennaio 2019.

Riscalaggio

I “più” verranno dunque eliminati. Ma non per tutti i prodotti nello stesso momento.

Sono stabiliti termini fissi per il primo riscalaggio di tutti i prodotti etichettati, in base a tre categorie di prodotti:

  • sei anni come termine generale, più 18 mesi supplementari per la comparsa dell’etichetta nei negozi;
  • 15 mesi per i prodotti “bianchi” (lavastoviglie, frigoriferi, lavatrici), più 12 mesi supplementari per la comparsa dell’etichetta nei negozi, e nove anni per scaldacqua e caldaie con una clausola sunset di 13 anni.

Quando tutte le etichette A+ saranno scomparse dal mercato, un ulteriore riscalaggio sarà avviato da un’eccedenza nelle classi superiori, pari cioè al 30% nella classe A o al 50% nella classe A+B.

Al momento del riscalaggio le due classi superiori restano vuote, con l’obiettivo di un periodo di validità dell’etichetta di 10 anni.

“Sono le etichette 2.0” la nuova frontiera dell’efficienza energetica

Le etichette relative all’efficienza energetica delle apparecchiature che consumano energia, unite all’ecodesign, ossia all’introduzione progressiva di criteri più severi per le apparecchiature in produzione, consentono un risparmio energetico stimato dalla Commissione europea in 175 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio entro il 2020: “all’incirca la quantità di energia consumata in un anno dall’Italia”, spiega Dario Tamburrano.

Il nuovo labelling permetterà un risparmio pari a 17 miliardi di tonnellate di petrolio equivalente, pari al consumo energetico dei Paesi baltici: Estonia, Lettonia e Lituania”. “Ma guardiamo anche oltre rendendo possibile la commercializzazione di elettrodomestici che interagiscono con la rete elettrica e si attivano quando l’energia costa meno o é in sovrabbondanza, magari nel caso in cui una famiglia abbia sul tetto di casa dei pannelli fotovoltaici”. “Le etichette 2.0 – continua – vanno a braccetto con un database contenente una gran quantità di informazioni aggiuntive. un QR code, un link o simili dovrà permettere di raggiungere il database direttamente dall’etichetta anche attraverso un telefonino. Il database con dati aperti e accessibili a tutti consentirà di sviluppare applicazioni per smartphone in grado di effettuare confronti immediati fra i vari modelli ed individuare quello che offre il maggiore risparmio di energia – quindi di denaro – rispetto alle abitudini personali di impiego. Inoltre i fabbricanti avranno facoltà di inserire sull’etichetta il simbolo che indica la capacità di un’apparecchiatura di essere smart.

Leggi anche: 6° Rapporto Annuale sull’Efficienza Energetica dell’ENEA

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