Fare asfalto con le deiezioni dei maiali è possibile | Ingegneri.info

Fare asfalto con le deiezioni dei maiali è possibile

Il progetto Swine Manure ha sviluppato un metodo in grado di ottenere del collante per la produzione di asfalto ricavato dagli escrementi dei suini come sostituto – appunto – del petrolio

© Carla Kucinski
© Carla Kucinski
image_pdf

Trovare un’alternativa al petrolio (nei suoi usi di derivazione) è da sempre stato lo scopo principale di tutte le ricerche indirizzate a programmi di ecosostenibilità e sviluppo di energie rinnovabili. L’ultima in ordine di tempo ha portato un gruppo scientifico della North Carolina Agricultural and Technical State University a brevettare un metodo in grado di ottenere del collante per la produzione di asfalti ricavato dagli escrementi dei suini come sostituto – appunto – del petrolio.

Gli allevamenti intensivi dei maiali presentano, tra i vari problemi non solo ambientali, anche lo smaltimento di una quantità di letame (oltre 160 miliardi di litri all’anno) attualmente solo in minima parte riconvertito in fertilizzanti. Da qui l’idea dei ricercatori americani di analizzare i possibili impieghi che questo materiale, ricco di componenti oleose assai simili a quelle del petrolio, può sicuramente garantire.

Inadatto alla conversione in carburante, ha però superato una serie di test che l’hanno indicato idoneo a essere utilizzato come collante nella composione di materiali bituminosi come l’asfalto, ad un costo irrisorio di poco meno di 15 centesimi di dollaro a litro. L’“asfalto dei maiali” rappresenta così un’idea interessante, che risolve anche il problema dello smaltimento.

Pezzi di asfalto realizzati con il letame die maiali © National Science Foundation

Pezzi di asfalto realizzati con il letame dei maiali © National Science Foundation

La scienziata Ellie Fini, a capo del gruppo di ricerca, grazie al sostegno della National Science Foundation ha potuto depositare il brevetto della lavorazione del letame e ha costituito la Bio-Adhesive Alliance, la società che si occuperà della produzione.

Il ricercatore Daniel Oldham, nell’allevamento della N.C. A&T State University © Carla Kucinski

Il ricercatore Daniel Oldham, nell’allevamento della N.C. A&T State University © Carla Kucinski

“Stiamo cercando di migliorare la sua resistenza, – dichiara la Fini – affinché non risenta troppo delle condizione climatiche che possono renderlo instabile, e di fornire un più dettagliato quadro dei costi, perché sia davvero conveniente pensarlo come sostituto del petrolio.”

In attesa di questi risultati definitiva, non resta che sperare che la materia prima (di cui si dispone in quantità davvero elevate) porti a una commercializzazione a pieno regime del prodotto in tempi molto rapidi.

Leggi anche: Biopolimeri: ecco il manichino biodegradabile

Copyright © - Riproduzione riservata
Fare asfalto con le deiezioni dei maiali è possibile Ingegneri.info