Gli ingegneri biomedici e clinici presto in un elenco nazionale | Ingegneri.info

Gli ingegneri biomedici e clinici presto in un elenco nazionale

Nel disegno di legge Lorenzin in materia di riordino delle professioni sanitarie, anche la proposta di elenco nazionale degli ingegneri biomedici e clinici. Lo ha detto il consigliere Cni, Angelo Valsecchi

Angelo Valsecchi, Consigliere Segretario del Consiglio Nazionale degli Ingegneri
Angelo Valsecchi, Consigliere Segretario del Consiglio Nazionale degli Ingegneri
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È stata proposta l’istituzione di un elenco nazionale degli ingegneri biomedici e clinici: a renderlo noto è Angelo Valsecchi, Consigliere Segretario del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, all’interno del suo intervento tenuto al XVII Convegno Nazionale AIIC (Associazione Italiana Ingegneri Clinici).

Dice Valsecchi:
“Non ci può essere innovazione senza ingegneri. Ciò è vero a maggior ragione in un settore come quello sanitario che deve prepararsi ad affrontare sfide importanti nelle quali gli ingegneri rappresentano un pilastro imprescindibile. L’Italia tradizionalmente caratterizzata da una forte vocazione umanistica, sta diventando un paese a ‘trazione scientifica’.”

La conferma arriva dai dati elaborati dal Centro Studi del CNI che attestano l’aumento del numero di immatricolati nelle università e il consolidamento della propria leadership da parte dei percorsi ingegneristici. Crescono, ad esempio, i laureati in ingegneria biomedica: quasi mille nel 2015.

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“Sulla scorta di questa realtà in evoluzione, il CNI è riuscito ad ottenere un importante risultato. Con l’articolo 8 del disegno di legge Lorenzin in materia di riordino delle professioni sanitarie, infatti, è stata proposta l’istituzione di un elenco nazionale degli ingegneri biomedici e clinici”.
Il provvedimento cui si fa riferimento attualmente è all’esame della XII Commissione della Camera. Angelo Valsecchi ha anche sottolineato come la Rete sia impegnata attivamente nella valorizzazione della presenza degli ingegneri clinici nella PA, dal momento che in un settore cruciale come quello sanitario è necessaria un’adeguata rappresentanza di questa figura professionale. A questo proposito, il Centro Studi CNI sta effettuando un monitoraggio all’interno delle aziende sanitarie locali, per verificare la presenza di ingegneri nei dipartimenti e servizi adibiti alla Prevenzione e Sicurezza (SPRESAL) e all’Impiantistica e Antinfortunistica (SIA). Dalle prime indicazioni si ricava che, nonostante le attività svolte sfocino frequentemente in materie tecniche afferenti alla professione ingegneristica, persiste la propensione all’inserimento di figure sanitarie nelle posizioni apicali. Il che solleva una serie di criticità a detrimento, della sicurezza. E’ ipotizzabile, infatti, una correlazione tra il numero basso di figure ingegneristiche nelle piante organiche e l’aumento degli infortuni mortali.

“Per questi motivi – ha concluso Angelo Valsecchi – il CNI si sta preparando ad affrontare una grande battaglia a favore degli ingegneri clinici. Una battaglia tesa a spostare il baricentro dalla promozione delle nuove tecnologie biomedicali alla loro valorizzazione nell’interesse generale mediante l’affidamento della loro gestione a persone realmente competenti e certificate”.

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