Ict: al primo posto per investimenti in innovazione | Ingegneri.info

Ict: al primo posto per investimenti in innovazione

wpid-6155_MSS.jpg
image_pdf

Ricerca e sviluppo Ict in Italia: una nuova partnership tra università, industria e sistema finanziario per competere dopo la crisi è il titolo del convegno organizzato nei giorni scorsi da Anitec, l’associazione nazionale industrie informatica, telecomunicazioni ed elettronica di consumo aderente a Confindustria Anie.

L’incontro ha rappresentato l’occasione per tracciare lo stato dell’arte del settore e delineare prospettive di sviluppo future. Nel 2009 l’Information & communication technology ha generato un fatturato aggregato di 9,2 miliardi di euro, e ha investito in attività di ricerca e sviluppo circa l’8% dei ricavi: un valore 8 volte superiore alla media degli altri settori produttivi, coprendo il 14,8% della spesa in R&S dell’intera industria manifatturiera italiana. in aumento rispetto allo stesso dato, che nel 2008 ammontava al 13,2%)

Di fatto, le attività di ricerca e sviluppo nell’Ict hanno avuto un andamento anticiclico rispetto al mercato: nonostante il fatturato aggregato abbia registrato una flessione del 16,8%, il comparto ha investito l’8% in R&S, un valore supera di 1 punto percentuale la media registrata nel periodo pre-crisi, che si attestava al 7% tra il 2004 e il 2007.

Questi sforzi si inseriscono nell’ambizioso traguardo posto dalla Commissione Europea nell’ambito dell’Agenda digitale volto a mantenere il ritmo di incremento del 20% del bilancio annuale di R&S per l’Ict in Europa sino al 2013, riconoscendo alle tecnologie digitali un ruolo chiave per la crescita sostenibile, l’innovazione e l’occupazione.

Durante il convegno, sono stati messi a confronto 8 fra i più importanti player del settore con i principali rappresentanti delle istituzioni, della formazione accademica e del sistema finanziario, allo scopo di rafforzare le opportune sinergie necessarie a porre le basi per il futuro sviluppo dell’Italia. Le aziende hanno anche presentato i loro programmi di ricerca volti allo sviluppo delle reti infrastrutturali di nuova generazione e di servizi innovativi per i settori economici sia pubblici che privati.

A tal proposito, in un quadro più generale di razionalizzazione e semplificazione degli strumenti di incentivazione esistenti, le aziende auspicano una focalizzazione delle policy di stimolo agli investimenti in ricerca e sviluppo su alcune azioni particolari. Innanzitutto, chiedono di trasformare il credito d’imposta in un meccanismo strutturale permanente, la cui attuazione sarebbe auspicabile in un’ottica di medio periodo e in assenza di plafond; dedicare misure specifiche al settore delle tecnologie digitali all’interno dei grandi programmi aggregati destinati ai settori industriali e, infine, privilegiare la settorialità rispetto alla territorialità nei finanziamenti specifici orientandosi, in particolare, sulle aree tematiche di ricerca riconosciute come strategiche dal punto di vista della reale incidenza sulla competitività del nostro sistema economico.

Infine, con specifico riferimento alla collaborazione tra industria e università, è stato sottolineato come il rapporto sconti ancora un pesante fardello dal punto di vista della burocrazia che talvolta rende inefficaci strumenti già esistenti, come ad esempio i cosiddetti spin off universitari. “Anitec intende operare affinché anche nel nostro Paese si possano perseguire con forza gli obiettivi strategici delineati a livello europeo – ha commentato Cristiano Radaelli, presidente di Anitec-Anie -. Questi obiettivi vedono proprio negli investimenti in Ict il fattore determinante per tornare a crescere, incrementare la produttività, la competitività e sostenere l’occupazione”.

di O.O.

Copyright © - Riproduzione riservata
Ict: al primo posto per investimenti in innovazione Ingegneri.info