Ict e Pubblica amministrazione locale: l'analisi Istat sul 2012 | Ingegneri.info

Ict e Pubblica amministrazione locale: l’analisi Istat sul 2012

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A poche settimane dalla pubblicazione di una ricerca Cermes-Bocconi che ha ‘bocciato’ nove Comuni su dieci in merito alla gestione della propria pagina web, l’Istat torna sul tema delle nuove tecnologie nella Pubblica amministrazione locale, analizzando i progressi compiuti in materia di Ict.

Secondo l’Istituto nel 2012 gran parte delle amministrazioni locali più grandi sono dotate di uno specifico ufficio dedicato all’Ict: 21 Regioni e Province Autonome su 22 e 80 su 100 Comuni con più di 60.000 abitanti contro 6 Comuni ogni 100 tra quelli fino a 5000 abitanti. A gestire le funzioni Ict è personale interno in sette amministrazioni su 10, mentre circa nove su 10 ricorrono a fornitori privati. Le Regioni, più degli altri enti, si avvalgono anche di fornitori controllati o partecipati dall’ente (72,7%). Nel settore dell’offerta di servizi Ict 25 società, cui appartengono circa 3.400 addetti, sono direttamente e unicamente controllate da Regioni e Province Autonome.

A livello di dotazione tecnologica, tutti gli enti locali dispongono di un ‘parco di base’, ma con significativi divari sull’adozione di tecnologie più sofisticate come quelle mobili, dovuti in particolare alla natura dimensionale o organizzativa: 70 Comuni su 100 tra quelli più grandi e appena otto su 100 di quelli più piccoli utilizzano infatti dispositivi mobili (tablet, smartphone, netbook, ecc.). Tuttavia, in termini di penetrazione delle suddette tecnologie, le differenze si riducono rispettivamente a 4 dipendenti e a 2 dipendenti che utilizzano dispositivi mobili su 100.

La tipologia di connessione è nel 98% degli enti almeno la xDSL; tuttavia tali tecnologie, soprattutto nei Comuni e nelle Comunità montane, consentono di raggiungere velocità superiori o uguali a 2 Mbs soltanto, rispettivamente, nel 75 e nell’80 per cento degli enti on-line.

L’analisi si sofferma poi sulla capacità degli enti di sfruttare le nuove tecnologie per sviluppare servizi che riducano i costi della Pa. Il quadro generale rileva la crescita, seppur lenta, di alcune tecnologie come il ricorso al VoIP e all’e-procurement (+7%), l’open source (+6%), l’e-learning (+5%); tuttavia permangono differenze sostanziali tra enti di diversa ampiezza demografica.

Per alcune attività correnti quali la gestione della contabilità, dei pagamenti, dei tributi e, per i soli Comuni, dell’anagrafe e stato civile, si raggiunge una buona informatizzazione in rete e un buon livello di integrazione tra diversi applicativi. Altre attività, quali la gestione del provveditorato, dei contratti e delle gare di appalto rimangono poco informatizzate in rete.

Venendo al sito web, pur essendo diffuso dal 2009 in quasi tutti gli enti locali nel 2012 viene finalmente rilevato in miglioramento, in particolare per quanto riguarda la possibilità per l’utenza di inoltrare on-line modulistica e di avviare a conclusione per via telematica l’intero iter relativo al servizio richiesto on-line.

Elaborazioni su dati provenienti dal Sistema informativo sulle operazioni degli enti pubblici (Siope) rivelano che nel 2011 la spesa per l’Ict sostenuta dalle amministrazioni locali è stata pari a circa lo 0,7 per cento delle spese totali e che da essa deriva una spesa ICT per abitante pari a 28 euro.

Il giudizio sull’impatto delle tecnologie nella pubblica amministrazione locale, conclude l’Istat, è sostanzialmente positivo.

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