Il BIM per il nuovo Centro Direzionale Unipol di Mario Cucinella Architects (MCA) | Ingegneri.info

Il BIM per il nuovo Centro Direzionale Unipol di Mario Cucinella Architects (MCA)

La torre, di 23 piani, andrà a completare il nuovo volto di Porta Nuova a Milano. Ecco come è stata affrontata l’importante commessa firmata da MCA in ottica BIM

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Nei giorni scorsi il Mit ha pubblicato lo schema di decreto con cui si attua l’obbligatorietà del BIM negli appalti. Il decreto, posto in consultazione pubblica, prevede un ingresso dell’obbligo di richiesta, da parte delle stazioni appaltanti, secondo un meccanismo a scaglioni che partirebbe nel 2019. In Italia tuttavia diversi studi utilizzano la metodologia e l’approccio Bim già da tempo, come abbiamo documentato più volte sul nostro magazine. In questo articolo approfondiamo la conoscenza dell’utilizzo del Building Information Modeling all’interno dello studio Mario Cucinella Architects (MCA), in un focus incentrato sullo svolgimento pratico di una commessa, ossia il nuovo Centro Direzionale Unipol.

In esclusiva, abbiamo avuto modo di dialogare con l’architetto Maria Persichella, BIM Manager presso lo studio bolognese, alla quale abbiamo chiesto di raccontarci questa specifica commessa attraverso la sua esperienza gestionale in relazione al BIM.

Ecco, a seguire, questo interessante colloquio, al fine di raccontare in dettaglio al lettore la commessa, tra pratica professionale e responsabilità manageriale all’interno della filiera progettuale:
“Nel caso del Nuovo Centro Direzionale Unipol, il cliente si è posto un obiettivo chiaro fin dal principio della progettazione: la gestione del progetto doveva essere implementata in BIM per valorizzare la gestione manutentiva dell’asset costruito. La strategia di più ampio respiro è quella di utilizzare questa esperienza come spin-off per la gestione di esercizio di tutti gli immobili di proprietà. Quindi, l’organizzazione di tutte le informazioni all’interno del modello e la tipologia delle stesse, sono state finalizzate a questo intento. Lo standard internazionale di riferimento che la Direzione Immobiliare di Unipol ha scelto per la gestione del bene immobiliare è il COBie (Construction Operation Building Information Exchange): un formato che organizza tutte le informazioni in modo che queste possano essere facilmente trasferite a software specifici per la manutenzione e, quindi, gestiti dal team responsabile delle operazioni di mantenimento dell’edificio.

La gestione dei dati rilevanti avviene per fasi. Nella fase iniziale del progetto (fase Preliminare e Definitiva) il team di progetto guidato da MCA ha effettuato sopralluoghi ed incontri con i referenti per la manutenzione, al fine di strutturare al meglio le informazioni necessarie allo standard. Durante tutto il processo progettuale il team di FM di Unipol è stato tenuto costantemente al corrente degli sviluppi, onde garantire l’allineamento alla struttura dei dati attesi, soprattutto per gli aspetti relativi alla progettazione impiantistica. Conclusa la fase di progettazione esecutiva, il General Contractor ed i suoi eventuali Subappaltatori integreranno le informazioni, implementando i dati forniti da MCA per gli elementi architettonici e da Deerns (consulenti per la progettazione impiantistica) per la componentistica di disciplina. Il fine è di garantire un prototipo as-built che dovrà poi essere consegnato ai responsabili della gestione della Torre Unipol.

Quindi, con l’implementazione delle informazioni all’interno stesso dei prototipi è più facile allineare le strategie di pianificazione delle facilities, ottimizzando il controllo delle performance degli asset, in termini di tempo e di costi. Prima, invece, i vari momenti della filiera erano a compartimenti stagni, separati, per cui il Facility Manager doveva confrontarsi con informazioni disparate provenienti da diverse fonti, spesso contraddittorie tra loro, con evidenti conseguenze suoi costi e tempi di gestione.
Per esempio, quando abbiamo organizzato i settaggi, nella fase iniziale dell’esecutivo ci siamo dati un margine di tolleranza di 10 cm. Successivamente, in fase avanzata, tale scarto si riduce a 2 cm, mentre per le verifiche di incongruenza spaziale con gli acciai a 5 mm, invece. È il BIM manager, in base alla tua esperienza che setta i giusti criteri di controllo. In questo modo, automaticamente e a seconda delle varie fasi, è possibile operare una ispezione abbastanza sistematica delle problematiche che possono emergere tra le discipline principali, che poi sono le 3 che influenzano il progetto in termini di costi e tempi.

Nel caso specifico, la Torre Unipol è un progetto ad alto livello di complessità progettuale: è una torre di 23 piani, a vocazione uffici per lo più, che dovrà ospitare tra i 750 e i 900 utenti. Gli ultimi piani, dal 17/18° in su, sono a disposizione della direzione, mentre al terzultimo e penultimo vi è, invece, una buvette per i dirigenti.

(per gentile concessione di MCA - Mario Cucinella Architects)

(per gentile concessione di MCA – Mario Cucinella Architects)

All’ultimo piano, al di sotto di una grande serra vetrata, rivestita di fotovoltaico, è previsto uno spazio molto suggestivo, scenografico, con vista su tutta Milano, da utilizzare per eventi. Al piano terra, invece, sarà collocata una sala congressi per 250 persone, polifunzionale, modulabile in maniera diversa come spazio per eventi, mostre e qualsiasi altra attività comune Unipol vorrà organizzare. Ciò che ha reso il progetto di Mario Cucinella particolarmente impegnativo, e stimolante per il team di progetto, è stata la complessità di tutta la struttura della facciata tridimensionale, che parte da una forma geometrica elementare (una rete cilindrica di legno e vetro) movimentata agli estremi da due distorsioni. Queste diventano i due elementi connotativi dell’intero progetto: alla base un atrio ciclopico accoglie il visitatore, alla sommità la serra bioclimatica. Una geometria di questa complessità non potrebbe essere controllata se non attraverso software sofisticati, peraltro da sempre utilizzati da MCA.

(per gentile concessione di MCA - Mario Cucinella Architects)

(per gentile concessione di MCA – Mario Cucinella Architects)

In questo compito il BIM ci ha aiutato moltissimo, non solo per la progettazione tridimensionale ma anche nell’organizzazione, nella suddivisione che nello studio dei moduli di facciata, così come per le tipologie di attacchi, di ancoraggi e di infissi. Utilizzare tale strumento permette di generare, automaticamente, abachi per un controllo sulle quantità previste, sui differenti moduli, sulle specifiche tecniche, etc.

(per gentile concessione di MCA - Mario Cucinella Architects)

(per gentile concessione di MCA – Mario Cucinella Architects)

(per gentile concessione di MCA - Mario Cucinella Architects)

(per gentile concessione di MCA – Mario Cucinella Architects)

Nel corso della progettazione, il livello di complessità del progetto MCA ha richiesto, al gruppo di lavoro, uno sforzo creativo nella ricerca della soluzione migliore a quel problema specifico, con il minimo passaggio di operazioni e garantendo la qualità progettuale. Ciò è stato condotto ora utilizzando plug-in, ora lavorando addirittura sulla programmazione riscrivendo codici, al fine di facilitare l’esecuzione di comandi specifici. Questo ha significato valutare, volta per volta, qual era il software più idoneo da utilizzare per ottenere col minimo sforzo il massimo del risultato, nel tempo minore. Per cui, la creatività operativa sta anche nel far rientrare nel processo BIM applicazioni diverse, con l’obiettivo di garantire la libertà espressiva dell’architetto.

Approfondendo gli aspetti operativi del processo progettuale, fin dalle prime fasi progettuali della Torre Unipol tutti gli operatori hanno costruito il proprio modello sulla base di una serie di regole ed input, condivise tra i vari BIM coordinator di disciplina ed il BIM Manager. Quest’ultimo le avrà precedente impostate considerando gli input strategici forniti dal cliente (appunto, gli standard COBIe). Nel nostro caso specifico per esempio, il committente ha richiesto ad MCA di produrre un modello integrato ad un LOD di 350.

Volendo parlare in termini di scale tradizionali, questo LOD garantisce la precisione del dettaglio in scala 1:20 senza però giungere ad una scala di rappresentazione del dettaglio 1:5/2 eseguita invece con strumenti CAD. Questo perché la quantità di dati specifica di un LOD 350 non richiede un arricchimento grafico di scala, più facilmente rappresentabile con metodi digitali tradizionali. Considerando che il nostro cliente ha l’obiettivo di ottenere, al termine del processo progettuale e costruttivo, un modello utile per la gestione e la manutenzione dell’asset costruito, ha deciso che tutto il cantiere dovrà essere gestito su piattaforme BIM. Il livello di sviluppo di quella fase, il LOD 400, necessariamente sarà sviluppato dal General Contractor perché fa capo ad implementazioni di informazioni specifiche della fase produttiva: schede tecniche per il materiale, dati del fornitore, caratteristiche dei singoli componenti in relazione alle garanzie ed alle modalità di manutenzione.

Questa attività verrà eseguita sotto il controllo di MCA, la quale ha in incarico anche la Direzione Lavori. In questa fase stiamo mettendo a punto, con il nostro Cliente e tutti i consulenti coinvolti proprio le procedure di gestione, verifica ed approvazione della DL su piattaforma BIM, i relativi criteri di validazione dei modelli costruttivi che verranno prodotti dal General Contractor. Tali modelli in LOD 400, una volta validati come as-built, costituiranno poi la nervatura del Facility Management per il cliente stesso (LOD 500).

Nel caso del progetto Unipol, ogni progettista ha scelto il software che più era opportuno per le proprie esigenze: il modello architettonico ed impiantistico è stato gestito in Revit, il modello degli acciai in Advanced Steel, mentre il modello strutturale dei cementi in Allplan, ma tutte le informazioni erano disponibili per tutti gli operatori a mezzo del formato aperto IFC. Con l’utilizzo di questi formati di trasferimento dati (“aperti”, perché indipendenti da qualsiasi produttore di software) tutte le informazioni formali, dimensionali e documentali degli oggetti vengono mantenute e, quindi, sono interoperabili tra i vari applicativi. Ciò rende non necessario l’utilizzo degli stessi software per lo scambio e la verifica delle informazioni grafiche.”

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