Il fotovoltaico integrato che arriverà in facciata si chiama Solar Squared | Ingegneri.info

Il fotovoltaico integrato che arriverà in facciata si chiama Solar Squared

Mattoni in vetrocemento con fotovoltaico integrato che permetterebbero di sfruttare anche gli involucri degli edifici per la produzione di energia elettrica. E' Solar Squared, progetto sviluppato dall'Università di Exeter e la start up Build Solar

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I pannelli fotovoltaici sono diventati una dotazione sempre più importante degli edifici, sia nuovi che rinnovati, che in questo modo vengono messi in grado di produrre in modo più sostenibile energia elettrica dal sole. Sfruttano tetti e coperture perché geometricamente più performanti e più difficilmente sfruttabili per altri scopi. Meno scontato è invece l’utilizzo delle superfici verticali, che potrebbero invece essere presto sfruttate da Solar Squared, progetto di ricerca nato all’interno del College of Engineering, Mathematics and Physical Sciences dell’Università di Exeter, in Cornovaglia, e sviluppato dalla start up Build Solar guidata da Hasan Baig e Tapas Mallick.

Il sistema allo studio, la cui progettazione vede anche il supporto del produttore Glass Block Technology Ltd, sta sviluppando la realizzazione di mattoni in vetrocemento con fotovoltaico integrato grazie ai quali anche gli involucri delle costruzioni potrebbero presto diventare superfici utili alla produzione di energia elettrica da una fonte rinnovabile senza comprometterne troppo le valenze estetiche. Ogni mattone è infatti dotato di una griglia di elementi ottici che sono in grado di concentrare i raggi solari, anche inclinati, e dirigerli verso piccole celle fotovoltaiche incorporate nel mattone durante la sua produzione.

Solar Squared elabora ulteriormente una tecnologia sostenibile e un materiale da costruzione, il vetrocemento, con una storia centenaria e prende le mosse dalla considerazione che circa il 40% dell’elettricità prodotta nel mondo viene consumata dagli edifici che, se fossero in grado di auto-alimentarsi anche solo in modo parziale, potrebbero confermarsi come importante leva per la riduzione dei consumi elettrici globali e di risorse deperibili.

Da una parte, sta lavorando per migliorare una tecnologia che, nonostante la diffusione, dimostra di avere ancora limiti importanti: oltre ai costi, la durata, gli interventi di manutenzione e lo smaltimento, la necessità di grandi superfici da ricoprire con i pannelli delle dimensioni necessarie alla voluta produzione di elettricità.

Dall’altra, rivede (e rinverdisce) un materiale da costruzione modulare, resistente e versatile. Nato all’inizio del XX secolo come elemento di chiusura, verticale e orizzontale, dalle buone caratteristiche portanti, è in grado di fare passare la luce e ha caratteristiche estetiche che nel tempo l’hanno reso un importante materiale a disposizione dell’architettura, che, a partire dal Movimento Moderno, ne ha ampiamente sfruttato le possibilità espressive.

Le evoluzioni degli anni più recenti, che sono a disposizione anche di Solar Squared, ne hanno anche migliorato le capacità isolanti, sfruttando la sua naturale composizione e la stratigrafia: per i manufatti prodotti e commercializzati dal partner Glass Block Technology Ltd, che possono essere prefabbricati e gettati in opera, verticali e orizzontali, la trasmittanza dichiarata degli elementi varia, ad esempio, da valori inferiori a 2 W/mq °C per elementi composti da due camere d’aria divise da quattro pannelli di vetro a valori pari a 1,6 W/mq °C per mattoni con tre camere d’aria e sei pannelli.

prossimi passi, su cui la start up sta lavorando, sono la ricerca di investitori e installazioni di prova su cui testare il funzionamento di un sistema che dovrà essere brevettato ma le cui premesse, anche se l’applicazione potrebbe essere ridotta e i rendimenti ancora da valutare, sembrano più che buone, verso il completamento di un sistema fotovoltaico integrato economico, bello e funzionale per edifici sempre più sostenibili e autosufficienti.

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