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Il primo disco solare al mondo alimentato da microturbina ad aria

Presentato il primo disco solare al mondo che produce energia elettrica attraverso un’integrazione con una microturbina ad aria. Sarà visibile negli open day del Centro Enea di Casaccia il 29 settembre

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Arriva il primo disco solare al mondo in grado di produrre energia elettrica grazie all’integrazione con una microturbina ad aria. È una nuova tecnologia presentata da Enea che sarà visibile nel Centro ENEA di Casaccia il 29 settembre, in occasione del primo Open Day della Ricerca organizzato dall’Agenzia, giornata in cui saranno aperti al pubblico anche le hall e i laboratori non solo di Casaccia ma anche del centro di Frascati.
Questo disco solare è basato su una tecnologia concepita per poter “catturare” dal Sole 70 kW di potenza raggiante e di convertirli virtualmente fino a 15 kW di potenza elettrica, sufficienti ad alimentare un condominio di 5 appartamenti.
La novità del sistema composto dal disco solare (in gergo tecnico “dish”) e dalla microturbina è la facilità di gestione operativa e la modularità che ne consente l’utilizzo anche per piccoli centri commerciali e imprese, supermercati e scuole, sia connessi che distaccati dalla rete elettrica. Ha un diametro di 12 metri e una superficie di 88 metri quadri interamente ricoperta di specchi solari che concentra in una piccola area focale fino a 2mila volte la radiazione solare; rispetto al fotovoltaico “tradizionale” avrà il vantaggio di stoccare l’energia assorbita e trasformarla in elettricità on demand, anche di notte o in assenza di irraggiamento solare.

“L’impianto progettato, assemblato e avviato dall’ENEA è il primo al mondo che abbina i più recenti progressi nella ricerca sulle tecnologie del solare a concentrazione alla innovativa microturbina ad aria, di derivazione automobilistica, più compatta e leggera rispetto ai motori comunemente utilizzati in questo tipo di applicazioni”, spiega la ricercatrice ENEA Michela Lanchi del Dipartimento Tecnologie Energetiche e Fonti Rinnovabili.

I principali componenti del sistema sono il concentratore solare, il ricevitore e la microturbina ad aria. Il concentratore solare è di tipo circolare, con superficie parabolica riflettente sul cui fuoco è posizionato il ricevitore a cavità composto di due “bicchieri” concentrici inseriti l’uno dentro l’altro, al cui interno circola aria.
Il concentratore riflette la radiazione solare sulla finestra del ricevitore che l’assorbe al suo interno, mentre l’aria circolante si scalda fino ad una temperatura di circa 800/900°C.
Un compressore preleva l’aria esterna, la comprime a circa 3 atmosfere e la invia al ricevitore. Qui grazie al calore solare il flusso d’aria si riscalda per poi passare alla microturbina, dove si espande, mentre il calore residuo viene ceduto a un recuperatore prima che l’aria venga rilasciata nell’ambiente.
L’espansione dell’aria nella turbina permetterà al generatore ad alta frequenza di raggiungere la velocità di rotazione di circa 150mila giri/minuto, assicurando in questo modo una potenza elettrica in uscita compresa tra 3 e 15 kW.

Il programma di sperimentazione in condizioni atmosferiche reali – avviato di recente – proseguirà per tutto il 2018 con l’obiettivo di rilevarne le prestazioni ed elaborare soluzioni ingegneristiche ottimizzate ai fini della commercializzazione.
L’impianto solare dimostrativo è stato sviluppato nell’ambito del progetto OMSoP – Optimised Microturbine Solar Power System – finanziato nel 2013 con 5,8 milioni di euro dal 7° Programma Quadro dell’Unione europea. Oltre all’ENEA, sono partner del progetto: le Università Roma Tre, City University of London, Royal Institute of Technology in Stockholm e University of Seville e le aziende Compower, INNOVA e European Turbine Network.

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