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Industria 4.0, arriva la graduatoria del Mise per i Competence Center

Dalla meccatronica ai big data: ecco dove si sviluperrano le competenze digitali applicati all'impresa in Italia. Guidano la classifica i progetti del Politecnico di Torino, del Polimi e dell’Università di Bologna

Industry 4.0
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Il Ministero dello Sviluppo economico ha pubblicato la graduatoria degli atenei che parteciperanno alla realizzazione del progetto Competence Center, poli strategici per sviluppare l’eccellenza dell’Industria 4.0 italiana. Al primo posto ecco il Politecnico di Torino, sul podio anche Politecnico di Milano e Università di Bologna. Il Mise per la concretizzazione dell’iniziativa ha stanziato nuove risorse, dunque sul piatto ci sono 73 milioni di euro, quasi doppio rispetto ai 40 milioni precedentemente previsti. Sono otto i Competence Center che hanno presentato domanda entro il 30 aprile 2018 e sono entrati in graduatoria. Ora, parte l‘ultima fase della selezione, che prevede una negoziazione con i centri di competenza selezionati per la ripartizione delle risorse.

I progetti nella graduatoria del Mise

Il Ministero ha stilato la graduatoria dei progetti presentati con i relativi punteggi:

1) Politecnico di Torino: progetto manufacturing 4,0, primo con 9 punti.

2) Politecnico di Milano: progetto Made in Italy 4.0, secondo con 9 punti.

3) Alma Mater Studiorum Bologna: progetto BI-REX (Big Data Innovation & Research EXcellence), terzo, 8 punti.

4) Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa: progetto ARTES 4.0, quarto, 8 punti.

5) Università degli Studi di Padova: progetto SMACT, quinto, 7 punti.

6) Università degli Studi di Napoli Federico Secondo: progetto Industry 4.0, sesto, 7 punti.

7) Consiglio nazionale delle Ricerche: progetto Start 4.0, settimo, 6 punti.

8) Università La Sapienza di Roma: progetto Cyber 4.0, ottavo classificato, 6 punti.

Il 65% dei 73 milioni (quindi, 47,5 milioni di euro) servirà a coprire le spese di costituzione e avviamento dell’attività, fino a un massimo di 7 milioni e 500 mila euro ciascuno. Il restante 35% servirà invece per finanziare i progetti di ricerca tecnologica, fino a un massimo di 200 mila euro a progetto.

Come funzioneranno i Competence Center

Nel concreto, i Competence Center dovranno erogare servizi alle imprese che fondamentalmente si svilupperanno in tre specifiche direzioni:

  • Orientamento: la predisposizione di una serie di strumenti volti a supportare le imprese nel valutare il loro livello di maturità digitale e tecnologica;
  • Formazione: promozione e diffusione delle competenze in ambito Industria 4.0 mediante attività di formazione in aula, sulla linea produttiva, e su applicazioni reali, allo scopo di supportare la comprensione da parte delle imprese fruitrici di benefici concreti in termini di riduzione dei costi operativi e aumento della competitività dell’offerta;
  • attuazione di progetti di innovazione, ricerca industriale e sviluppo sperimentale, proposti dalle imprese, compresi quelli di natura collaborativa tra aziende, e fornitura di servizi di trasferimento tecnologico in ambito Industria 4.0, anche attraverso azioni di stimolo alla domanda di innovazione da parte delle imprese, in particolare delle PMI.

Ora, in sequenza, ecco una breve presentazione dei primi tre progetti in graduatoria:

Il Piano Industria 4.0 di Torino

Il piano Industria 4.0 è il primo esempio di politica industriale del paese, come sottolinea Marco Gilli, rettore del Politecnico di Torino, ateneo che si presenta come capofila di un progetto che coinvolge anche l’Università di Torino e partner industriali di livello internazionale (FCA, General Motor, GE Avio, Thales Alenia). I tecnici hanno dato vita a tre centri interdipartimentali, su additive manufacturing, mobilità (quindi veicoli elettrici, macchine a guida autonoma o con sistemi aeronautici) ed energia, che coinvolgono tutti i dipartimenti dell’ateneo piemontese. Ma non solo: ecco un grande centro di big data e data science, proprio perché Industria 4.0 è l’applicazione di tecnologie digitali avanzate all’ambito industriale.

Il progetto del Polimi

Il Progetto presentato dal Polimi si chiama Made in Italy 4.0 e punta a diventare un centro di competenza industriale di rilevanza nazionale sui temi della manifattura digitale in grado di fornire alle imprese, specialmente PMI, gli strumenti necessari (orientamento, formazione, trasferimento tecnologico, co-progettazione) per affrontare la digitalizzazione dei processi produttivi in ottica Industria 4.0. Made in Italy 4.0 vede coinvolte trentanove imprese (provider tecnologici, integratori di sistema, consulenti, esperti della formazione, industrie manifatturiere) che hanno affiancato INAIL e i quattro atenei (oltre a Politecnico di Milano, Università di Bergamo, Università di Brescia e Università di Pavia). Il luogo prescelto, il quartiere Bovisa, è già caratterizzato dalla presenza della Joint Platform appena inaugurata con la Tsinghua University di Pechino e di PoliHub l’acceleratore del Politecnico di Milano che ospita, al suo interno, 113 realtà imprenditoriali (idee in accelerazione, startup eaziende).

Bologna e il BI-REX

L’università felsinea ha approntato un progetto che coinvolge anche i sistemi accademici di Modena e Reggio Emilia (Unimore), di Ferrara e l’Università degli studi di Parma. L’obiettivo è attivare una sinergia stretta con i Tecnopoli, centri di innovazione in cui la Regione investe da tempo, nei quali collaborano università e imprese, con il Cineca, fiore all’occhiello del mondo dell’innovazione italiano, e con l’Istituto Italiano di Fisica Nucleare. Tra i settori di interesse ecco la meccatronica, l’automotive, il biomedicale, l’agrifood, mentre a livello tecnologico forte accento sarà posto sui big data.

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