Ingegneri blockchain: chi sono e perché sono richiestissimi | Ingegneri.info

Tutti vogliono gli ingegneri blockchain

Ogni giorno ci sono 14 aperture di lavoro per ogni sviluppatore blockchain. E lo stipendio medio in Italia arriva a 50 mila euro l’anno. Ma chi sono gli ingegneri blockchain?

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Sono tra i profili più ricercati e pagati al mondo. I cacciatori di teste fanno a gara per scovarli e le aziende per assumerli. Parliamo degli ingegneri blockchain o blockchain developer, sviluppatori in grado di operare attraverso la nuova tecnologia ‘a catena’ applicando le proprie conoscenze in ambiti diversi: dal settore bancario, al legale e al sanitario, fino al comparto retail o immobiliare.

Di blockchain si parla sempre più spesso. In sostanza, la blockchain è un’innovazione trasparente e decentralizzata che permette di registrare una serie di transazioni. La si può immaginare come un registro che raccoglie tutte le operazioni relative a un bene, materiale o immateriale. Le nuove figure professionali che vi operano sono conosciute oggi soprattutto per l’associazione al mondo delle criptovalute. In realtà è più corretto parlare di tecnici specializzati in “database strutturati in blocchi” ovvero nuovi sistemi di gestione dei dati che hanno applicazioni pressoché infinite.

Ingegneri blockchain: il profilo più ricercato

In genere chi si specializza in questo campo ha una laurea in ingegneria informatica e conosce bene le principali blockchain open source oltre che le basi della crittografia. È poi esperto di programmazione ed è in grado di “scrivere” tramite JavaScript e Python. In breve, l’ingegnere blockchain possiede un mix di competenze tecniche unite a una grande versatilità. Ecco spiegato perché questa figura è stata classificata al secondo posto tra i 20 profili in più rapida crescita e la richiesta di professionisti di questo tipo sia cresciuta di oltre il 200% nel corso del 2017. A rendere particolarmente seducente il nuovo mestiere sono anche le prospettive di carriera: secondo il portale TechCrunch ci sono 14 aperture di lavoro al giorno per ogni sviluppatore blockchain e lo stipendio medio è alto. In Italia si possono guadagnare tra i 40 mila e 50 mila euro lordi l’anno. Ma le opportunità crescono se si sceglie di lavorare all’estero. Negli Stati Uniti, ad esempio, si possono guadagnare fino a 130 mila dollari in un anno.

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La tecnologia alla base

La blockchain è il pane quotidiano del blockchain developer ed è una tecnologia che permette la creazione di un database per la gestione di transazioni tra più nodi di una rete. Si può definire come un libro mastro, un archivio o un registro digitale. Il database è strutturato in blocchi che sono tra loro collegati in modo che ogni transazione avviata sulla rete debba essere ‘validata’ dalla rete stessa. La blockchain risulta così un insieme di più transazioni, rese sicure dal fatto che la blockchain si snoda attraverso una rete diffusa di computer, che devono approvare tutti i cambiamenti.

Sebbene chiunque possa creare la propria blockchain molte aziende hanno scelto di inserirsi dentro ‘catene’ esistenti con reti più vaste perché nel tempo la loro tecnologia è stata rodata. Due delle blockchain più conosciute al mondo sono Ethereum e Hyperledger Fabric, che consentono di creare strumenti sia per le startup sia per le multinazionali. Tra i grandi nomi che hanno deciso di implementare la nuova tecnologia troviamo IBM, Nestlè e Unilever ma la platea dei big interessati sta crescendo. Da un sondaggio della società di consulenza It Synechron, condotto tra 200 manager di Fortune 500, emerge come il 55% dei dirigenti punti in dieci anni a introdurre la tecnologia blockchain. In più secondo il report dell’International Data Corporation (IDC) saranno gli Stati Uniti a fare i maggiori investimenti, circa il 40% della spesa, seguiti da Europa occidentale e Cina. Gli esperti stimano infatti che entro il 2021 la spesa globale in tecnologia blockchain raggiungerà i 9,2 miliardi di dollari.

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Le scuole di blockchain in Italia e all’estero

Per adeguarsi alla crescente domanda di talenti da parte delle aziende, molte università stanno lanciando nuovi corsi con l’obiettivo di formare gli esperti del futuro. Tra le più importanti troviamo il MIT con due corsi sull’ingegneria e la progettazione di criptovaluta, la Stanford University, che ha avviato un corso chiamato “Bitcoin Engineering”, e l’Università di Princeton con un corso ad hoc sui bitcoin della durata di undici settimane. In Italia l’avanguardia è rappresentata dal Politecnico di Milano che ha creato un corso dedicato all’applicazione della blockchain per i pagamenti digitali oltre ad aver lanciato il corso “Bitcoin and Blockchain Technology”, affidato al professore di fama internazionale Ferdinando Ametrano. Si segnala anche il dipartimento di informatica dell’Università degli Studi di Milano che ha lanciato a inizio anno una serie di seminari dedicati alla nuova tecnologia così come ha fatto l’Università Sapienza di Roma.

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